L'ANGOLO DI BRUCE MOEN

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PROLOGO   DAL 5° LIBRO DI BRUCE (23-10-04)

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Seduti in una barca immobile per la bonaccia, sulle acque d' un tranquillo lago del Minnesota, in una  calda, afosa giornata estiva, io e Papà stavamo pescando. La nostra conversazione si era orientata su temi che generalmente padre e figlio raramente discutono, a meno di esserne spinti da ore e ore passate a  guardare l'esca  penzolare nell'acqua, come accade quando i pesci non abboccano. 
Gli parlo di alcune delle cose che ho scoperto, di dove andiamo e di quello che facciamo dopo che moriamo. Papà espresse la sua opinione, più o meno quella della maggior parte della gente, quando mi disse: "Non potremo saperlo finché non moriremo." 
Anni più tardi ero ancora seduto accanto a mio padre, ma ora era in coma in un Ospizio e stava rapidamente andando verso la fine della sua  vita fisica, quando mi accorsi che mia Madre, che è morta alcuni anni prima, era venuta a visitare Papà per alleviarne il momento del Passaggio. Durante la nostra prima visita dopo che Papà è morto, le sue primo parole furono: 
"Allora, Bruce, credo proprio che avevi ragione tu circa l'esistenza di questo Luogo!"
 
 
Sono solo un comune essere umano la cui curiosità sull'esistenza oltre morte lo ha condotto all'esperienza straordinaria della conoscenza. Nessun evento soprannaturale mi ha cambiato, da persona normale qual sono, in qualche cosa di speciale. Non ho  mai ho avuto una NDE, nè son nato con qualche dono o talento medianico particolare. Se c'è una differenza tra te e me è solo che la mia curiosità mi ha già condotto ad esplorare e so cosa esiste oltre la morte, nella vita ultraterrena. 
  Per secoli ci é stato insegnato dalle nostre religioni che la conoscenza della vita ultraterrena è irraggiungibile e dalla scienza che la sua esistenza è una fantasia. Quelle stesse fonti una volta ci hanno detto credere che la Terra è  piatta e che fosse anche il centro dell'Universo. Comuni mortali curiosi, come Cristoforo Colombo e Galileo, hanno rifiutato d'accettare quella credenza ed hanno invece  esplorato per conto loro, trovando la Verità. Le mie esperienze di esplorazione della vita ultraterrena mi hanno convinto della sua esistenza, e mi hanno anche insegnato  che tipo di esistenza  sia.  Lo stesso è vero per centinaia di persone che hanno frequentato i miei corsi di due giorni.
 Mi sono convinto che qualsiasi essere umano normale e  curioso, come te, può fare lo stesso.
 [....omissis...]
Mentre le religioni,la filosofia e la scienza offrono differenti opinioni e credi sulla sopravvivenza alla  morte fisica, non forniscono d'altro canto prove concrete atte a  sostenere le loro tesi, dandoci  solo  dottrine ed opinioni personali senza fondamenta , basate anch'esse su  precedenti idee di altre persone, idee anch'esse prive di fondamenta. Se vogliamo trovare la Verità sull' esistenza oltre la morte  abbiamo bisogno di vere prove e se vogliamo queste prove, come e dove dobbiamo trovarle per metterle insieme?  Anni di esplorazione della vita ultraterreno ed altri d'insegnamento, mi hanno dimostrato  che nessuna prova da me  raccolta può dimostrare la realtà della vita ultraterrena, se non che a me stesso. Questa "Guida alla Conoscenza della vita ultraterrena" non è un libro pieno delle mie prove personali per dimostrare che gli  esseri umani continuano ad esistere oltre la morte fisica. 
Non  ci credereste affatto. Piuttosto, questo libro insegna un sistema semplice di concetti, tecniche ed esercizi, che puoi usare per raccogliere le tue  prove e convincerti  da solo. 
Attraverso i miei anni di esplorazione ed insegnamento, ho capito che la sola evidenza cui ciascuno dà vero valore, proviene  solo dall' esperienza diretta e personale. Ho  anche capito che la verifica personale circa l'esistenza dell'Aldilà  è solo l'inizio di un'avventura che può rispondere alle domande che gli esseri umani si sono posti fin dall' inizio.  Quest' avventura può portarti alla comprensione dell'Origine del nostro Essere.
   [.... omissis.....]
Fin dal 1998 centinaia di persone comuni, prive di doni speciali o talento medianico  hanno imparato a  viaggiare in modo rutinario.  Questa Guida alla Conoscenza dell'Aldilà illustra i  metodi che ho insegnato durante i miei "Workshops". Come questi metodi si siano evoluti e  migliorati,  è dimostrato ripetutamente dal fatto che, durante ogni mio Seminario, alcuni partecipanti hanno convalidato le  comunicazioni ricevute dai Defunti. Centinaio di allievi hanno frequentato questi Seminari ed usato la "Premessa di base" per verificare poi  di persona, che continueranno ad esistere oltre la morte fisica. Hanno comunicato con amici deceduti, persone care ed estranei. Hanno raccolto informazioni che hanno potuto verificare essere vere e precise. Hanno avuto la loro personale evidenza... "

