ADCs NELLA RETE

Contatti con i Nostri Cari da tutto il Mondo

L'ALDILA' CONDIVISO (04/02/19)

Ci sono molte storie sui mistici che ci invogliano a visitare i Morti e ci sono anche storie di fantasmi che infestano i viventi dopo che se ne sono andati. Ho imparato che alcuni di questi incontri potrebbero essere veri, specialmente le storie di fantasmi. Ma il velo che ci separa da loro è abbastanza sottile, tanto che, una volta che conosciamo il segreto per penetrarlo, è possibile connettersi con l'Aldilà. Io ci sono riuscito,o meglio, la mia defunta moglie Doris e io ce l'abbiamo fatta.

Poco dopo la morte di mia madre, Doris e io stavamo comunicando con entità nell'astrale una sera nel nostro appartamento a Springerville, in Arizona. Per coloro che non sanno come questo è stato realizzato dirò che sembrava avessimo imboccato una svolta usando una tavola Ouija in una stanza tranquilla dopo la meditazione e una pulizia generale con i bastoncini di cedro .  Usando questa tecnica, in precedenza avevamo avuto successo nel comunicare con Wayne, il defunto fratello di Doris. Abbiamo deciso quella notte di provare a contattare mia madre che era appena passata.
E 'stato più facile di quanto ci aspettassimo. Nel momento in cui abbiamo chiesto di parlarle, lei era già lì. La mamma ha espresso un'estrema felicità per la sua situazione che non mi aspettavo. Non sembrava sapere che era morta ed era piena di lodi per nostro figlio Aaron, perché lei mi disse: "
mi ha guarita, posso respirare, mi sento meravigliosamente bene".
Aaron, che si trovava in California al momento in cui la mamma stava morendo in un ospedale di Albuquerque per insufficienza cardiaca congestizia ed enfisema, ha detto che le aveva fatto una visita mentre era uscito fuori dal corpo (OBE).
 La mamma gli disse che era già per metà fuori dal suo corpo e che temeva di lasciarsi andare, poi lui le prese la mano e la guidò in un giardino dove gli Spiriti possono aspettare i propri cari o decidere di andare via nella Luce.
Quello fu il momento in cui fu dichiarata morta dal personale ospedaliero.

Nella sua versione dell'evento, disse che Aaron l'aveva portata in un posto meraviglioso pieno di alberi, erba verde e fiori, un posto caldo e confortevole.  Sembrava capire che le fosse successo qualcosa e che non fosse più in grado di stare con papà o con noi.
Quando ha poi capito che era uno Spirito, disse che aveva in programma di aspettare lì dov'era che nostro padre si unisse a lei.
Aggiunse che era un pò preoccupata perché lui non stava prendendo le sue vitamine e voleva che lo inducessimo a farlo.
Sembra che i morti possano guardarci da dove sono, mentre raramente li vediamo.
Sembrava strano, seduto in quella cucina, stare a far domande e avere la mamma che ci rispondeva attraverso la voce di Doris,
 ma dopo un pò mi convinsi che stavamo parlando proprio con lei.
Le frasi che lei usava, le cose che lei ci disse, venivano dalla sua mente, non dalla nostra.

Più tardi, quando ho avuto l'occasione di parlare con mio padre del problema delle vitamine, lui ammise di aver smesso di prenderle. Era sorpreso che lo sapessimo e gli dissi che era un messaggio della mamma. Aggiunsi che lei lo stava aspettando nel giardino dove Aaron l'aveva portata la notte in cui era morta, ma non penso che mi abbia creduto.
Alcune settimane dopo questo incontro, ho fatto la mia prima fuga di successo fuori dal mio corpo e sono entrato nell'astrale.
I primi sforzi furono brevi e gravosi, ma più ci lavoravo, più mi rendevo conto che potevo rimanere in quell'altro mondo e più le immagini diventavano vivide.
Dopo che Aaron tornò dalla California, mi portò una cassetta del Monroe Institute che, secondo lui, avrebbe reso l'esperienza extracorporeq molto più facile.  In una tranquilla serata quando ero da solo nell'appartamento, misi il nastro nell'impianto stereo, inforcai l'auricolare, mi appoggiai sul letto e lo accesi.  Scivolai nel Focus 10, poi nel 12, e decisi che volevo andare a trovare mia madre. In un batter d'occhio, all'improvviso, mi trovai di fronte a lei. Non penso che fosse la mia immaginazione.

Eravamo, infatti, in un posto incantevole, ben illuminato. Non era più una donna anziana e morente come l'ultima volta che l'avevo vista sulla Terra, era invece una donna nel fiore degli anni.  I suoi capelli erano scuri e lei era radiosa. Non c'è suono nell'astrale, quindi la nostra comunicazione fu squisitamente telepatica. Non riesco a ricordare quello che è stato detto, ma so che è stato un momento prezioso insieme, di cui farà sempre tesoro. Alla fine sono stato in grado di dirle correttamente addio.
Doris e io abbiamo parlato con la mamma di nuovo, subito dopo la mia visita. Volevo questa sessione perché ero preoccupato che non avremmo potuto parlare più. Mi ha assicurato che ci siamo davvero incontrati. Sembrava molto eccitata per la sua situazione perché stava scoprendo che la vita nell'astrale era piacevole. Non c'era dolore e lei poteva viaggiare ovunque, a piacimento, semplicemente pensandolo. Poteva andare su pianeti lontani e tornare. Ha osservato che a papà, che era un appassionato di fantascienza, gli sarebbe piaciuto molto. Ho fatto un'ultima visita personale nell'astrale. Quando l'ho vista si è illuminata. La Luce intorno a lei e che si irradiava da lei era così luminosa che per me era difficile guardarla. Era ovvio che stava cambiando e stava succedendo qualcosa di importante. Quando le parlammo un'ultima volta, la mamma ci informò che stava per entrare nella Luce.
Decise che non avrebbe aspettato papà. Quella fu la notte in cui ci salutammo per l'ultima volta.
 

Fonte: The Mind Of James Donahue

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UN SALUTO PELOSO DALL'Aldilà
(25-10-18)
< Bertie, il mio secondo cane guida, è passata al mondo dello spirito il 18 marzo di quest'anno. Sia io che mia moglie Wendy abbiamo "visto" Bertie in diverse occasioni, sia a casa che in giardino. Abbiamo visto il suo caro viso e gli occhi deliziosi brillare di amore che ci guardano dal suo nuovo punto di vista.
Una domenica sera, diverse settimane dopo averla "persa", ho ricevuto una telefonata dal mio buon amico Andreas.

Era appena tornato dalla sua chiesa a Londra e non vedeva l'ora di telefonarmi. Sembrava un pò senza fiato e io, all'inizio, pensavo che gli potesse essere successo qualcosa. No, il motivo per cui mi aveva chiamata mi ha grandemente sorpreso.
Il medium in visita lo chiamò in privato e gli chiese se avesse un amico cieco che aveva appena perso il suo cane guida.

Quando Andreas lo confermò, gli fu detto di non preoccuparmi perché il cane era lì in quel momento. Una squadra di Spiriti lo aveva portato in chiesa a Londra per darmi prove extra della sua sopravvivenza nella vita spirituale. Fantastico come sembra,  perchè quella non doveva essere la fine del racconto, o dovrei dire...la coda?
Poi! E questa è la ragione per l'inclusione della data di cui sopra. La scorsa notte, il 21 agosto, mi stavo addormentando. Deve essere stato intorno a mezzanotte. Ellis
[il suo "nuovo" cane guida - ndr] era addormentato nel suo lettino nella stanza con me.

All'improvviso sentii un colpetto e un rumore soffocato e, nel mio stato di semi-veglia, pensai che Ellis fosse uscito dalla sua cuccetta  per venirmi a trovare. Alzai la mano e sentii il corpo di un cane accanto a me . Poi un naso spinto contro il dorso della mia mano e ho sentito il suo amato musetto!
Ho allungato la mano per accarezzarla e... era sparita!
Fu allora che sentii Ellis muoversi nel suo lettino e mi resi conto che in realtà non ne era uscito.
Era la mia cara Bertie che aveva in qualche modo ottenuto abbastanza energia per materializzarsi da permettermi di sentirla!
Quando ci ho ripensato, ho ricordato che Ellis non emette mai quel particolare suono soffocato. Solo Bertie lo faceva.
Sto scrivendo questo nella speranza che possa aiutare coloro che hanno perso un animale domestico amato e non sanno se sopravvive effettivamente alla morte. Posso dire onestamente con la mano sul cuore che lo fanno davvero.
Fonte: ----
-- Robin Evans - Robin è passato la settimana scorsa)
 

"DiTE che sono ancora vivo" (26-10-18)
(DAL SITO DI V. ZAMMIT)
Venerdì scorso abbiamo reso un omaggio al guaritore inglese cieco e medium Robin Evans, morto pochi giorni prima. Domenica, il buon amico di Robin, il medium di Sydney Marcus Lang, ha avuto un contatto mentale con lui.  Ecco Il suo messaggio.
"Non ho provato dolore alla fine ... POSSO VEDERE e ho una palla ... 
(
sfera di cristallo? NdR) quando ho lasciato il mio corpo ho aperto gli occhi e ho girato la testa verso destra. Wendy (sua moglie che è morta lo scorso dicembre) era lì.
Ho sorriso, ho allungato la mia mano e sono andato con lei ...
Ho visto Ellis (
il suo cane guida vivente
) ...
Sto visitando tutti i miei amici mentre ho ancora una forte energia terrestre ...
Con l'effusione dell'amore dal momento in cui sono passato, l'amore che ho provato da tutti quelli con cui ho incrociato il mio percorso che  mi è stato di grande aiuto. Non ho mai guardato indietro. Ho continuato con la mia amata sapendo di aver lasciato il mio amore a tutti quelli con cui sono entrato in contatto.
Grazie dal profondo del mio essere ... dite loro che sono ancora vivo ".

 Robin Evans

ADC ...AL SAPONE!  (24/07/18)
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DINAH, all'Indiana (USA) ci invia questa foto di un possibile saluto dall'Oltre !

"Stavo guardando sotto il lavandino per eliminare gli oggetti inutili. Ho tolto questo asciugamano per i piatti e con mia sorpresa, ecco un cuore, fatto dal sapone che era trasudato sull'asciugamano. Sapevo che doveva essere un cuore dal Paradiso.
A 75 anni ho molti cari Lassù, quindi non posso sapere chi lo ha inviato.

Credo che sia stato uno sforzo congiunto di molte Persone Care!"
Dinah

L'ANGELO INFERMIERE (21-09-17)

Nel 1996, ebbi un incidente automobilistico orribile che mi causò diverse fratture vertebrali e molto dolore. All'inizio nessuno mi fece una diagnosi corretta, ma dopo diverse risonanze le lesioni risultarono chiare. Dopo 7 mesi di dolore e degenza ospedaliera, fui inviata in Chirurgia, Nessuno ama la chirurgia; tuttavia, temevo questo intervento con forte emotività. Sapendo che qualcuno stava per tagliare la parte anteriore del mio collo, spostarmi le corde vocali, prendere un pezzo del mio osso dell'anca per rabberciare le vertebre rotte,  mi aveva spaventata fino al punto che iniziai ad avere attacchi di panico. Il giorno arrivò: era il 19 Dicembre. Ero terrorizzata, così anche i miei figli. L'ospedale era ben attrezzato e le infermiere erano gentili mentre scendevo dal reparto per essere condotta nella sala operatoria.

 L'operazione fu indaginosa, perchè altri danni vennero trovati mentre mi operavano. Sopravvissi, ovviamente, ma il dolore cominciò a farsi intenso, come previsto. La pompa con la morfina andava veloce. Odiavo il fatto che non potevo parlare nel sentire le infermiere dialogare con mio zio e il mio compagno. Il chirurgo stava dando la sua valutazione sul decorso e come sarebbe iniziato il processo di guarigione; sentivo tutto, ma non ero in grado di aprire gli occhi o di commentare. Volevo piangere. Sentivo di aver perso i miei figli, anche se li sapevo al sicuro con il padre, ma volevo vederli. La notte era arrivata ed ero seguita da un solo infermiere. Era scortese e sembrava avere poco tempo per controllarmi. Avevo suonato diverse volte il campanello mentre sentivo forti dolori, sapendo che qualcosa non andava. Continuai a guardare l'orologio e pregavo. "Dio mio, per favore fà che questo dolore si fermi!. Qualcuno mi aiuti; mandami un segno che starò bene. " Finalmente l'infermiera entrò in camera ma insistette a dire che stavo reagendo bene, la pompa della morfina stava lavorando e avrei dovuto riposare. Era infastidito il che serviva solo a farmi piangere ancora di più. Quella fu l'ultima volta che lo vidi finché  non arrivò il turno delle 7.

Alle 2 del mattino un uomo molto diverso entrò nella mia stanza chiedendo cosa fosse successo, come mi sentivo e cosa poteva fare per me. Era calvo con radi capelli alle tempie , basso e goffo. Per essere sinceri, sembrava
George Costanza, un personaggio della fiction Seinfeld.