Bruce Moen


  CRONACHE DAL RECENTE WORKSHOP DI BRUCE IN POLONIA  (09-12-04)
Di: Andrzej Maria Marczewski       


Bruce Moen, il continuatore del lavoro di Robert Monroe, e l'autore di tre libri che sono stati pubblicati in Polonia, ha categoricamente affermato che ciascuna persona è dotata delle stesse possibilità, e ciascuno può esplorare dimensioni che sembrano inaccessibile ai normali esseri umani. "Tutto questo è estremamente semplice, credere è più difficile." quello che consegue da questo filo logico è che la morte non esiste affatto, come se, ad un certo punto punto, lasciandoci dietro la materia,ci muovessimo in un'altra dimensione, molto più interessante, più bella e con una maggiore libertà d'azione.
La sola cosa che abbiamo bisogno di ricordare é avere già delle idee su quali attività intraprendere: vale la pena pensarci già da adesso. Uno dei più grandi romanzieri di di tutti i tempi, Mikhail Bulgakov, afferma nel suo famoso romanzo Il Maestro e Margarita, che "tutti noi otterremo ciò in cui crediamo quando passeremo dall'Altra Parte." 
Bruce ricalca il pensiero di Bulgakov, e lo rinforza con una battuta finale, dove tutti noi siamo i suoi protagonisti, nel momento in cui ciascuno si deve chiedere: "Cosa mi accadrà? Dove sto andando? Come è qual mondo? Qualcuno mi darà il benvenuto Colà? Cosa ci vado fare?".  Dio fornisce tutte le risposte alla gente profondamente religiosa, ma la nostra Chiesa ci sconsiglia d'indagare su questo soggetto. Altre Chiese assumono punti di vista diversi, ma di solito scelgono di non parlarne. Cosa devono dunque fare quelli che non sono soddisfatti da queste scelte? Cosa ne é di chi crede, ma che vuole anche conoscere?
O di coloro cui piacerebbe sperimentare in prima persona?.
 Non hanno altra scelta che provare.
I "retrievals" di Bruce Moen sono basati sull' attraversamento di quest' impercettibile, ma allo stesso tempo, chiara e tangibile, linea di confine, la linea tra questo mondo e l'altro. In poche parole, si tratta di andare alla ricerca di chi, dopo la morte, non sa dove é capitato e cosa gli stia succedendo, aiutando queste persone a spostarsi in un luogo sicuro, abitato da gente che li conosce, che possa amarli ed aiutarli ad adattarsi a queste nuove condizioni di vita. Questo è quello che chiamiamo "Retrievals" di persone che esistono dall'Altra parte. Ricerche di gente che non è preparata a quanto li attende al momento della morte, che sono rimaste intrappolate dalle loro idee fideistiche (o da quelle altrui), che impediscono loro di trovare il proprio posto personale nell'Aldilà. Una volta imparato il meccanismo che ci abilita a spostarci in entrambe le direzioni, possiamo cominciare anche a contattare i Defunti, così come portare le loro comunicazioni ai viventi, che soffrono per la perdita dei loro cari che hanno lasciato il mondo materiale.
Dopo tutto siamo preoccupati per loro; ci chiediamo come stanno e che cosa desiderano. Ci chiediamo se ancora si aspettano qualcosa da noi. Finora solo le persone elette, i profeti, hanno potuto rispondere a queste domande. Bruce ci ha mostrato che non c'è nessuno bisogno di affidarci ad estranei: è sufficiente che poniamo queste domande senz'aiuto di nessun'altro, finché siamo quà. Evidentemente, è necessario subire un addestramento corretto per imparare la tecnica delle esplorazioni coi partners, onde ottenere valide prove che quel che abbiamo visto e sentito, é reale e che quindi,come é richiesto dalla scienza,
é effettivamente ripetibile e verificabile .
Ho preso parte ad un corso della durata di 40 ore organizzato da Bruce, durante il quale mi sono tagliato fuori dalla vita quotidiana, per scoprire il più possibile del mondo ultraterreno e delle Esplorazioni coi Partners. Ho condiviso queste esperienze con un gruppo di sessanta meravigliose e disparate persone, ciascuno dei quali irradiava un' energia diversa, ognuno con le sue personali esperienze positive o negative. Allo stesso tempo tutti i partecipanti hanno condiviso un unico e radicato punto di vista, ovvero che il mondo circostante non è completo, che nulla in questo mondo è limitato e come esperienze così affascinanti si possono provare solo quando attraversiamo i confini del mondo materiale.
Ho scoperto la dimensione dell' Amore  Incondizionato. E' estremamente difficile spiegare questo Amore  in parole: é come  una radiazione che riempie il cuore, il corpo e lo spazio circostante. Puoi inviarlo a chi ha bisogno di Amore , questo Amore  unisce nel senso più profondo possibile del significato di questa parola; dà origine a una comunità nella quale ogni persona può guardare agli altri senza alcuna paura, e così vede sè stesso ed il Dio in cui crede. Ho anche provato qualcosa che non può essere capita nel mondo materiale. Dieci pesone, che non si erano mai incontrate prima, hanno intrapreso escursioni individuali nel mondo dei Defunti, per incontrare una persona conosciuta solo dal nome (dato che la busta contente la foto è stata aperta solo dopo che l'esercizio si è concluso), e ciascuna di questi dieci ha parlato con questa persona morta ed ha ricevuto alcuni dettagli, la cui accuratezza è stata verificata da qualcuno che conosceva questa persona e che ci aveva fornito quella foto. 
Tutti  nostri rapporti furono positivamente verificati. Lo stesso é accaduto in tutti e sei i gruppi che hanno preso parte all' esercitazione. In pratica, su sessanta partecipanti, sessanta hanno avuto risultati positivi che sono stati verificati da testimoni. "Se, fra migliaia di corvi neri, trovi un corvo bianco, questo significa che il corvo bianco esiste," dice Bruce, "cerca sempre il corvo bianco perché, se lo trovi, capisci che sei nel giusto."

Bruce ci ha lasciato con la fiducia profonda che siamo un'unità, una comunità, che siamo tutti la stessa cosa, sebbene nella nostra individualità. Vale ricordacene ogni giorno, esprimendo Amore , comprensione e gentilezza. 
Vale vivere la propria vita in sintonia con quella degli altri, e non soltanto per noi stessi. 
Questa è la mia testimonianza della tua verità. Noi tutto proviamo Amore  incondizionato per te, Bruce,
per averci trasmesso questa verità. "


Bruce Moen visiterà la Polonia di nuovo in aprile 2005. Perché non lo invitiamo qui in Italia?