 Emanava un profumo di rose, era amabile, gentile ed in qualche modo alleviò il dolore dell'intervento.
Il suo tocco era confortante. Non mi disse di essere un membro del personale e non seppi mai il suo nome. Mi informò che la pompa della morfina aveva malfunzionato, facendomi quindi provare tutto quel dolore. Aggiunse che mi aveva sentito chiedere aiuto quando avevo pregato. Ero totalmente sconvolta, a dir meno! Questo "uomo" era unico, illuminante e pieno di pace così che potevo addormentarmi tranquillamente, sapendo che c'era lui al mio capezzale. Disse pure che al mattino avrei saputo che la mia vita sarebbe migliorata e che le mie doti intuitive sarebbero cresciute al fine di servire gli altri.
Mi rassicurò che i bambini erano al sicuro e asciugò le mie lacrime mentre mi stringeva la mano. 
Dio aveva sentito le mie suppliche e tutto sarebbe andato bene, dato che l'intervento chirurgico era stato un buon successo, sebbene con alcuni residui danni marginali che avrei potuto superare facilmente. Dopo un paio di minuti da quando era entrato sparì. Quanta perfetto, gentile e professionale era quell'infermiere? Il dolore si allontanò abbastanza da potermi finalmente addormentare.
 Le infermiere stavano ricevendo gli ordini per aiutarmi a cominciare ad usare le mie gambe e poter caricare il peso sull'anca che era stata usata per prendere l'osso da usare per riparare le vertebre del collo. Feci notare come i due infermieri della notte fossero così diversi, uno scortese, l'altro che non era altro che un angelo.
Wendy, l'infermiera di turno dalle 7 alle 15, mi rispose che c'era solo un infermiere maschio, quello che non faceva bene il suo lavoro, dato che a pompa della morfina aveva effettivamente malfunzionato. Tutti si sentivano mortificati visto che ero stata tutta la notte senza farmaci antidolorifici. Tuttavia, non c'era nessuno che corrispondesse alla mia descrizione dell'altro infermiere.
Semplicemente non esisteva.
Non ero allucinata e tutto era reale. Alcune suore vennero a farmi visita e così raccontai loro la stessa storia. Con mia grande sorpresa mi credettero: si era già detto in giro che Dio aveva mandato un Angelo per confortarmi.

Potreste pensare che sia una storia stupida o addirittura pazzesca, ma tutto ciò che quell'uomo mi ha detto è vero ed è accaduto, anche se tanti anni fa. Non era nessuno e non esisteva da nessuna parte, nessuno del personale corrispondeva alla sua descrizione. Ho fatto appello a Dio quella notte. Ero piena di dolori, ma pienamente cosciente e sveglia. Come si spiega ? La mia risposta è semplice: era un Angelo. Un Angelo è venuto al mio capezzale per portarmi pace e rassicurarmi che Dio è pienamente consapevole di chi sono io e che Lui fa così con tutti noi. Ricorderò sempre quella notte, quella sensazione di pace e soprattutto, quello che ho imparato.
Gli Angeli camminano in questo universo. Ho anche imparato a non perdere mai di vista la maestà e la grandezza della preghiera.
Possiate sempre camminare nella fede stringendo le mani di uno o due Angeli.

By Michelle Caporale -OMtimes Magazine 

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LA MAGLIETTA ROSSA (24-02-16)
ADC CONVALIDATA DA SEDUTA PITTORICO-MEDIANICA

<<Sono sempre stata una convinta sostenitrice dell'Aldilà, viste le mie esperienze vissute sia da bambina che da adulta che mi hanno aiutata a rafforzare in me questa convinzione e ad immettermi su un percorso di esplorazione delle comunicazioni spiritiche. 
Mio marito ... molto meno, sebbene mi abbia lasciata libera di credere in ciò che voglio, non è stato molto interessato fino a quando ci ha colpiti la tragedia quasi insuperabile della perdita d'un figlio. Da allora la nostra visione della vita dopo la morte è entrata più in sincronia.
Nessun genitore dovrebbe avere a sopportare la perdita di un figlio, ma purtroppo, succede. 
Un pò più di quattro anni fa abbiamo perso il nostro figlio maggiore di 22 anni, per un incidente inaspettato e tragico. A diradare le tenebre del nostro lutto sono però arrivati piccoli eventi che hanno contribuito a far guarire sia me che mio marito. Alcuni episodi notevoli:
un messaggio inspiegabile registrato sulla segreteria telefonica (da nostro figlio), luci tremolanti, radio che cambiavano stazioni senza nessun motivo apparente e che trasmettevano una canzone con un significato speciale per noi, farfalle bianche che seguivano nostro figlio più piccolo mentre camminava sull'Appalachian Trail in onore di suo fratello, "I Love You" sussurrati su un registratore digitale, ed anche sogni lucidi.
Anche in questo caso, si potrebbe etichettare questi eventi come semplici coincidenza o come il pio desiderio di due genitori in lutto ma, se messi in combinazione, c'è da credere che fossero tutti segni inviatici da nostro figlio che cercava di farci sapere che era ancora in giro.
Recentemente questi segni hanno assunto un risvolto più interessante grazie ad una conferma ottenuta attraverso un Contatto medianico. Lasciatemi spiegare…
All'inizio di Novembre dello scorso anno, qualcuno mi aveva parlato d'una Medium che è anche un'artista  e che contattai subito per e-mail fissando un appuntamento durante la prima settimana di Dicembre.  Thanksgiving ed i giorni successivi, senza più la presenza fisica del nostro figlio maggiore, furono un periodo difficile per noi . Uno dei modi per tener lontana tanta tristezza è attraverso l'esercizio fisico, perchè credo che aiuti a rilassare la mente ed a farla andare in uno stato meditativo. Fu in questo  pacifico stato d'animo, mentre camminavo sul tapis roulant, che ho avuto una breve apparizione d'un ragazzo seduto ad un tavolo adiacente che guardava verso di me.
Aveva i capelli corti e una barba rada, indossava jeans ed
una camicia a scacchi rossa davvero particolare.
Proprio come quella immagine
era rapidamente apparsa, così sparì.
Purtroppo, i tratti del viso non erano chiaramente visibili, ma nel mio cuore ho voluto credere che questa fosse stata una visita di mio figlio per farmi sapere che lui era ancora vivo.
Circa una settimana dopo la visione, io e mio marito ci recammo all'appuntamento con la Medium-pittrice e prima di partire avevo silenziosamente chiesto a mio figlio se l'apparizione che avevo visto era davvero lui, e se per piacere avrebbe trovato un modo per farsi riconoscere. Rimanemmo soddisfatti: durante la nostra sessione la Medium si collegò con nostro figlio fornendoci diverse convalide che confermavano la sua presenza.  Poi prese una tavolozza e cominciò a disegnare un'immagine utilizzando un pastello nero, spiegandoci che lei, in realtà, non vedeva l'immagine dello Spirito, ma disegnava sotto la sua guida. Dopo pochi minuti di lavoro ed aver disegnato un volto, la Medium ci disse: "
Tuo figlio vuole che lo disegni con indosso una camicia a quadri."
Un grande sorriso mi attraversò la faccia, e le chiesi:
"Di che colore è la camicia a scacchi?" e la Medium immediatamente rispose:"Rossa!"
Wow! Avevo avuta la conferma che avevo chiesto!
Devo ammettere che il ritratto non ha le sembianze esatto di mio figlio, ma ne ha catturato l'essenza - capelli corti, la barba e la forma dei suoi occhi. Ho anche notato su altri disegni della Medium (che si trovano sul suo sito) che generalmente ritrae le Entità dal collo in su e solo occasionalmente aggiunge i vestiti, al massimo fa un accenno alla linea del collo della camicia, usando toni di bianco o grigio.
Con mio figlio,invece, si era sentita guidata ad aggiungere più dettagli di quella camicia che era così importante nella visione che avevo avuto.  E così, trascorremmo il resto del mese di Dicembre in modo molto più felice di quanto avevamo immaginato.
Mio figlio mi aveva fatto un regalo di Natale anticipato ed è stato un regalo davvero prezioso.
Per me, questa è stata una conferma meravigliosa che il rapporto coi nostri Cari Defunti non si esaurisce con il loro passaggio, che sono ancora parte della nostra vita ...ma solo in un modo diverso.
Siate aperti e non perdete mai la speranza che i vostri cari stiano cercando di inviare segnali.
E' in piccoli momenti di tempo che si può avere un'esperienza che può cambiare la visione della vita e il mio momento magico è stato segnato da una semplice camicia a quadri rossa.>>

Shari G.  http://idigitalmedium.com/the-red-plaid-s
hirt/

INCREDIBILE ADC AL FUNERALE DEL Clic per il videoFIGLIO (18-02-16)

Come di consueto, il Daily Mail esalta questa storia di possibile attività paranormale nel suo solito modo di proporre notizie strane, ma una volta visto questo video che sta facendo il giro della Rete su Youtube, sarete d'accordo con noi che è davvero impressionante e commovente. Il fenomeno si è manifestato durante la veglia funebre  di un bimbo filippino,Trebby  ed è stato casualmente ripreso da uno dei parenti della madre, la Signora Joy Vibar-Alamares 
Noi non pensiamo che sia un falso, perché si tratta di una vera e propria cerimonia funebre e speriamo che anche il più indurito burlone non abbia preso in considerazione la possibilità di celiare in un momento così tragico.
Liberi o no di credere che lo Spirito del bimbo faccia muovere il palloncino verso la madre in pianto e apparentemente le dia conforto, ma noi pensiamo che questa è molto probabilmente una vera e propria prova di sopravvivenza post-mortem, giunta sotto forma d'un bellissimo e consolante ADC .

STRAORDINARIA ADC NATALIZIA
(17-12-14)

Natale è tempo di magie e di contatti paranormali, dalle favole di Dickens alle evoluzioni di Babbo Natale, agli ADC, ma non è tutto frutto della fantasia quel che ci racconta un'infermiera di Chicago che 4 anni fa è stata
testimone, insieme a molti altri suoi colleghi, di questa straordinaria  ADC di Natale.

<<E 'stato nel 2010, nel periodo dell'Avvento , dice Katleen, "circa due settimane prima di Natale. Una donna anziana, la chiamerò la signora Smith, era stata ricoverata in ospedale dopo essere scivolata sul ghiaccio, battendo la testa nella caduta.
Era in coma farmacologico, quando la vidi, ciò per aiutare le lesioni cerebrali a guarire meglio.
Nonostante questo, il marito aveva insistito per venire ogni giorno.
Era piccolo, magro e forse un pò squallido, ma per il resto sembrava stesse bene. Era tranquillo, troppo, ma ci ha sempre riconosciuti quando lo salutavamo. Arrivava durante l'ultima ora di visite, vestito in maniera abbastanza formale, ovviamente sembrava giungere in ospedale direttamente dal lavoro. Non faceva altro che sedersi accanto alla moglie e parlare con lei. Era molto dolce, ma anche molto triste. Si capiva chiaramente che si sentiva molto solo senza di lei. >>

Pochi giorni prima di Natale, Katleen decise di parlare con l'uomo e gli chiese:
"Come sta, signor Smith?»
Lui sorrise, guardandola un pò sorpreso, stava bene e la ringraziò. Poi lei gli chiese se attendeva con impazienza le vacanze natalizie e le disse di si. Per qualche ragione che Katleen non sa spiegarsi, gli chiese se non vedeva l'ora di riportare la moglie a casa.
Si sentì addosso gli occhi dei suoi colleghi di lavoro che disapprovavano per la domanda non adeguata.
"Oh, non è ancora giunto il momento", rispose Mr Smith.  Katleen rimase un pò perplessa dalla risposta. Forse sapeva già che la moglie avrebbe avuto bisogno di molto tempo per guarire? In entrambi i casi, Katleen si sentì così imbarazzata da quella sua domanda, che scappò a lavorare in ufficio. Il giorno seguente, la signora Smith si svegliò. Il medico sancì che stava recuperando bene, in fondo aveva subìto traumi minimi e, dopo alcuni giorni di osservazione, durante il fine settimana, sarebbe tornata a casa.
"Non ho lavorato in quel fine settimana" ricorda l'infermiera, "ma quando sono rientrata il Lunedì successivo, ho sentito che la signora Smith era sveglia e che stava per essere dimessa. Mentre stava lasciandoci, le chiesi come si sentisse e le dissi che suo marito doveva essere molto contento che lei stava tornando a casa ".
Katleen ricevette una risposta inaspettata. La donna rise e disse:
"Ma no... mio marito è morto otto anni fa!"
Prima che Katleen avesse avuto il tempo di pensare, la donna se n'era già andata via.
"Sapevo che alcune delle altre ragazze avevano visto il signor Smith,così ho detto loro quello che mi aveva detto la signora Smith.
Erano tutte stordite come lo ero io.  Una di loro osservò che il signor Smith non era venuto più durante tutto
il fine settimana cioè per tutto il tempo in cui la moglie era stata sveglia "!