L'INFERNO DI MAX, LO PSICANALISTA SADICO (10-07-05)

IL FAMOSO LETTINO DEL DR. SIGMUND FREUDQuesta storia ci viene raccontata da Bruce Moen in uno dei suoi libri ed é uno dei  primi casi di contatto con  uno Spirito che vive in un Focus infernale.  L'esplorazione, condotta insieme alla sua amica Rebecca utilizzando il metodo della "partnered exploration", ci fa capire che non esiste un solo Inferno, ma tanti per quante sono le devianze degli esseri umani. Viaggiare nell'Aldilà insieme ad un'altra persona - a volte distante anche centinaia di kilometri da casa sua- é stato un modo di verificare accuratamente che l'uso dell'Immaginazione é un valido strumento
per esplorare i livelli di esistenza superiori, perché entrambi gli Esploratori raccolgono dati sovrapponibili. 
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La Chiesa in cui sono cresciuto mi ha descritto l' Inferno come un luogo di sofferenza eterna e di eterna punizione. Se avessi infranto le regole durante la mia unica vita, mi dicevano, la mia anima avrebbe passato il resto dell'eternità fra le torture dell' Inferno. Fra le varie asserzioni della maggior parte delle religioni del mondo ci sono molte variazioni su questo tema e nessuna di loro é piacevole. Durante uno dei miei viaggi nell'Aldilà ho incontrato Max, un uomo che ha meritato di finire all' Inferno, però  il suo personale Inferno non era proprio quello che mi sarei aspettato di trovare.......

Durante la sua vita più recente nel mondo fisico, Max era stato uno psicoterapeuta. Secondo le descrizioni di qulcuno che lo aveva conosciuto, Max poteva essere definito anche un sadico-emotivo, cioé un particolare tipo di sadico che traeva diletto dall' infliggere sofferenze mentali ed emotive, oltre che angoscia, alle persone. La sua istruzione e la pratica della psicoterapia gli erano perciò molto utili, perché sapeva come scoprire i punti deboli delle sue vittime. Sapeva bene come sondare la mente ed i  segreti più profondi, le  più incofessabili paure, come usarle per infliggere terribili torture mentali ed emotive. Avrebbe potuto fare anche del bene , ma proprio i suoi amici, i familiari ed i colleghi, erano gli obiettivi preferiti della sua crudeltà. 
Uno dei giochi prediletti da Max era quello che ho sentito chiamare, 
"voglio guardare te e lui lottare."
Fuori dall'orario di lavoro, con accurate indagini, Max svelava i tuoi segreti e le tue paure più oscure. Era molto preparato e poteva raccogliere tutte le informazioni di cui aveva bisogno durante conversazioni apparentemente normali: una piccola domanda qui, una piccola domanda là, non importa quanto tempo fosse necessario. Una volta svelato e capito il lavorio intimo delle tue vulnerabilità, egli avrebbe selezionato qualcun' altro già testato in precedenza, che avrebbe attaccato la tua debolezza.
Per esempio, supponiamo che avesse scoperto che la tua paura più grande fosse che si sapesse in giro che sei omosessuale. Non sarebbe certo una preoccupazione eccessiva, ma sufficiente a tenerti in ansia, perché potrebbe - per esempio- intaccare la tua carriera politica. Nel tuo caso Max avrebbe organizzato un incontro tra te ed un giornalista che odia i gays, perché ha paura che la loro presenza in politica potrebbe distruggere il mondo. Egli avrebbe fatto in modo da essere presente a quella riunione per assistere ai... fuochi d'artificio! Prima  dell'incontro però, Max avrrebbe dato dei suggerimenti ad entrambi per alimentare la tua ansia e la tua paura.
Capisco che sto dipingendo Max come un classico delinquente, ma é bene precisare che si tratta d'un sadico molto cattivo ed anche molto intelligente, morto senza essersi pentito. In accordo alle regole della mia chiesa, Max sarebbe stato un ottimo candidato a trascorrere l' eternità all' Inferno.
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Non appena io e Rebecca tornammo in Colorado convenimmo di aver ragione a cercare di trovare Max nell'Aldilà, dato che precedentemente lei lo aveva conosciuto ed era stata un obiettivo di alcuni dei suoi vili trucchi. Andammo così a vedere se c'era qualcosa che potessimo fare per assisterlo. Da quel momento ero diventato abbastanza fiducioso nelle mie capacità, tanto  da presumere di non aver più bisogno dei nastri Hemi-Sync per esplorare il mondo non fisico. 
In verità non ne avevo avuto bisogno già da un pò, ma spesso è duro gettare via le tue grucce e camminare da solo, anche se sai che lo puoi. Nel mio intento di raccogliere ulteriori prove sulla realtà delle mie attività nella vita ultraterrena, siamo andati Là insieme e dopo abbiamo comparato le nostre osservazioni .