Cercando di essere razionale, le infermiere si convinsero che "Mr. Smith " era un simulatore che visitava i pazienti anziani come per una sorta di perverso divertimento. Così lo descrissero agli uomini della sicurezza dell'ospedale che andarono a visionare tutti i filmati della settimana precedente ripresi dalle telecamere di sicurezza.
Quando tornarono dalle infermiere con le loro scoperte, giurarono che non c'era nessuno sui filmati - perlomeno nessuno che corrispondesse alla descrizione che le infermiere avevano loro fornito.
"Abbiamo visto il filmato noi stesse", dice Katleen,"siamo sicure
 che non c'era mai stato nessun Mr Smith nel nostro ospedale."

(Trad Webmaster da Paranormal Phoenomena)

TELEFONATE DALL'ALDILà
UN CASO BEN DOCUMENTATO  
(07-04-13)

Poco dopo il pranzo, un Sabato del giugno 1960, la signora Fox era sola nel suo appartamento al quarto piano, alla periferia della città canadese di Toronto, in attesa che la madre la chiamasse da un sobborgo vicino - un fatto normale nel fine settimana - sicchè era totalmente impreparata a quanto le stava per accadere. Più tardi, la signora Fox tentava di spiegare ai ricercatori che cosa era successo:
 
"Ho preso il telefono e sono quasi svenuta quando ho sentito la voce. Era mia figlia Peggy. Non ho dubbi su questo. Mi ha detto:
'
Ciao mamma. Riesci a sentirmi? Non essere triste ... Sono così felice '. Poi la comunicazione si è interrotta.
Io sono rimasta in piedi incapace di muovermi dallo shock."

La strana reazione della donna era dovuta al fatto che sua figlia Peggy Fox
era morta sei mesi prima!
Peggy, una ragazzina allegra e spensierata a soli 12 anni era stata colpita da un virus misterioso nell'inverno del 1959 e, nonostante le migliori cure ospedaliere che il Canada potesse offrirle all'epoca, era morta due settimane dopo, con i genitori impietriti accanto al suo capezzale.
Anche se naturalmente sconvolta dalla morte della sua unica figlia, la signora Fox, segretaria part-time in uno studio legale, aveva fatto di tutto per raccogliere la sua vita andata in frantumi ed entro l'estate del 1960 sembrava sulla strada buona per riuscirci.
Lei e suo marito avevano valutato la possibilità di adottare un bambino e poi, di colpo, tutto il dolore che aveva circondato la morte di Peggy era ritornato. Quando il marito rientrò un'ora più tardi trovò la moglie che piangeva incontrollabilmente. Appena gli spiegò quello che era successo, Paul le disse che doveva essere stato uno scherzo crudele e contattò la compagnia telefonica per rintracciare l'autore della beffa, ma.... Non c'era stata nessuna chiamata.... Due giorni dopo successe di nuovo.
Questa volta Paul era nella stanza quando sua moglie rispose e le strappò il telefono di mano in tempo per sentire una voce dire: 
"Sono io, Peggy, mamma non piangere ...".
Poi, ancora una volta, la linea cadde improvvisamente.
Sebbene scioccato, Paul Fox ebbe la presenza di spirito di contattare ancora la società telefonica e di nuovo gli venne detto che non c'era alcuna traccia di chiamate sul loro numero, sia sul sistema di linea esterna che nel meccanismo di selezione automatica.  Più tardi, Paul Fox dichiarava:.

" Potrei giurare che era la voce di mia figlia - mi ci gioco la vita su questo fatto.
Allo stesso tempo, il buon senso mi costringe a pensare che non poteva essere lei, perchè ero lì, quando la sua bara è stata calata nella tomba. "


Durante la settimana seguente, la signora Fox ricevette un'altra telefonata fantasma in cui la voce le disse: "
Date tutto il mio amore a Moggy." Quello era il nomignolo che Peggy
aveva affibbiato a suo nonno materno e solo sua madre sapeva che lei lo usava.
La signora Fox successivamente disse ai ricercatori:
 
"Nessuno lo conosceva oltre mia figlia ..le cose che ha detto e il suo tono di voce erano identiche a quelle di Peggy. compreso lo strano modo di pronunciare la 'th'... mi rifiuto di credere che si tratta di qualcuno che si spaccia per mia figlia."
Non c'è da sorprendersi se il caso ottenne ben presto vasta eco in tutto il Canada ed anche altrove, tanto da catturare l'attenzione del dottor John Craggs, Psicologo presso l'Università di Chicago e uno dei ricercatori leader di fenomeni psichici in America, che studiò il caso e poi lo incluse in un suo libro. Egli giunse a questa conclusione:
"Sono certo che il signore e la signora Fox stanno dicendo la verità sulle chiamate.
Non c'è assolutamente alcuna ragione per cui dovrebbero inventare una storia del genere e di sottomettersi a quello che è, senza dubbio, un grosso disagio per loro. "
D'accordo con la famiglia, collegò un registratore su nastro al telefono. Il telefono squillò..
Era il 3 agosto 1960 e rispose la madre di Peggy, sicchè il dispositivo iniziò a registrare.
Il nastro venne poi depositato negli archivi della Società Americana per la Ricerca Psichica.
Nella trascrizione pubblicata della conversazione si legge:

voce di una ragazza:
   "Mamma sei tu. Ti amo. Dai il mio amore a papà, tanto.
Sono molto felice. Ti prego di non piangere come hai fatto l'ultima volta."

Signora Fox:     
"Peggy, tesoro, sei davvero tu?"
voce di una ragazza: 
 "Non devi essere sconvolta cercherò di ...".
A questo punto la linea è caduta. Più tardi il Dr Craggs scrisse:
"Il nastro è stato fatto ascoltare a molti amici di Peggy. Hanno detto tutti d'essere
certi che fosse la sua voce. Così han detto pure i suoi nonni e la sua insegnante ..."

Che spiegazione dare alle telefonate apparentemente provenienti dai morti?
Una teoria è che influenze esterne possono manipolare gli impulsi elettrici del telefono.
Sembra una soluzione inverosimile. Ma nello strano caso di Peggy Fox,
 nessuno è ancora venuto fuori con una spiegazione migliore.

Storie vere di miracoli natalizi
(17-12-12)
Natale è sempre stato sentito come un momento pieno di magìa, soprattutto per i bambini, pieni di entusiasmo, di speranza, e la possibilità che avvengano dei piccoli miracoli diventa quasi tangibile. Tante persone credono davvero di essere state testimoni di fenomeni miracolosi durante questa festa. Le storie seguenti sono state inviate dai nostri Lettori che giurano sono avvenute davvero. Sono fantasie infantili ritenute "reali" da peculiari meccanismi del tempo e della mente, oppure la magia del Natale esiste davvero? Giudicate voi...  intanto La Pagina vi lascia a sognare con queste storie  e vi dà appuntamento a dopo le festività, inviando a tutti voi gli auguri più belli per un Natale -non diciamo felice- ma almeno sereno.

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LA VISITA DI NATALE


"E 'stato intorno a Natale, forse nel 1995 o '96, a casa di mia zia in una riserva nel Nord Dakota", dice V. Page. "Alcuni della mia famiglia erano in salotto a guardare la televisione, i bambini stavano giocando in camera o erano già a letto, io, mio zio e mia zia eravamo seduti attorno al tavolo per mettere insieme un puzzle.
Mia cugina, che lavorava in un casinò, sarebbe tornata a casa verso mezzanotte o più tardi e quella stessa notte,mentre stava camminando verso casa, guardò alla finestra e mi vide seduto al tavolo con mio zio posto di fronte a me e qualcun'altro in piedi alla mia sinistra ed un'altro ancora che stava in piedi in un angolo, ma continuò a camminare verso casa, senza farci troppo caso.
Entarta che fu in casa, lei ci salutò e si unì con noi al tavolo.
Mentre eravamo seduti lì a parlare, mi guardò e mi chiese chi era accanto a me pochi minuti prima e chi fosse quell'altra persona lì nell'angolo.
'Nessuno', risposi, ma lei insisteva che c'era qualcuno in piedi accanto a me.
'Sembrava la tua mamma, e stava giocando con i tuoi capelli,proprio come fa una madre ad un bambino', mi disse. La cosa mi aveva un pò spaventato, probabilmente perchè a quell'epoca avevo solo 12 o 13 anni. Lei giurava che qualcuno era lì accanto a me, che mi accarezzava sulla testa e mi guardava sistemare il puzzle insieme a mia zia e mio zio, e insisteva a dire che c'era anche un'altra persona dietro di questa. Tutta la mia famiglia cercò inutilmente una logica spiegazione.
Siamo poi arrivati a pensare che probabilmente mia cugina aveva visto la sua mamma, che era morta il giorno del suo compleanno, una settimana prima del Natale del 1992. Tuttavia, non abbiamo mai capito chi fosse la persona che stava in piedi in un angolo. Ora,sempre durante il periodo natalizio, qualcosa di strano ci accade e noi pensiamo che sia sempre lei a farci visita. "
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MEDITAZIONE CON VISITA

"Questo fatto è accaduto a Capodanno del 2008 a Vancouver, in Canada", dice Angela. "Mia nonna è morta improvvisamente per cause naturali, la vigilia di Natale,il che ha scioccato e rattristato noi tutti. La mia famiglia è Buddista, quindi per alcuni giorni, abbiamo visitato un tempio e meditato in suo onore.  Mia madre aveva acquistato un piccolo, registratore vocale per riprodurre ripetutamente una meditazione e lo lasciava acceso nella stanza di mia nonna per tutto il giorno.
Lunedi 31 dicembre cadeva il primo anniversario settimanale della morte di mia nonna quando, secondo le tradizioni cinesi, i Defunti tornano a visitare i loro cari. Come al solito, i miei genitori avevano lasciato acceso il registratore per tutta la giornata e lo spensero prima di andare a letto.
La mattina dopo, Capodanno, mia madre si svegliò verso le 9 per andare al bagno, ed udì distintamente una dolce canzone di meditazione, identica a quella riprodotta dal piccolo registratore, sicchè chiese a mio padre se l'avesse lasciato acceso dalla notte prima, ma lui le disse di no.  Pensando che aveva immaginato tutto, mia madre tornò a dormire. Verso le 10 del mattino, mio padre si svegliò e sentì gli stessi suoni, sicchè si chiese se avesse davvero dimenticato di disattivare il dispositivo e così andò in camera di mia nonna per controllare, solo per scoprire che era spento! Come si può spiegare che entrambi i miei genitori hanno sentito la stessa meditazione? Abbiamo eliminato le possibilità che fosse provenuta dalla casa del nostro vicino o dalla TV. Il mio ragazzo crede che era stao il modo in cui mia nonna ci faceva sapere che era ancora in giro e che stava bene. È un po 'inquietante, ma questo pensiero mi dà un grande conforto. "