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Dopo essermi brevemente rilassato tenendo gli occhi chiusi, mi ritrovai nell'ormai familiare oscurità tridimensionale (3D blackness )in attesa che qualcosa accadesse e mi son mosso verso il primo turbine scuro che ho visto. Quando sono emerso dall'altro lato, ho visto Rebecca seduta di fronte a me. Era tenuta dalla gola all'altezza delle spalle da un uomo che presto scoprii essere Max. Quella fu la sola occasione in cui ho visto la paura sul viso della mia allieva.
I suoi occhi  erano spalancati e mostravano palesemente tutto il suo terrore, mentre Max stringeva la sua gola molto fermamente.
"Rebecca, sono qui dietro di te," le dissi con voce calma ma ferma, cercando di attirare la sua attenzione,
"Conta fino a dieci. . . rilassati. 
Non può farti male per davvero.... Rebecca conta fino a dieci!"

L'espressione sulla faccia di Max aveva un chè di perverso. Cercava di usare qualcosa che sapeva di lei per paralizzare la sua volontà. La tenne per una quindicina di secondi, poi mollò la presa e la lasciò. Dalle prime impressioni avevo intanto cominciato a farmi un quadro del mondo in cui Max viveva. C'erano rocce ed alberi, case e automobili, non sembrava molto diverso dal mondo fisico in cui aveva vissuto prima di morire, ma pian piano compresi che il mondo in cui Max ora viveva era diverso. Era un Inferno fatto su misura per lui: ognuno che viveva là , aveva la sua stessa personalità sadica!
Un rapido cambio di scena ed ecco che lo vedevo lavorare su un altro dei suoi inganni per causare sofferenza agli altri. Aveva architettato l'incontro fra due degli altri abitanti del luogo in un ristorante, così dapoterli  guardare mentre si sarebbero azzuffati. Aveva riferito ad entrambi qualcosa di spiacevole che ognuno aveva detto dell'altro. Il gioco era teso a provocare rabbia ed ira reciproca, aveva insomma fatto un buon lavoro per fornire prove false e incriminanti contro un innocente...  Quando i due cominciarono a coprirsi di insulti e malignità, tutti si voltarono a guardare.  Max si era seduto ad un tavolo vicino per godere della loro rabbia e della loro ira che aumentava sempre più. Sorrideva, molto compiaciuto con sè stesso, ben prima che i due uomini si fossero alzati delle loro sedie, per prendersi a calci, rotolandosi sul pavimento e mostrando a Max -altamente compiaciuto- la violenza della loro ira, ma..... Max non era solo in questo mondo! C'erano altri spiriti colà che avevano sviluppato ed affinato la loro arte, ad un livello tale che lui non vi poteva competere. Nella sequenza di impressioni succesive, vidi Max che sedeva ad un ristorante con uno dei litiganti precedenti. Questa volta qualcuno che non conoscevo sedeva da solo ad un tavolo vicino, sorridente nel vedere che Max aveva il viso rosso e le vene del collo turgide: ora era Max la vittima designata!  La cosa era stata organizzata tanto bene che Max non sospettava che l'angoscia che stava provando era parte di una incredibile coreografia e lui era solo un fantoccio nelle mani di chi desiderava spietatamente infliggergli sofferenza.