MIRACOLO SUL TETTO

"Questa esperienza ha avuto luogo alla vigilia di Natale del 1976, a Gresham, Oregon", dice Jason D. "Anche se questa storia può sembrare 'incredibile', vi assicuro che è vera, la prova
(almeno per me) che i miracoli si verificano ancora.
Quando avevo cinque anni, ho assistito a quello che ritengo essere un miracolo durante una vigilia di Natale. Mio padre aveva appena ottenuto un posto di lavoro a Grants Pass, Oregon, ed aveva lasciato mia madre e me per la prima volta. Era difficile non avere mio padre lì, proprio a Natale, visto che eravamo sempre stati insieme durante quelli precedenti.
Stavo dormendo nella stanza di mia madre,quando abbiamo sentito qualcosa sul tetto. Naturalmente, essendo un bambino, ho subito pensato che fosse Babbo Natale, mentre mia mamma temette che avrebbe potuto essere un ladro.  Lei mi ordinò di stare a letto mentre si alzava e con cautela si avvicinava alla finestra. Ero sia eccitato, sia un pò impaurito perché lei era molto spaventata.
Anche se pensai che poteva essere Babbo Natale, capivo che poteva essere un intruso.
Mia madre se ne stava lì a guardare, senza dire niente, sicchè le chiesi cosa c'era là fuori, ma lei guardava ancora dalla finestra. Mentre tornava a letto, con uno sguardo incantato sul viso, saltai giù  e corsi anch'io alla finestra. Quello che ho visto era Santa Claus, con la sua slitta e le renne, volare via dal nostro tetto verso il cielo - proprio come si vedrebbe in una cartolina di Natale.
Mia madre e io non parlammo di quella notte nè di quello che ognuno di noi aveva visto.
Ho sempre pensato che fosse normale, e lei temeva di deludermi.
Ha chiamato mio nonno quella sera e gli disse quello che avevamo visto, ma lui replicò che la partenza di mio padre forse le aveva fatto alzare il gomito.
 Sembrava veramente preoccupato che sua figlia stesse perdendo la salute mentale.
Anni dopo, quando ero al Liceo, abbiamo dovuto raccontare una storia di Natale nella nostra classe e così ho detto quello che ho appena condiviso con voi. Ovviamente i miei compagni risero di me a crepapelle, non credendo affatto alla mia storia, ma qui la cosa diventa ancora più strana.
Quando lasciai l'aula quel giorno, un ragazzo (che non conoscevo) venne da me e mi disse:
'Sai, che era una bella storia di Natale. Se uno ci crede, può darsi che per una sola volta nella sua vita possa fare la stessa esperienza che avete vissuto tu e tua madre.'
Quel ragazzo poi sparì ed io non lo vidi più. Chi era? Un angelo? Un messaggero? Non lo so. Comunque, quando sono tornato a casa quel giorno, ho dovuto chiedere a mia madre quello che aveva visto quella vigilia di Natale . Non ne avevamo mai più parlato, quindi non potevo davvero sapere che cosa avesse visto quella notte. Sapevo quello che io avevo visto, ma non quello che aveva visto lei.
Tutto quello che riusciva a ricordare era quanto fosse tranquilla quella notte e come sembrasse quasi ipnotizzata. Volevo assolutamente sapere, per capire se avevo immaginato tutto, come fanno tutti i bambini. Mia madre iniziò a dirmi che era stato un Natale molto difficile non avendo mio padre con noi, ma che era stato miracoloso per ciò che ci era accaduto. Quasi con imbarazzo mi guardò e disse: 'Spero che tu non pensi che io sia pazza, ma ho davvero visto la slitta e le renne di Babbo Natale lasciare il nostro tetto e salire verso il cielo.  La neve che copriva il tetto aveva conservato le impronte degli animali ed era smossa dove la slitta s'era poggiata.'
Lei sorrise e poi mi chiese, con le lacrime agli occhi, che cosa avessi visto io, quella sera.
Ovviamente le dissi che avevo anch'io visto la slitta e le renne volare nel cielo. La tempistica degli eventi corrispondeva perfettamente: mi ero alzato dal letto proprio mentre lei stava lasciando la finestra cioè mentre la slitta e le renne decollavano verso il cielo.
Avevo anche sentito le campanelle suonare quella notte, così come mia madre. Avevamo sentito e visto la stessa cosa, il che era veramente un miracolo di Natale proprio quell'anno che ne avevamo davvero bisogno! Allora, abbiamo visto proprio Babbo Natale quella notte, o è stato un miracolo che Dio ci aveva mandato per superare quel Natale così difficile e triste?
Credo davvero che sia stato un miracolo e che il Dio che ha creato l'universo ed i suoi miliardi di pianeti non ha assolutamente alcun limite e quindi non avrebbe avuto alcun problema  a fare un miracolo, quella sera. Egli ascolta le nostre preghiere. Come quel ragazzo mi aveva detto,
'Se ci credi, si può verificare anche una simile miracolo, persino un miracolo
molto personale, ma che soltanto voi e Dio conoscete.'

Continuate a credere!  I Miracoli accadono solo se ci si crede!"

(Da P. Phoenomena Trad. Webamaster)

UNA STRANA AVVENTURA
(31-10-12)

Le Petit TrianonVi abbiamo parlato in altri articoli, della così detta Memoria akashica o super-Psi, ovvero della possibilità che i fantasmi siano nient'altro che registrazioni impresse nel campo magnetico terrestre di episodi di particolare violenza e crudeltà come guerre, esecuzioni sommarie e quant'altro la perversità umana ha creato nei secoli bui per uccidere i propri simili.
Tali eventi si ripetono in diversi luoghi della terra in date precise (come la battaglia fra nordisti e sudisti di Gettysburg) o casualmente, come le varie apparizioni di fantasmi famosi (Anna Bolena, per esempio) nei tetri castelli inglesi.
La storia che invece vogliamo raccontarvi nella notte di Halloween è un po' diversa (
non certo terrificante come si usa ...in USA!) in quanto vi è stata una chiara interazione fra i "fantasmi" deiprotagonisti della Rivoluzione Francese e le stupite spettatrici della incredibile scena.  Se le affermazioni delle due maestrine inglesi  non fossero state confermate da fatti (che vi illustreremo a fine articolo) sarebbe più che corretto pensare ad un'allucinazione. Ma veniamo ai fatti, avvenuti nel lontano Agosto del 1901, pubblicati  nel libro "Un'avventura
" dalle due protagoniste dell'avventura  con gli pseudonimi di Elizabeth Morison e Frances Lamont, per evitare di esporsi al ridicolo.
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Era una giornata molto calda quando Anne Moberly e Eleanor Jourdain (i loro veri nomi) stavano visitando la Reggia di Versailles, ma preferirono raggiungere a piedi il Petit Trianon, un edificio più piccolo utilizzato più di 100 anni prima dalla regina Maria Antonietta.
Lungo la strada, le due donne si perserosenza capire d'aver oltrepassato la loro destinazione. Poco dopo la Jourdain notò una fattoria deserta sulla cui aja giacevano vecchi attrezzi agricoli, tra cui un aratro molto diverso da quelli in uso nel 20° secolo. La Moberly vide una donna che stava agitando un panno bianco da una finestra. Nessuna delle due osò confessare all'altra quanto stava vedendo, ma successivamente confessarono che in quel momento avevano provato un senso di oppressione e di tristezza incombenti. Poi videro degli uomini probabilmente dei giardinieri ed uno di loro, in uno strano accento francese disse alle due di "andare dritto". Moberly li descrisse di aspetto dignitoso e vestiti di lunghi cappotti grigio-verde e con in testa dei buffi cappelli a tre punte.
Jourdain descrisse un "tableau vivant", un quadro vivente, che somigliava ad una mostra d'un museo delle cere, fra cui una donna con una brocca d'acqua per una bambina, ma Moberly non vide la stessa cosa. Successivamente ella scrisse:
"Improvvisamente tutto sembrava innaturale - sgradevole - anche gli alberi erano piatti e senza vita. Non vi erano effetti di luce ed ombra e non c'era vento ad agitare gli alberi. "
Poi si sono imbattute in un uomo seduto in un chiosco. Portava un mantello ed un grande cappello ed aveva un aspetto ripugnante
"con un'espressione odiosa." sul viso. Un altro uomo arrivò ed indicò loro le signore del Petit Trianon. Attraversarono un ponte e la Moberly vide una donna seduta sul prato intenta a disegnare. Solo più di una settimana dopo le due donne discussero sulle loro esperienze chiedendosi se il Petit Trianon fosse infestato: avevano scoperto che nella data della loro visita
(il 10 Agosto) cadeva l'anniversario dell' assedio del palazzo delle Tuileries a Parigi, quando le Guardie Svizzere della famiglia reale erano state massacrate.
Alla fine le donne
conclusero d'essere entrate in un vortice temporale, forse nella mente di Maria Antonietta in cui era  ancora vivo il ricordo del massacro mentre erano lì, nel giardino tanto amato dalla regina, infatti la Moberly era convinta che la donna seduta sul prato fosse proprio Mariantonietta.  In ogni caso, alcuni edifici che le due donne hanno riferito di aver visto non erano più presenti nel 1901 e non vi era alcuna spiegazione logica per le persone che avevano incontrato.
Ovviamente, gli scettici dissero che con un'attenta ricerca storica condotta su quanto esse avevano visto, tra cui gli abiti che Mariantonietta indossava, si sarebbe potuto trovare tutto ben descritto in documenti antichi, o disegni. L'eccezione, però, era il ponte che le donne avevano riferito di aver attraversato e di cui non c'era alcuna traccia: a quanto pareva, non era mai esistito.
Fu solo più tardi che, durante la demolizionen d'uno degli edifici di Versailles, venne trovata,nacosta in  in una parete, una dettagliata mappa del parco disegnata da Richard Mique, l'architetto francese progettista del Petit Trianon, che insieme al figlio, venne giustiziato nel 1794, con l'accusa di aver partecipato ad un complotto per salvare la vita di Maria Antonietta.
Chiaramente disegnato su quella mappa vi era il ponte che le due  avevano attraversato secoli dopo, cioè nel 1901!
Allora il Paranormale non c'entra niente in questa storia e si è davvero trattato d'un viaggio nel tempo, come le due donne avevano audacemente ipotizzato?
A quell'epoca nessuno Scienziato avrebbe mai preso in seria considerazione una simile ipotesi,

ma oggi la Fisica Quantistica ci dice che tali viaggi sono possibili e perfino realizzabili molto presto.

Arduo dire cosa sia successo davvero, lascio a voi Lettori giudicare, sperando che questa avventura nel tempo vi sia piaciuta e non vi abbia terrorizzato troppo nella notte di Halloween!
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VEDI: Moberly–Jourdain incident SU WIKIPEDIA)
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SOGNI PREMONITORI (19-08-12)
E' possibile visualizzare con precisione il futuro nei propri sogni?
Secondo due degli scrittori più importanti del mondo, la risposta è un deciso SI!
A quei tempi, Mark Twain e suo fratello Henry stavano entrambi lavorando a bordo del piroscafo Pennsylvania, che  navigava sul Mississippi, tra New Orleans e St. Louis.
In una notte buia alla fine del 1880, mentre si trovava a casa di sua sorella a St. Louis, Mark Twain si svegliò in preda al terrore causatogli da uno spaventoso incubo molto realistico. Aveva sognato che Henry era morto, e che la salma di suo fratello giaceva in una bara di metallo aperta. Sul suo petto c'era un bouquet di fiori bianchi molto elaborato, segnato da una rosa rossa al centro. Twain, nei suoi 20 anni, non potè riprendere sonno per diverse ore, pensando alle possibili implicazioni del suo sogno.
Due settimane più tardi, si era trasferito su un altro battello mentre Henry era rimasto a bordo della Pennsylvania. Poco dopo, mentre la Pennsylvania faceva pressione  al porto di Memphis, quattro caldaie esplosero violentemente, sicchè la maggior parte dei membri dell'equipaggio rimasero gravemente feriti, tra cui Henry che morì pochi giorni dopo. 
Già, la prima parte dell'incubo si erano avverato.... Poi Twain si recò all'obitorio dove vide tutte le vittime nelle loro bare, ma una era più costosa delle altre: era in metallo ed era stata pagata da alcune signore locali che avevano adorato il bel Henry e così anche il secondo presagio si era avverato...
Mentre Twain guardava in lacrime il feretro del suo amato fratello, una donna giovane ed attraente si avvicinò in silenzio per depositare una corona di fiori bianchi, con una rosa rossa al centro sul petto di Henry. L'elemento rimanente del sogno mortale era diventato realtà!

Un altrettanto famoso scrittore inglese, Charles Dickens, avrebbe effettivamente avuto due distinte   esperienze soprannaturali che coinvolgevano i suoi cari. Dopo la morte del padre, Dickens si svegliò una mattina da un sonno profondo per vederlo seduto accanto al suo letto. Era sconvolto, eppure esaltato. Ma, quando arrivò a toccare l'apparizione, essa svanì.
Poi, nel 1837, il 25-enne Dickens divenne profondamente depresso per la morte improvvisa della sorellastra Mary Hogarth. Era stato apparentemente innamorato di lei, ma i suoi sentimenti non erano stati corrisposti, almeno nella vita. Dopo che Maria morì, Charles iniziò a vederla in sogni così vividi che sembrava come se lo spirito di Maria lo stesse davvero visitando dalla tomba. In un'occasione, Dickens ha sostenuto  che lo spirito di Maria si fosse effettivamente materializzato davanti a lui, galleggiando fino al soffitto, per poi scomparire. Le sue apparizioni potrebbero avergli ispirato la produzione di alcune novelle molto famose. Il noto parapsicologico Brad Steiger,che ha accuratamente
studiato entrambi i casi,  ha dichiarato:
"Senza dubbio, sia Twain che Dickens hanno avuto esperienze paranormali che coinvolgono i sogni!"
Twain, riflettendo sull'essenza della persona scrisse:

« L’uomo è più complesso di quel che pare: ogni uomo adulto rinserra in sé non uno, ma tre uomini diversi: prendete un Sor Giovanni qualunque. In esso c’è il Giovanni Primo, cioè l'uomo che egli crede di essere; c'è il Giovanni Secondo, quello che di lui pensano gli altri; e finalmente il Giovanni Terzo,
ciò ch'egli è nella realtà »

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UN FAX DALL'ALDILà  (17-07-12) 

Clic per saperne di più sul libroDopo le telefonate ecco un'altro caso di comunicazione spiritica tecnologica! Avete letto bene, proprio un fax, inviato, però, per interposta persona, cioè da due serissimi Specialisti in Neurochirurgia ed Oncologia, ad una vedova. Un caso che sarà una sfida per gli scettici onde trovare una spiegazione non-spirituale e che sta facendo notizia nei media americani, dopo la pubblicazione dei messaggi del marito defunto ricevuti da Faye Aldridge.
Quando al marito, Burke, venne diagnosticato un cancro nel 2005, Faye si aspettava che Dio  compisse un miracolo, essendo entrambi devoti Cristiani.
"Ho professato la mia fede ed ho coperto Burke della parola di Dio, leggendogli ogni giorno il Vangelo..
" ha dichiarato Faye in un talk-show.
Però l'atteso miracolo non è giunto e, a 21 giorni di distanza dalla terribile diagnosi, Burke a soli 53 anni, è spirato. Ma quel giorno stesso si è verificato un altro miracolo. Poche ore dopo che Burke era stato dichiarato morto, due membri dell'equipe medica che lo aveva curato (che oltretutto non si erano mai incontrati) hanno ricevuto una "visita" da Burke nelle proprie case, prima ancora di sapere del suo decesso. Le testimonianze dell' Oncologo, Dr. Carl Willis e del neurochirurgo Dr. Arthur Cushman sono riportate nel libro Real Messages from Heaven ed entrambi hanno attestato la veridicità dell'accaduto in un reportage TV (vedi video).  Sapendo di essere nelle fasi finali del cancro, Burke aveva fatto un'incredibile  promessa alla moglie: 
sarebbe entrato in contatto con lei dall'Aldilà inviandole un fax!