Questo è l'Inferno in cui Max vive da quando è morto, condannato a fare nella vita ultraterrena ciò che gli dava grande piacere durante la vita nel mondo fisico. Era libero d'infliggere la stessa angoscia da cui sadicamente traeva diletto, libero di seguire i suoi schemi e fare i suoi giochi ogni volta che lo volesse, ma ora gli unici soggetti che aveva a disposizione erano altri che condividevano la sua stessa passione nell' infliggere tali sofferenze psicologiche. Quando viveva nel nostro mondo fisico, Max avrebbe potuto pensare di essere molto bravo, era un pesce grande in un piccolo stagno! Dove Rebecca ed io lo avevamo trovato, Max era al massimo un pesce di media taglia.
Nello stagno dove lo abbiamo trovato, Max è circondato da veri professionisti!
Ora, tutto ciò non corrisponde molto con la versione dell' Inferno che i miei insegnanti di catechismo mi hanno fatto, ma sicuramente é un Inferno appropriato a tipi come Max. Ho anche scoperto che non è un luogo di punizione eterna, infatti non è vera punizione un luogo dove nessuno ti ha mandato forzatamente a soffrire. Potrei collocare l'Inferno di Max nel Focus 25, i cosi detti "Territori dei Sistemi Fideistici", ed egli era stato semplicemente attratto da una zona del mondo ultraterreno dove ognuno condivide lo stesso tipo di idee. Ho così capito che c'è un posto nel F-25 rappresentativo per ogni collezione di fedi religiose e non, create dagli esseri umani fin dal più remoto passato: erano state proprio le sue idee ad aver attirato Max in un F-25 e solo queste idee lo tenevano prigioniero colà. Durante questo viaggio ho compreso che nello stesso momento in cui Max cambiasse il suo modo di pensare, sarebbe libero di andar via.  Se vogliamo, é una forma di giustizia perfetta, per come la vedo io. L'Inferno di Max non è un luogo di punizione, é un modo di esercitare il suo libero arbitrio per scegliere di vivere in un Aldilà che condivide la sua scelta, fintanto che lo desidera. E' un ambiente della realtà non-fisica secondo i nostri standard, ma che non significa nulla per Max: per lui è altrettanto vero quanto il mondo fisico che ha lasciato. Se mai cominciasse a mettere in discussione la sua scelta, sarebbe su una buona strada per abbandonare quell' Inferno. Se decidesse che non é piacevole comportarsi da sadico, se cambiasse idea, la sua attrazione per quel posto scemerebbe e ne uscirebbe fuori, per una nuova vita, in accordo con il suo nuovo modo di essere .
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Quando io e Rebecca  siamo ritornati in C1, abbiamo comparato le nostre note. Era stata davvero presa dalla paura e dal terrore quando Max l'aveva tenuta per la gola. Non aveva sentito il mio consiglio di rilassarsi e contare fino a dieci. Una volta ripresasi dallo shock iniziale, aveva allontanato la sua paura e si era liberata. Le impressioni di Rebecca sul mondo in cui Max vive, combaciavano come al solito con le mie, anche se vi erano dei dettagli diversi. Era un altro esempio evidente di coincidenza dei fatti, attraverso il racconto di un testimone. Non totalmente convincente per me, ma era abbastanza per cominciare a fugare qualcuno dei miei dubbi sul'Aldilà. 
Quando la gente mi domanda se ho trovato l' Inferno, racconto loro la storia di Max, ma prima di approfondire l'argomento, ci tengo a sottolineare che non intendo assolutamente cambiare le vostre idee sull' Inferno, non è assolutamente mia intenzione sostituirle con qualche cosa di mio. 
Come ho affermato nel mio prologo, credo che l'esperienza personale e diretta di ognuno di noi è la sola cosa che ci può far cambiare idea.