In effetti, Faye ha ricevuto un fax, ma non dal marito, bensì dai due medici, che hanno scelto questo mezzo di comunicazione per raccontarle del loro incontro sorprendente con lo spirto del defunto.
Il Dr Cushman ha raccontato che: "...Teneva le braccia in alto ed era circondato da questa splendida luce. Ha detto che era in un posto meraviglioso e che non bisogna preoccuparsi di morire",  mentre il dottor Willis ha aggiunto che, vedendo Burke: "..sapevo perfettamente cosa fosse successo e chi fosse. Mi ha parlato di pace e di amore...era semplicemente incredibile!"
Faye Aldridge crede che suo marito ha scelto di apparire ai due medici, piuttosto che a lei, per dare credibilità ad una storia che, ai più, sarebbe apparsa come un'allucinazione causata dal lutto.

Webmaster (da diverse fonti Web)

TELEFONATE DALL'ALTRO MONDO! (08-07-12)

Son passati più di 30 anni da quando Raymond Bayless ed il Dr. Scott Rogo hanno pubblicato il loro rivoluzionario libro sulle telefonate dall'Aldilà. Cosa è successo da allora? Beh, per prima cosa, i telefoni sono radicalmente cambiati e abbiamo anche diversi nuovi metodi di comunicazione a nostra disposizione - come email, SMS e Skype- ma la gente continua a ricevere messaggi anomali anche su questi nuovi apparati elettronici. E' un fenomeno su cui ho sempre avuto un grande interesse perchè sperimentato personalmente (magari ve lo racconto un'altra volta), così sono stato felice di apprendere su Paranormal Review, che Callum Cooper (che sta svolgendo una ricerca per il suo dottorato in Psicologia e Parapsicologia presso l'Università di Northampton, in Inghilterra), ha deciso di riprendere l'argomento ed aggiornare il lavoro di Bayliss e Rogo.
Nei giorni scorsi, Cooper ha presentato alcuni dei suoi risultati a una riunione della Society for Psychical Research di Londra, tratti dal suo nuovo libro,
Telefonate dai Morti.
Uno di quei casi, che Cooper ha esposto nella conferenza alla SPR, riguardava un uomo di nome Carl che nel 1969 si era concesso una necessaria pausa di lavoro. Trovò una casa sul mare che offriva una stanza in affitto e la simpatica proprietaria  gli disse subito di chiamarla "nonnina".
 Poi gli mostrò la sua stanza, piena di oggetti d'antiquariato, tra cui un telefono a muro del 19° secolo, di quelli che avevano una manovella sul lato per chiamare l'operatore onde effettuare una chiamata Carl vi prestò poca attenzione fino a quando una notte, alle 23:13, dopo aver trascorso la giornata sulla spiaggia, fu svegliato dal suo squillo.
Cercò inizialmente di ignorarlo, ma alla fine rispose. Era la voce di suo padre che gli diceva:
"Ah, eccoti Carl. Tua madre ti sta cercando. Chiamala, lei ha un messaggio per te".
Chiedendosi quale fosse il problema gli rispose: "Chiamala al telefono papà, parlerò con lei adesso."
"Non posso, lei non è con me", rispose suo padre. "Da dove stai chiamando?" Carl chiese.
"E 'un posto molto bello. Assicurati di chiamare tua madre. Good-bye Carl".
Preoccupato, tentò subito di telefonare a sua madre, ma non riuscì a trovarla, così decise di tornare a dormire e provare a chiamarla il mattino dopo. Quando  la mattina successiva a colazione raccontò l'esperienza alla "nonnina", lei lo guardò perplessa, poi gli disse che quel telefono  era stato acquistato in un negozio di antiquariato dal suo defunto marito, ma soprattutto che non era mai stato collegato ad una linea telefonica. Porgendogli un telefono moderno e funzionante , invitò il suo ospite a telefonare a sua madre, cosa che Carl fece subito.
"Carl, dove diavolo sei stato?- sbottò sua madre. "Sono stata in ansia tutta la notte cercando di contattarti! Tuo padre è morto la scorsa notte per un attacco di cuore alle 23:13.
 
Nessuno dei tuoi amici ha saputo dirmi dove fossi andato."

Chiaramente, tali episodi incredibili sembrano suggerire che, in casi particolari, i Morti possono entrare in contatto con i vivi mediante dispositivi elettronici o telefonici e che possono farlo anche quando questi oggetti non sono più funzionanti. E' evidente il parallelismo col fenomeno noto come EVP (voce elettronica), in cui i ricercatori utilizzano il rumore bianco, la radio o dispositivi simili con notevoli successi. Vi ricordo che Marcello Bacci, durante un famoso esperimento, nonostante il fatto che la sua radio fosse stata privata delle valvole, ricevette ugualmente le voci dei Disincarnati,sotto l'attento controllo degli specialisti del "Laboratorio" di Bologna .

Alla fine della sua conferenza,Cooper ha citato un altro caso, quello di Maureen Lipman (
foto), attrice inglese ben nota e molto amata in Inghilterra, il cui marito, il drammaturgo Jack Rosenthal, morto nel 2004, si è fatto sentire, nel 2011, con un SMS.
La Lipman ha rivelato al Daily Telegraph che in un messaggio di testo postumo, le consigliò come comportarsi con il figlio.
"
Un giorno nostro figlio Adam mi ha mostrato la prima bozza di un romanzo che aveva scritto, ma non ne era molto soddisfatto. Uno dei personaggi del romanzo si chiamava Enk. Quello stesso giorno stavo giocherellando col mio cellulare, quando mi è arrivato un SMS dal numero del mio defunto marito
'Il ragazzo ha fatto un bel lavoro - Enk'."

L'attrice ha aggiunto:
"Io non riuscivo a crederci.. non so come sia successo, ma era proprio il numero di Jack. Certo, avrebbe potuto essere un vecchio messaggio che mi aveva mandato anni addietro, che avevo conservato e che per qualche strano motivo era riapparso con l'aggiunta del nome del personaggio del romanzo... Dio solo lo sa!  Io sento però che era stato un modo con cui Jack voleva dirmi: '.Il nostro ragazzo sta lavorando bene. Lascialo in pace' "

Speriamo che la ricerca di Cooper scopra casi più recenti. E' certamente una buona notizia che un ricercatore universitario straniero si stia concentrando sui fenomeni relativi alla sopravvivenza dopo la morte, visto il totale disinteresse delle nostre Università nei confronti di questa disciplina che in altri Paesi maggiormente evoluti sta sempre più acquistando dignità scientifica.
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(Webmaster da un articolo di Paranormal Review)

UNA FOTO DAL PASSATO
(25-06-12)
Un ragazzo americano, 
Addison Logan di Wichita, nel Kansas, qualche tempo fà ha comprato in uno di quei mercatini domestici (garages-sales) che in America si fanno quando si trasloca o si vuole svuotare il garage  dalle cianfrusaglie accumulate negli anni, una vecchia macchina fotografica Polaroid. Il prezzo era un affare: appena 1 dollaro.
Addison, tornato a casa, si è subito collegato ad  internet per scoprire come si usava la fotocamera e ben presto si accorgeva che all'interno della macchina c'era una foto rimasta incastrata. Estratta,  la mostrava alla nonna... la quale sbianca e si sente male: in quella foto era incredibilmente ritratto suo figlio Scott, morto in un incidente stradale ben 23 anni addietro!
Addison, che ha 13 anni, ovviamente non ha mai conosciuto 
suo zio Scott, defunto prima che lui nascesse. In quella foto, scattata circa 10 anni prima che morisse, Scott, abbracciava felice la sua fidanzata dell'epoca, Susan Ely. Inutile dire che tutti i familiari sono rimasti sconvolti... non conoscevano la famiglia dalla quale Addison aveva comprato la macchina fotografica e la casa dove s'era tenuto il mercatino, all'epoca dello scatto, non esisteva ancora .
Successive ricerche effettuate interrogando il venditore dell'oggetto non hanno portato ad alcun indizio sul come quella fotocamera potesse esser rimasta per tanti anni con una foto incastrata nel suo interno e le possibilità che il tutto sia avvenuto per caso sono astronomiche.
Nonna Lois, mamma del giovane scomparso, però non ha dubbi!
Per anni aveva pregato e chiesto al figlio defunto un segno del fatto che lui fosse ancora accanto a loro... e ora dopo tanti anni Scott ha voluto mandare un saluto dall'Aldilà alla sua anziana mamma.


GRAZIE A MONINKA PER AVERCI SEGNALATO QUEST' INUSUALE ADC! -WM-
FONTI INTERNET REPERIBILI SU GOOGLE, DIGITANDO: Addison Logan

UN'E-MAIL DALL'ALDILA'!  
(16-03-12)

Jack Froese, 32 anni, è morto di  aritmia cardiaca nel giugno 2011 lasciando molti amici e familiari nel lutto. Ma la BBC riporta che alcuni messaggi misteriosi postumi provenienti dalla sua posta elettronica hanno portato un pò di felicità a coloro che gli erano più vicini. Infatti, cinque mesi dopo la morte di Froese, il suo migliore amico d'infanzia Tim Art ha ricevuto una email dall' account di Froese.
"Una notte di Novembre, ero sul divano, passando in rassegna le mie email sul cellulare e sono quasi saltato in aria: uno dei 'mittenti' era PROPRIO Jack!", ha dichiarato Tim alla BBC.
"Il messaggio era breve, ma sufficiente per capire che solo Jack avrebbe potuto scriverlo." L'e-mail era titolata: "Ti Sto guardando". Mentre il testo del messaggio stesso diceva:

"Mi hai sentito? Sono a casa tua. Pulisci quella f...ta soffitta!"

Hart dice che poco prima della morte del suo amico, aveva avuto con lui una conversazione privata nella sua soffitta e Froese lo aveva preso in giro sullo stato di disordine del locale.
"Solo io e lui eravamo lassù. Questo è tutto," ha detto Hart.
Jimmy McGraw, cugino di Froese sostiene inoltre di aver ricevuto anch'egli una e-mail postuma da Froese, in cui lo avvertiva d'un infortunio alla caviglia che si è poi puntualmente verificato.
"Mi piacerebbe dire che l' ha inviata Jack, solo perché mi manca dacchè se n'è andato, spero proprio che continui a connettersi con me ed invitarmi ad andare avanti al meglio possibile", ha detto McGraw .
Per ora, l'origine dei messaggi di posta elettronica rimane un mistero. Ma questo ad Hart va bene, infatti è convinto che, anche se le e-mail provengono da un burlone crudele che ha violato l'account di Froese, la cosa non è per lui molto importante.
L'aspetto più interessante ed unico di questo caso è che tutte le e-mail avevano un tocco personale.
Ci sono stati diversi casi di email inviate da una persona deceduta, ma di solito si può facilmente risalire agli account di spam che hanno accesso a informazioni del defunto.
Facebook ha avuto problemi simili per diversi anni, visto che il sito di social networking incoraggiano l'invio di notifiche automatiche agli utenti per "ricollegarsi" con gli account di quelli che sono silenti.
In circostanze normali, la funzione ha lo scopo di aiutare gli utenti a rimanere in costante contatto.
 Dal 2010, proprio per evitare spiacevoli equivoci, Facebook ha attivato una migliore gestione degli account appartenenti ad utenti defunti e ci sono anche opzioni per coloro che intenzionalmente volessero inviare e-mail ...dalla tomba. Accedendo al sito Dead Man, si possono scrivere bozze di e-mail che verranno poi inviate ad un gruppo di destinatari prescelti dopo la propria morte.
 Il sito spiega esattamente come sono in grado di sapere quando inviare le e-mail:
"Le e-mail vengono inviate a determinati intervalli. Per impostazione predefinita, 30, 45, e 52 giorni dopo l'ultima volta che l'utente ha mostrato segni di vita. Se non si risponde a nessuna di queste e-mail, tutti i vostri messaggi "postumi" verranno inviati 60 giorni dopo l'ultimo check-in. "
WEBMASTER DA  INTERNET

APPARIZIONE CONDIVISA
(11-04-11)
Questa straordinaria apparizione di gruppo avvenne a fine Ottocento nel Lancaster, nel
villaggio di Chipping ed è citata in un libro del 1960 scritto da un autore ivi residente, di nome Alan Lawson, ma non pensiate che la storia sia ben nota solo a livello locale. Nella prima parte del secolo scorso, il giovane Phillip Weld era andato con un gruppo diamici per fare un picnic sul fiume. Verso la fine del pomeriggio, si tuffò dalla riva del fiume ma non riuscì ad emergere. Gli altri ragazzi e un maestro si tuffarono per cercarlo, ma non riuscirono a trovare Phillip. Così convinsero il guardiano di una chiusa ad abbassare il livello dell'acqua cosicché il corpo di Phillip venne trovato incastrato nel fango del letto del fiume.
Il cadavere fu portato al college, ed il preside partì la mattina presto per informare i genitori del ragazzo, che abitavano a Lulworth, impiegandoci quasi una giornata: i tempi dei cellulari e di Internet erano ben lungi a venire! Entrato in Lulworth, veniva subito accolto dal padre di Phillip che fermò la carrozza esclamando:
 "Lei non ha bisogno di dirmi la triste notizia. Sappiamo tutti che  Phillip è annegato ieri."
 Il preside era stupito, in quanto era impossibile in quei giorni che una notizia viaggiasse così in fretta. Seduti vicino al fuoco nel suo studio, il padre di Phillip continuò a raccontare:
 
"Ieri sera io, mia moglie e mia figlia stavamo facendo una breve passeggiata nel parco. In prossimità di un incrocio mia moglie disse che Phillip stava ad un angolo. Noi tutti guardammo e vedemmo Phillip con due uomini in abito talare entrambi giovani e sorridenti. Phillip e le altre figure erano solide, non potevamo vedere attraverso di loro, e l'unica caratteristica curiosa è che Phillip era
fradicio, tanto, che l'acqua formava una pozza ai suoi piedi. Mia figlia corse verso l'apparizione, ma mentre si avvicinava i tre sparirono. Dopo il ritorno a casa io e mia moglie, che era molto turbata, abbiamo concluso che Phillip doveva essere morto affogato e che era venuto a dircelo."

Il padre di Phillip non aveva idea di chi fossero i due giovani  in abito talare, ed il mistero  rimase, fino a quando i coniugi Weld si recarono a Leagram Hall vicino a Chipping (
foto).  Dopo la messa della Domenica il sacerdote li invitò in sagrestia dove delle icòne di alcuni santi erano appese alle pareti. Appena entrati, Weld all'improvviso esclamò:
"
Questo è uno di loro, uno di quelli che è apparso con Phillip!"
 L'icòna era quella di Stanislao Kostka, un santo poco conosciuto che avrebbe cura delle persone annegate. San Stanislao Kostka è spesso raffigurato vicino ad una fontana con in mano un pezzo di tela bagnata. La storia è abbastanza simile a molte altre raccolte dai ricercatori del paranormale in non meno di quattro dettagli. Uno è che l'apparizione era stata percepita collettivamente, in questo caso da tre persone,il che in realtà è abbastanza inusuale, ed è presente in una minoranza di casi in letteratura, ma è molto significativa. Infatti, se più di una persona ha
potuto vederla, è enormemente improbabile che si trattasse di un' allucinazione soggettiva, come sarebbe logico pensare se fosse riferita da una  sola persona.
Una caratteristica più frequente, naturalmente, è la coincidenza dell'apparizione nel momento della morte della persona che viene vista. Quando è stata sollevata la questione al professor Richard Wiseman, noto scettico, egli ha subito spiegato che questo è un effetto della legge dei grandi numeri, in altre parole, una pura coincidenza. Questa spiegazione ci impone di credere che la gente abbia apparizioni continue, ma non tiene conto del fatto sincronico, ovvero che si è poi scoperto che quella persona era morta proprio in quel momento. E' vero che le apparizioni sono esperienze più
comuni di quanto generalmente si suppone, ma non lo sono sulla scala necessaria per propugnare
una simile tesi.
Significativa è anche la presenza d'una figura sconosciuta nella visione, che poi viene riconosciuta più tardi. Questo è considerato un fatto significativo in letteratura, in
particolare nelle infestazioni di luoghi specifici, per esempio negli hotels in cui un cliente
incontra un fantasma e ne riconosce più tardi la figura in fotografia.
Infine c'è l' informazione dei fatti che hanno causato il decesso. Phillip apparve fradicio, con una
pozza d'acqua ai suoi piedi, il che conferma quel che gli era successo e questo è molto
comune negli episodi che i ricercatori raccolgono: per esempio l'apparizione di un soldato con
una ferita sanguinante al petto, sta ad indicare che é appena stato ucciso in battaglia,
Per tutte e quattro le caratteristiche elencate, questo caso dovrebbe essere emblematico, ma si
sa che gli scettici possono sempre obiettare che :
I fatti non sono avvenuti sotto stretto controllo di laboratorio!

TRADUZIONE: WM - FONTE: PARANORMALIA

ADC AI TEMPI DI HITLER    03-04-11

Esther Raab, una sopravvissuta all'Olocausto, racconta di quanto avvenne la notte prima che lei e 300 dei suoi compagni di prigionia nel campo di sterminio di Sobibor in Polonia intraprendessero una fuga rocambolesca, quando la  madre, morta da tempo era venuta a lei in  sogno. Come molti ebrei europei, erano stati separati durante la Seconda Guerra Mondiale, senza sapere l'un l'altra del reciproco destino.  'Nel sogno le dissi, domani sono in fuga, e lei mi rispose che lo sapeva. Poi lei mi prese per mano, mi portò fuori dal campo, e mi  mostrò un fienile dove mi disse di nascondermi'.
Ci sono volute due settimane perchè Esther trovasse la stalla, in quanto poteva solo muoversi di notte. Quando finalmente la trovò fece una scoperta sorprendente. Suo fratello, che credeva fosse stato ucciso dai Nazisti durante una esecuzione di giovani uomini ebrei, emerse da un angolo oscuro dell'edificio. Aveva sentito qualche parola 'Yiddish'.  I due, entrambi convinti che l'altro era morto, erano increduli. Il fratello di Esther era rimasto nascosto nella stalla per nove mesi nutrito da un contadino che, regolarmente, gli aveva portato pane, latte e giornali.
Esther ha detto che l'uomo fu entusiasta di vederli insieme, e li tenne nascosti a lungo, fino a quando non fu sicuro che potessero uscire fuori. Quell'uomo aveva sette figli e tutta la sua famiglia era in gravissimo pericolo: se fosse stato scoperto ad aiutarli, sarebbero stati tutti uccisi.

(Da Metgat's Blog)

Angelo della montagna salva
un uomo IN GRAVE PERICOLO
(02-05-10)

La nebbia era densa come lo sciroppo sulle montagne giamaicane. La buia, stretta strada tortuosa di Ocho Rios era subito diventata impraticabile a tutti, tranne che ai pedoni, ma il taxi che trasportava Jeff Delgado ha dovuto continuare a percorrere velocemente le 40 miglia fino al St. Joseph Hospital di Kingston - . Senza le strutture mediche disponibili solo al St. Joseph, Jeff sarebbe morto presto. I medici sospettavano una rottura dell'aorta toracica, la più grande arteria del corpo.  Padre di otto figli e di soli 40 anni d'età, Jeff sanguinava a morte accanto a sua moglie sul sedile posteriore del taxi.
La tragedia stava per concludere ciò che era cominciato con una allegra festa, ma Jeff, che doveva presiedere il banchetto e le cerimonie, quella notte aveva abusato coi liquori dopo i bei momenti passati in spiaggia nel pomeriggio. Ubriaco di champagne, aveva affittato una barca a vela anche se  non sapeva condurla, infatti la brezza lo sospinse subito al di là del molo, dove Jeff si rese conto d'essere nei guai. Lottò disperatamente per girare la barca che si capovolse e lo gettò in acqua. Per due volte Jeff andò a battere violentemente contro il bordo dell'imbarcazione, finchè riuscì a afferrare la parte posteriore della barca ed a manovrarla in un certo qual modo, fino ad approdare sulla spiaggia.
Jeff era così debole che dovette essere portato nella sua camera d'albergo, dove iniziò ad emettere una grande quantità di sangue dall'intestino. Terrorizzato, chiamò il suo medico a Norman,in Oklahoma. L'infermiera gli ordinò di non coricarsi e di chiamare subito un medico locale,dicendo che era in pericolo di vita.
Un giovane medico giamaicano,giunto in albergo, non poté far altro che guardare allarmato come Jeff evacuasse ancora molto sangue e si limitò a praticargli due iniezioni di vitamina K per rallentare l'emorragia. Trovare un mezzo di trasporto per Kingston non fu facile: i residenti erano così spaventati dalla nebbia e dalle montagne che solo un tassista si disse disposto a fare un viaggio così pericoloso quella sera. Non appena il taxi era giunto ai piedi delle montagne avvolte nella nebbia, un uomo barbuto e con i capelli ispidi apparve loro sul bordo della strada. Indossava sandali, mantello e pantaloni larghi da lavoro e non sembrava affatto un giamaicano. Aveva sopracciglia arcuate e mani grandi, "come un falegname," ricorda Jeff. Sedutosi sul sedile anteriore dell'auto, guardò brevemente Jeff e chiese:
"E' questo l'uomo che soffre tanto?"
Jeff era in uno stato quasi meditativo a quel punto e non ricorda se sentisse dolore.
Il viandante restò un paio d'ore a guidare il conducente attraverso la nebbia. Scese persino a terra più volte e si fermò pochi metri in avanti, indicando la via sicura attraverso l nebbie spessa che oscurava tutto.  "Non avremmo potuto continuare senza di lui,"aggiunge Jeff . "C'era un pendio ripido da un lato della strada ed un precipizio, dall'altro." Infine, il taxi scese dalle montagne e la nebbia si diradò.
Il viandante chiese all'autista di fermarsi, scese dall'auto e scomparve, senza più farsi rivedere.
Jeff, raggiunto l'ospedale di Kingston, aveva solo il 40 per cento della pressione arteriosa normale e gli furono praticate massicce trasfusioni di sangue pressurizzato.
I medici gli avevano detto fin da subito che non aveva alcuna speranza di sopravvivere per il resto della notte, ma non avevano preso in considerazione una minuscola suora giamaicana....
Parlò con Jeff quella notte in ospedale e nei giorni successivi pregò per lui la Vergine Maria e San Giuseppe, nella cappella dell'ospedale. Il giorno dopo la sua supplica, Jeff si accorse che l'emorragia si era fermata e si sentiva abbastanza forte per alzarsi dal letto.
La guarigione era inspiegabile per i medici del Kingston. Quando tornò negli Stati Uniti, Jeff venne accuratamente esaminato in un ospedale dell'Università dell' Oklahoma, ma i medici non trovarono nulla che indicasse un pericolo di vita, nè lesioni interne, nè cicatrici di alcun tipo.
Uno degli aspetti più sconcertanti della stupefacente esperienza di guarigione rimane l'improvvisa comparsa del viandante su quella strada di montagna pericolosa e quindi la sua scomparsa.
"Sono grato e colpito,non so nemmeno spiegarmelo (il viandante), salvo
non si fosse trattato dell'intervento d'una entità divina che ha reso possibile tutto ciò ."

Ci sono altre spiegazioni: casualità, una coincidenza, una fortuita circostanza, ed anche solo stupida fortuna o buona sorte. Naturalmente.... Un uomo era capitato per caso a fare una passeggiata notturna lungo una strada di montagna deserta, avvolta nella nebbia ed isolata, nel momento esatto in cui un moribondo si trovava su quella stessa strada ed aveva un disperato bisogno di aiuto....!
Tali affermazioni sono semplicemente assurde, mentre una spiegazione più razionale è pensare che il viandante di Jeff era un Angelo in forma fisica inviato per una missione d'amore e di protezione nei confronti di Jeff.  Conosciuti anche come Spiriti Guida, gli Angeli sono messaggeri di amore, di fede, di speranza e guarigione, e sono sempre con noi.
Come eterne essenze vibranti, ovvero anime, abbiamo scelto per una serie di ragioni e motivazioni diverse di ritornare sulla Terra. ma non siamo capaci di affrontare la vita fisica da soli.
Siamo uniti ad un gruppo di altre entità vibrazionali che sono nostri amici e rimangono al nostro fianco per tutta la vita fisica ed anche dopo che la vita finisce (un evento conosciuto come "morte").
Queste anime,normalmente, non si incarnano in corpi fisici.
Quando si è molto giovani, sappiamo dell'esistenza dei nostri Angeli Custodi, i nostri amici immaginari. Almeno, questo è ciò che genitori ed insegnanti ci dicono quando siamo più grandicelli: che naturalmente non esistono, attribuendoli solo ad un pio desiderio o ad una finzione creata dalle nostre fantasie infantili. Che assurdità! Angeli e Guide sono altrettanto reali quanto noi. L'unica differenza tra noi e gli angeli è che noi abbiamo un corpo fisico e loro no. Occasionalmente, tuttavia, essi possono assumere apparenze fisiche - soprattutto quando la nostra vita è in pericolo: come nel caso di Jeff!