Dalle informazioni raccolte durante la mia visita all'Inferno di Max so che non è stato messo Là da nessuno per essere punito, nessuno ce lo ha mandato, nessuno ha giudicato la sua vita e lo ha condannato a finire all' Inferno. Il sistema è totalmente automatico. E Là perché il suo livello energetico, la somma delle sue convinzioni, l'ha attirato in quell' area del F-25 come un magnete attira il ferro. Il suo libero arbitrio l'ha indotto a vivere la sua vita nel mondo fisico come un sadico emotivo, ma quando è entrato nella vita ultraterrena, l' energia delle sue idee l'ha attirato nel suo Inferno personale, perfettamente intonato al suo modo di vivere e comportarsi .
Ho anche capito che Max è libero di lasciare il suo Inferno ad ogni momento, tutto quel di cui ha bisogno  è cambiare le sue convinzioni. Quando le sue credenze divergeranno abbastanza da quelle dall'area dei Sadici-Emotivi che vivono nel F-25, non vi sarà più nessuna forza che lo bloccherà, ed allora sarà spinto fuori dal suo Inferno da una forza repulsiva. Ora, tutto ciò sembra suonar bene sulla carta, ma non è tanto facile da mettere in atto: Max è in un abisso abbastanza profondo. Durante la sua vita più recente sulla terra, altre persone vivevano basandosi su credenze diverse dalle sue. Non molti nel nostro mondo fisico sono dei sadici. Aveva esempi di altri modi di vivere da osservare e comparare con i suoi e potreva riflettere sul fatto che le loro scelte li avevano condotti verso il dolore o verso il piacere, sì che aveva ancora l'opportunità  per cambiare. Quando è morto si é allontanato da questo ambiente così diversificato ed ora è in un luogo interamente popolato da persone identiche a lui, un mondo popolato solo da sadici dove non vi sono esempi di modi di vita diversi che potrebbero aiutarlo a cambiare idea!
Nell'Inferno di Max tutti sono sotto il costante attacco di altri sadici. Benchè l'osservare i due uomini lottare gli abbia dato grande piacere, quando era diventato lui un obiettivo ne ha sofferto. 
La sua vita ora è solo sofferenza dolorosa in un luogo dove la ritorsione é legge, chiuso a chiave in un circolo vizioso fatto di sadismo, e questo non è molto diverso dalla versione del Catechismo domenicale: Max probabilmente passa tutto il suo tempo a vivere nell' angoscia, 
"....fra lamenti e stridor di denti".
Sarebbe stato più facile per Max cambiare le sue idee finché viveva  nel nostro mondo fisico, perché all'Inferno potrebbe aver bisogno di moltissimo tempo prima di trovare un motivo valido per cambiare. Nessuno Là puo' fornirgli modelli di vita diversi ,e tutto ciò potrebbe facilmente apparire come una sofferenza eterna.  La mia visita all'Inferno di Max mi riporta la saggezza di qualche regola del Catechismo, questa in particolare, era chiamato la Regola d'oro:
 "Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te". 
L'Inferno di Max sembra l'applicazione di questa regola . Mi fa pensare al Karma ed alla Reincarnazione e mi chiedo quanti tipi diversi di Inferno esistono. 
Mi domando quanto tempo ci vorrà perché Max esca fuori dal suo Inferno e quanto a lungo vorrà ancora stare Là.

Webmaster


ESISTONO DAVVERO I FANTASMI? (17-08-05)

La risposta a questa domanda, antica quanto il mondo, ci viene dalla sintesi di quello che  Bruce Moen ha scoperto  nei suoi "Viaggi", durante i quali, come già saprete,  ha raccolto migliaia di conferme dell'esistenza di livelli più "sottili" di vita cosciente. Grazie al metodo dell' esplorazione simultanea di più persone nei vari Focuses, l'Ingegner Moen può vantare una casistica davvero "aldilà d'ogni dubbio". 