  
(Webmaster da Internet)

TANTI SEGNALI DA CHRIS (30-08-09)


Nessuno sa per certo ciò che ci accade dopo la morte:  cessiamo semplicemente d'esistere, oppure la nostra energia - la nostra personalità o spirito - continua a vivere su qualche altro piano di coscienza?
La maggior parte delle persone credono che ci sia una vita ultraterrena ed ogni tanto sperimentano eventi (ADC
's) che li convincono che la vita dopo la morte è una realtà.
Paula, che ha sofferto la perdita di suo figlio Chris, è una Mamma Amputata Americana e questa è la storia che ha raccontato su un sito che, come il nostro, raccoglie tante preziose testimonianze dei suoi Lettori


*****************************
<Io vivo a Houston, nel Texas, ed ho deciso di condividere la mia esperienza molto positiva a favore della vita dopo la morte, raccontandovi quanto mi è accaduto dopo la perdita del mio figlio più giovane, Christopher, (3 aprile 1983 - 5 Dicembre 2002).
Christopher è stato un ragazzo di talento, molto brillante, aveva 19 anni, 8 mesi e 2 giorni quando ci ha lasciato. Si era appena diplomato alla Scuola Superiore, ed era un bravo artista nel disegnare caricature, oltre a saper suonare tastiere, basso, chitarra e batteria. Gli piaceva scrivere nuovi testi satirici su vecchie canzoni ed era appena stato promosso Chef.  Lavorava e frequentava una scuola di cucina, perchè il suo sogno era di aprire un ristorante.
Christopher non ha mai incontrato un nemico che non diventasse poi suo un amico; aveva iniziato a suonare in una rock band con il fratello maggiore ed aveva grandi progetti per il futuro.
Al momento della sua morte, non c'è stato nulla da fare per salvarlo. Ecco com'è andata.

ARRIVA LA MORTE
 Era un freddo, nuvoloso, umido e grigio giorno di Dicembre. Chris, la sera prima di morire aveva trasferito il suo materasso in salotto perchè la sua stanza era troppo umida.
Io ero appena tornata a casa dopo aver preso mio figlio maggiore dal lavoro, quando Chris entrò in camera mia. Si era svegliato e sentiva freddo, perciò mi chiese se poteva dormire nel mio letto.
"
Certo!", gli dissi. Dopo tutto, sebbene fosse ben più grosso di me coi suoi 130 Kg. , era sempre il mio bambino! Infilatosi sotto le coperte mi sussurrò: "Mamma, ti voglio bene" ed io gli risposi,
 "
Ti amo tanto,zuccone! ". Queste furono le ultime parole che ci scambiammo.
Venti minuti dopo, entrò in camera mia figlia; non riusciva a far funzionare il suo cellulare nuovo e mi chiedeva di aiutarla. Naturalmente, -le dissi- sono o no la tua supermamma?
Mentre stavamo trafficando con l'apparecchio, sentivamo Chris russare forte, come al solito, ma poi  il ronfare divenne ancora più forte e ci fece spaventare. Le sue gambe avevano iniziato a tremare. In un primo momento pensai che potesse avere i crampi: gli capitava spesso quando dormiva, perciò iniziai a sfregargliele mentre parlavo con lui, ma non ebbi alcuna risposta.
Mia figlia era terrorizzata. Gridò, "
Mamma! sta malissimo! Chiamo il Pronto Soccorso!"
Mentre freneticamente chiedeva aiuto al telefono, io mi alzai e mi gettai su Chris.
Il mio cuore si fermò quando vidi un cerchio blu intorno alla bocca. Mio figlio stava morendo.
Mi misi ad urlare con tutte le mie forze: "
Oh, mio Dio, no! Non il mio bambino!"
Immediatamente cominciammo a praticare le manovre di rianimazione mentre la fidanzata di Chris ed il fratello (nostri ospiti quella sera) si precipitavano nella stanza a darci una mano.
Finalmente arrivò l'ambulanza e gli infermieri ed il medico tentarono di rianimarlo anche con la cardioversione elettrica, ma non ci fu alcuna risposta. Un'ora più tardi, non poterono far altro che constatarne il decesso. Il mio bambino ... perduto per sempre.

PERDUTO DAVVERO PER SEMPRE?

Chris aveva sempre detto che non sarebbe mai andato via e che si sarebbe sempre preso cura di me, che né io né suo padre saremmo mai stati abbandonati in una casa di riposo. Ora se n'era andato. Perché? Nessuno poteva darci una spiegazione, tanto che sul certificato di morte la causa del decesso era definita come "sconosciuta". Tale rimase fino all' Agosto del 2003 quando potemmo conoscere il risultato dell'autopsia: "
Cardiomegalia con ipertrofia ventricolare sinistra", che aveva causato la rottura del ventricolo stesso.
Nell'aprile del 2003 decidemmo di dare una festa di compleanno in sua memoria alla quale parteciparono quasi tutti i suoi amici. Nessuno di loro potrà mai dimenticare quel giorno.
Ascoltammo un nastro che Chris e la sua band avevano registrato. Mi parve una buona idea, sarebbe stato come averlo lì, di nuovo con noi, ed ero felice che tutti potessero ascoltarlo.
Appena pigiai il tasto del registratore e partì la musica con la sua voce, ebbe inizio uno strano show:
si accesero da sole prima una lampada, poi le altre luci della stanza, così come  TV, computers, stereo ed ogni altro apparato elettrico di casa!
Dopo alcuni minuti, improvvisamente, calò il buio assoluto... "
Lui è qui," dissi. "Chris è con noi!"
Tutti i ragazzi ridacchiarono nervosamente. Uno di loro esclamò scherzando:
"
Chris, se davvero sei tu, riaccendi le luci!"
Immediatamente, prima d'aver finito di pronunciare la parola "luci", tutte tornarono in vita.
Diciassette giovani uscirono di corsa: il party era finito. Da quel giorno sono ben pochi quelli vengono a farci visita, solo alcuni continuano a telefonare per tenersi in contatto.

UNA VISITA A CASA DI CHRIS

Una settimana dopo feci un sogno (almeno, io lo chiamo così), in cui stavo viaggiando in auto lungo una strada di montagna. Ho provato a chiedere perché ero là, dato che non sapevo chi viveva lassù, ma il veicolo continuava ad inerpicarsi per la montagna. Io non ne ero alla guida, ma non ero in grado di vedere nessuno al volante, né ricordo che fosse pronunciata alcuna parola.
Non so che tipo di mezzo fosse, però ad un certo punto è uscito fuori strada e si é fermato davanti ad una bella capanna di legno. Aveva un tendone da sole nel portico e sembrava molto ben mantenuta.
 Ricordo di aver guardato in basso per cercare la maniglia ed aprire la porta: sapevo che ero giunta a destinazione. Tenendo gli occhi puntati sulla porta della capanna, uscii senza guardare e chiusi la portiera dietro di me, sebbene provassi un certo smarrimento, ancora cercando di capirne il perchè.
Quando la porta si spalancò, uscì fuori il mio ragazzo! Gridavo il suo nome ad alta voce e mi misi a correre verso i gradini della casetta, mentre Chris correva verso di me. Gli sono letteralmente saltata in braccio e l'ho stretto forte piangendo, baciandolo, carezzandolo. Non potevo credere che fosse lui: si mise a ridere, poi abbiamo urlato di gioia mentre ci tenevamo avvinghiati l'un l'altro.
Egli mi portò all'interno della casetta: era molto bella, non eccessivamente rifinita, senza apparecchi elettrici di alcun tipo, poi mi fece vedere la sua stanza.
Gli confessai quanto mi mancava e come tutti avessimo sentito la sua dipartita, come fosse stato tutto un errore, come avremmo voluto che tornasse a casa. Mi abbracciò stretto stretto e mi rispose:
"Non è stata colpa di nessuno Non c'era nulla che tu potessi fare, mamma."
Mi assicurò che stava bene - da solo, ma bene- che gli mancavano suo fratello, sua sorella, io, papà, ed i nipotini che amava tanto e mi lasciò un messaggio per i suoi amici: "Sto benone e vi aspetto tutti.".
Gli dissi che io non volevo tornare indietro, che volevo restare con lui, che non volevo perderlo di nuovo!
Puff...!  Mi ritrovai al buio, come se qualcuno avesse spenta la luce.
Mi sentii tremare, tutto il mio corpo sembrava scosso violentemente avanti e indietro.
Christopher e la sua casetta erano ormai andati, persi nel buio. Poi ricordo di aver sentito, vagamente in un primo momento, qualcuno che pronunciava il mio nome, una voce nel buio che urlava:
"Dove sei? Dove sei andata?"
 
L'agitazione divenne più violenta, e mi resi conto che qualcuno mi scuoteva avanti e indietro.
La voce era sempre più forte e finalmente la riconobbi: era quella di mio marito.
"
Apri gli occhi! " gridava, "...amore, respira!" Mi sentivo presa a schiaffi, aprii gli occhi e feci un respiro profondo. Ero tornata a casa mia. Scoppiai in lacrime. Lui mi aveva afferrata singhiozzando, continuando a chiedermi dove fossi stata e gli sussurrai:
 "Ero con Christopher!" L'avevo perso di nuovo.....

CHRIS TERRORIZZA UN PASTORE

Il Sabato successivo, un cliente che frequentava il negozio di mio marito si era fermato a casa nostra per farci le condoglianze, ma anche perchè aveva sentito parlare della strana festa di compleanno.
Si trattava del Pastore di una chiesa non ortodossa e voleva rassicurarci che il fantasma di Chris non stava infestando casa nostra, che esiste solo lo Spirito Santo, che nostro figlio stava facendo ciò che fanno tutti gli spiriti, o che era rinato.
Fu allora che le luci iniziarono di nuovo, lentamente, ad emettere uno sfarfallio qui, un barlume là, quindi il computer, che era spento, si avviò da solo.
Le luci si accendevano e spegnevano in tutta la casa mentre io e mio marito eravamo seduti sul divano, e quell'uomo su una sedia di fronte a noi semi-terrorizzato a chiederci che razza di trucco fosse. Entrambi gli mostrammo le mani vuote, per fargli capire che non c'era nessun telecomando, come la gente andava dicendo in giro. Le luci lampeggiarono più velocemente: non direi che correva urlando, ma fuggì abbastanza in fretta, pregando ad alta voce! Non è più tornato nè ha cercato di contattarci nuovamente. Lo spettacolo luminoso si fermò appena ebbe lasciato la casa.

LA CASETTA DEGLI UCCELLINI

Il giorno dopo, Domenica, io e la mia nipotina Kelsey andammo al centro per fare benzina e comprare cibarie. Appena uscite, notai la mia vicina di casa nel suo giardino, immobile con una pala in mano.
Devo dire che non ci feci molto caso, sul momento. Quando siamo tornati dal negozio, lei era ancora lì esattamente dove l'avevamo lasciata, così mandai Kelsey a vedere se stava bene.
Aveva trovato un piccolo serpente fra i fiori ed era terrorizzata di muoversi, nonostante gli avesse tagliato la testa col badile. Facile capire che non è nata in Texas!
Io corsi verso di lei, presi la pala e gettai nel cestino quel che restava del rettile, poi l'accompagnai a casa sua. Era molto scossa, ma decisi di raccontarle del mio "incontro" con Chris che lei conosceva da alcuni anni. Quando ebbi finito il racconto, lei impallidì e mi disse:
"Resta lì! Non andare da nessuna parte!" e sparì nel retro della casa per tornare subito dopo con in mano  una casetta per uccellini a forma di capanna di legno!  Ero sbalordita. A parte alcune decorazioni, la casetta era una replica esatta di quella dove ero andata ad incontrare Chris!
Prima che potessi riprendere fiato, lei iniziò a raccontarmi di come la Domenica di Pasqua - il giorno in cui avevamo organizzato la festa per Chris - era andata a fare shopping al "Wally World", un ipermercato dove aveva notato quella casetta. Aggiunse di aver avuto la strana sensazione che la "seguisse" per tutto il negozio e che aveva provato un forte impulso a comprarla, cosa che aveva poi realmente fatto. Quale migliore conferma che ero stata effettivamente a visitare Chris?
Mi ricordai che il giorno che mio figlio era morto, nel tornare dall'ospedale, avevo notato che la mia vicina stava uscendo in fretta da casa sua. Lei mi disse che quel giorno aveva appena ricevuto una telefonata in cui le dicevano che sua zia ed un suo cugino erano rimasti vittime d'un incidente stradale in cui il cugino era rimasto ucciso. Mi chiesi se il misterioso autista del "sogno" fosse stato proprio lui e forse è stato proprio così, essendo deceduto quasi alla stessa ora di mio Figlio.
Questi episodi mi hanno fatto aprire gli occhi verso le manifestazioni che mio figlio continua ancora a darmi per rassicurarmi della sua presenza. Può trattarsi di strani globi di luce sulle foto digitali, di elettrodomestici che partono e si spengono da soli anche in presenza di altre persone e tanti altri segni.
Christopher aveva sempre detto che non mi avrebbe mai lasciata: sta mantenendo la sua promessa!>

Webmaster da Paranormal Ph. 

KATIA, LA BIMBA FANTASMA (16-11-08)

Finora non ci eravamo mai imbattuti in racconti di contatti post mortem (ADC) provenienti dall'ex Unione Sovietica, per cui non abbiamo perso l'occasione di tradurre per i nostri Lettori la bellissima e commovente storia di Katia, una bambina che non voleva lasciare i suoi cari anche dopo la morte, continuandoli a proteggere ed a confortare per diversi anni con la sua eterea  presenza .

 

 

 

 

 

 

 

IN QUESTA FAMOSISSIMA FOTO SI VEDE IL FANTASMA DI UNA BAMBINA FRA LE FIAMME D'UN INCENDIO.
 L' AUTENTICITA' DELLO SCATTO NON E' MAI STATA SMENTITA NE' CONFERMATA

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Katia era cresciuta in una povera famiglia che risiedeva in un piccolo appartamento di Stalingrado, verso la fine degli anni 80, un'epoca in cui la caduta del Comunismo aveva ridotto in miseria molti nuclei
familiari già precedentemente poveri e che dovevano  lottare quotidianamente per mettere qualcosa da mangiare nel piatto, per cui  era diventato quasi impossibile ricevere cure mediche, anche se estremamente necessarie.
Katia aveva compiuto da pochi giorni il suo 11 ° compleanno, quando iniziò a stare male. Vi era un medico nel quartiere, ma potette fare ben poco, salvo dare ai suoi genitori la notizia che la piccola era gravemente malata. Le strutture sanitarie statali erano piene e sarebbero passate settimane prima di avere un appuntamento. Finalmente gli specialisti presso l'ospedale la visitarono, ma per la sua vita v'erano pochissime speranze: Katia aveva un'aggressiva forma di mieloma multiplo che la uccise dopo appena due mesi dai primi segni di malattia. 
I suoi genitori non potevano permettersi uno loculo per la sepoltura e così il suo corpo venne cremato e le ceneri furono conservate in un'urna di ceramica che venne posta su di un tavolo al centro del soggiorno,  avvolte in un drappo e con accanto una foto di molti anni prima, che la ritraeva al circo.
Anche se l'immagine era vecchia, quella era la Katia che i suoi familiari volevano ricordare: sorridente e con gli occhi scintillanti di vita. L'urna era diventato una specie di sacrario e sua madre accendeva sempre una candela in ricordo della sua bambina ogni Sabato notte, lasciandola bruciare fino alla Domenica mattina.  Non molto tempo dopo la sua morte, la famiglia di Katia notò strani accadimenti che provocarono sentimenti contrastanti fra la costernazione, la speranza e la curiosità.
Dapprima accadde qualcosa di strano proprio con quella fotografia. Per ben due volte la vecchia immagine era stata trovata a faccia in giù sul tavolo, mentre un'altra foto, che ritraeva Katia in un'età più avanzata, aveva preso il suo posto accanto all'urna
Anche se i suoi genitori preferivano la foto di quando era piccolina, in più di un'occasione la ragazza
-quand'era in vita- aveva detto che a lei non piaceva. Per qualche ragione non amava vedere l'immagine di se stessa sorridente. Per la sua famiglia fu ovvio pensare che lo spirito della ragazza ancora odiasse quella vecchia foto e che voleva essere ricordata all'età in cui era morta.
Circa un mese dopo la sua dipartita, il fratello ed un amico stavano giocando in un appartamento abbandonato accanto al loro palazzo. Precedentemente l'edificio aveva ospitato una Comune Stalinista, ma poi era caduto in rovina ed era parzialmente crollato pochi anni prima. Anche se il governo aveva ripulito la zona, gli operai non erano stati molto efficienti, perchè avevano lasciato numerose macerie, resti di ferro, cumuli di cemento ed alcune pareti ancora sporgenti dal terreno.
Quel giorno i due ragazzi giocavano alla guerra in un appartamento vuoto, nel tardo pomeriggio.
Mentre l'altro  si nascondeva da qualche parte fra le rovine, il fratello di Katia si aggirava in mezzo alle pareti distrutte in cerca di lui. Ad un certo punto, guardandosi intorno , egli intravide con la coda dell'occhio qualcosa che catturò la sua attenzione:
Katia era lì, alla finestra principale del loro appartamento, col viso pressato contro il vetro ed agitava le braccia freneticamente...... 
Il ragazzino rimase esterrefatto anche se, per un breve attimo, gli sembrò una cosa più che naturale, dato che sua sorella spesso lo guardava giocare dalla finestra. Ma poi finalmente si rese conto di ciò che stava vedendo: frastornato indietreggiò di qualche passo, allontanandosi  dal muro in rovina ...
proprio nel momento in cui crollava. La sua attenzione si spostò dall'apparizione di sua sorella al muro crollato ed agli spuntoni di ferro che uscivano dalle macerie.
 Inutile dire che quando ebbe guardato di nuovo verso la finestra, sua sorella era scomparsa.
Il suo amico, avendo sentito il fracasso del crollo, era subito accorso per vedere se si fosse ferito, trovandolo in preda allo stupore, perchè aveva capito che, se fosse rimasto dove era fino a pochi attimi prima dell'apparizione, sarebbe stato seriamente ferito, se non ucciso dalla caduta dei detriti.
Sua sorella gli aveva salvato la vita, perchè dall'Oltretomba l'aveva messo in guardia bene in tempo!
La presenza di Katia è stata spesso avvertito anche da suo padre.
Quando la bimba era piccola, si addormentava con lei sul divano dopo averle fatto le coccole, tenendola al suo fianco e cingendola con le sue grandi braccia, per poi, nel cuore della notte, riportarla nel suo lettino. In più di un'occasione, dopo la sua morte, egli era stato svegliato
dalla sensazione che il suo braccio la stringesse ancora poi, una notte, la presenza di Katia era stata così reale che il poveretto non riuscì a contenersi e si mise a piangere in maniera incontrollata per la perdita della sua cara figlia.
E lui giura che in quei momenti sentì sulla guancia  una piccola mano che gli asciugava le lacrime.
Era come se gli stesse dicendo che anche se era morta ora stava bene, che  l'amava ancora.
L'eterea presenza di Katia divenne ben presto una costante e rassicurante parte della vita familiare. Ogni settimana si verificavano strani eventi paranormali solo per confermare che Katia ancora risiedeva con la famiglia nel loro piccolo appartamento con tre camere da letto e queste 'visite' erano ancor più frequenti durante le festività che lei amava tanto.
 Il Natale successivo alla sua morte, le luci sull'albero spesso si attivarono da sole.
Un carillon a molla, che quindi doveva essere caricato ogni volta con la sua chiavetta, suonava da solo inspiegabilmente ogni notte di Natale, sempre e soltanto quando la famiglia era già andata a letto, ma il più incredibile incidente avvenne quasi tre anni dopo la sua morte.
Era stato un inverno molto freddo e la notte molte persone che vivevano negli altri appartamenti non potevano permettersi di accendere il normale sistema di riscaldamento elettrico, quindi alcuni si erano arrangiati con rimedi improvvisati. In molti avevano installato stufe a legna, alimentando con pallets e pezzi di legno compensato di scarto, o con prodotti petroliferi tutt'altro che raffinati, quei caloriferi che avrebbero dovuto bruciare ben altro.
In pratica un disastro annunziato che poteva accadere ad ogni istante.
Al secondo piano, quasi sotto la famiglia di Katia, uno di questi apparecchi di ripiego era stato lasciato incustodito durante la notte e da esso partì un incendio che cominciò a devastare l'edificio.
Molte persone persero la vita, ma la famiglia di Katia ne uscì incolume.
Quando il fuoco era appena iniziato tutte le porte del loro appartamento cominciarono ad aprirsi e chiudersi rumorosamente, svegliandoli tutti. Essi naturalmente attribuirono i fenomeni a Katia, ma non avevano alcuna idea di ciò che stava cercando di comunicare loro, poichè il fumo non aveva ancora invaso le loro stanze. Ma, come tutta la famiglia giunse nel soggiorno per chiedere spiegazione del fenomeno a Katia, suo padre percepì un debole ma distinto sussurro nell'orecchio:
 "Scappa, Papà!"
proprio mentre avevano iniziato a notare l'odore di fumo che stava per invadere il corridoio attraverso la tromba della scala.  Katia aveva salvato la sua famiglia da morte certa ma purtroppo, a causa della confusione ingenerata dal disastro, non avevano avuto modo di salvare l'urna cineraria.
Non ne fu mai trovata traccia tra le macerie ed i particolari fenomeni con cui Katia aveva rassicurato la sua famiglia si fermarono, forse perchè il suo Spirito non era più in
grado di manifestare la sua presenza terrena a causa della distruzione dell'appartamento
che era stato casa sua per tutta la sua breve vita. 
Il fantasma di Katia non era più con la sua famiglia che, trasferitasi in un nuovo appartamento, non ebbe più altre esperienze paranormali, gettandoli nel dolore per una seconda volta, ma col cuore pieno di gratitudine per la loro bambina che li aveva salvati oltre che per quei pochi momenti meravigliosi in cui avevano avuto la certezza che la loro figlia perduta viveva ancora con loro.

(Trad. Webmaster da:  The Paranormal Pastor )

CONTATTO... VOLANTE CON L'ALDILA'! (14-11-08)

John Edwards, uno dei  più famosi Mediums Americani, ha raccontato al prestigioso quotidiano New York Times di un contatto spontaneo con il padre defunto di una hostess, avvenuto durante un viaggio aereo.
Questa storia (se vera e non frutto di un ben organizzato spot pubblicitario) ci dimostra come tali tipi di dialogo con l'Aldilà possano avvenire anche senza essere richiesti e che sono proprio quelli più "genuini". Ma lasciamo la parola al famoso Psichico Newyorkese:
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< Ero in volo per Miami, quando ho immediatamente fatto caso ad una delle assistenti di volo. Provavo l'impellente necessità di darle un abbraccio, ma ovviamente, me ne guardai bene dal farlo.
Io non sono certo il tipo che abbraccia persone sconosciute senza motivo, oltretutto è possibile essere arrestati per questo, però continuavo a pensare che la mia reazione era stata molto insolita, così mi limitatai a tenerla d'occhio. Anche lei mi stava guardando, come se mi conoscesse, sicchè  pensai che forse mi aveva visto in televisione
(
John conduce un famoso show sulle TV Americane -NdR).
Seduto che fui al mio posto, non ci pensai più, ma subito dopo il decollo, la ragazza si avvicinò e mi  chiese se conoscessi la sua famiglia.
Le feci alcune domande sul loro luogo di origine, ma in me non scattò nulla: non li conoscevo affatto.
Durante il volo venne verso di me diverse altre volte e mi chiese ripetutamente se fossi assolutamente certo che non conoscevo nessuno della sua famiglia;  io continuai a dirle di no.
Infine, mi affrontò nuovamente, perchè pensava che io fossi stato in qualche modo collegato a suo padre. Per metterla a suo agio, le dissi che avevo uno show in TV e che forse lei mi conosceva per averlo seguito, ma lei non aveva mai sentito parlare nè di me nè del mio show televisivo, "Cross Country".
Pochi minuti dopo, un'altra assistente di volo mi si avvicinò: era molto turbata. Anche lei mi disse che non sapeva chi fossi o quello che facessi, ma che la sua collega era un tipo molto emotivo e che era sicura che avevo qualcosa a che fare con lei, e così la raggiunsi nella zona cucina. Le confessai subito che avrei voluto darle un abbraccio appena l'avevo vista sull' aereo, anche se non sapevo nulla di lei.
 
E poi è successo qualcosa di incredibile: ho iniziato a parlare di lei attraverso il suo defunto padre! Sapevo il suo nome e i nomi di altre persone della sua famiglia che erano con lui dall'Altro Lato e le espressi tutti sentimenti che suo padre aveva per lei e per i suoi cari e le dissi anche che lui stava bene e che voleva che anche lei lo fosse.
Poi le ho dato un abbraccio ed ho messo due dita sulla sua spalla, un gesto completamente estraneo alle mie abitudini.  Come ho fatto ciò, la hostess è scoppiata in lacrime, ma erano lacrime di gioia:
il suo papà era solito fare la stessa cosa.
Non sono in grado di dirvi quando un volo sarà in ritardo o se sarà annullato, nè certamente posso aiutarvi a fare i giusti investimenti in borsa o puntare per voi al tavolo del blackjack a Las Vegas, ma a volte posso dare un sorriso alle persone che ne hanno bisogno.>