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Sì, i fantasmi esistono!
"Molte volte all'anno la gente mi chiama preoccupata da una presenza spettrale che di solito si manifesta nelle loro case. Alcuni temono che il fantasma potrebbe procurare loro grossi grattacapi o terrorizzarli, altri sono più interessati al benessere del fantasma stesso. 
Ci sono alcune cose molto semplici da fare per mandar via definitivamente un fantasma fuori dalla propria casa. Cominciamo col chiarire alcuni equivoci.
In primis, la cosa più importante da sapere è che i fantasmi sono solo degli esseri umani non più viventi in un corpo fisico. Sono persone uguali a noi. Come tutte le persone di questo mondo, i fantasmi possono essere amichevoli, incutere paura, far del male, essere stupidi ecc. , ma sono solo e soltanto dei comuni esseri umani.
Secondo punto: la ragione per cui si avverte la presenza di un fantasma è da cercare nel fatto che la sua attenzione è focalizzata a livello della realtà del mondo fisico. Ci possono essere molte ragioni per cui i fantasmi si comportano così. Possono essere inconsapevoli di essere morti, per cui restano vicino ai loro familiari o ad altra gente, come  possono esserne consapevoli, ma incerti sul da fare nella nuova realtà in cui si trovano. Alcuni fantasmi possono invece avere bisogno di comunicare per dare un messaggio a qualcuno che ancora vive nel mondo fisico.
  Ci sono quindi molti motivi per cui l'attenzione di una fantasma si può focalizzare sul livello della nostra realtà, ma è proprio il fatto di essere preoccupati di ciò che avviene qui che li fa manifestare alle persone viventi e li tiene legati alla Terra.
Terzo, non avete nulla temere da un fantasma. Malgrado tutto ciò che i film Hollywoodiani dell'orrore vorrebbero farci credere, tali persone non costituiscono una minaccia per nessuno. Proiettare la propria paura su d'un fantasma può certamente rinforzare la paura stessa. Anche molta gente con cui lavoro é attratta dalle immagini dei film che inducono ad averne paura e, purtroppo,  ne sono talmente spaventati, da aggiungere ulteriori fobìe al loro immaginario.
Quarto, ci sono gli Helpers (Aiutanti) nel mondo non fisico che vi assisteranno volentieri nel tentativo di "traslocare" un fantasma ai Livelli Superiori. Tutto cio' che dovete fare è chiedere il loro aiuto. Spesso l'Aiutante è qualcuno che cerca di assistere il fantasma, ma incapace di raggiungerlo, perché viene visto come uno "spettro" a causa delle sue elevate vibrazioni. C'è quasi sempre un Helper che aspetta il nostro aiuto per traslocare ogni singolo fantasma. L'Aldilà abbonda di Aiutanti disposti a dare volontariamente la loro assistenza dovunque tale opportunità si presenti.
Posso quindi garantirvi che, sì, i fantasmi esistono. Sono solo esseri umani bloccati nel Focus 23, abbastanza prossimi alla realtà del nostro mondo fisico, al punto che ognuno di noi può percepirli. (BM)

 


Hollow Heavens, ovvero I Paradisi Vuoti (01-12-05)
"
Ci sono altre isole remote, solitarie, nel grande Oceano del  Focus 25(*) chiamate Paradisi Vuoti, e durante uno dei miei viaggi ho incontrato un uomo che è scappato da uno di essi.  Li ha definiti "Vuoti" perché non sono dei veri Pardisi, e mi ha descritto la sua esistenza in uno di essi. Durante la sua ultima vita fisica era stato a capo di una piccola setta di fondamentalisti Cristiani e, alla sua morte, era entrato in quel Paradiso di cui aveva tanto predicato, dove tutte le sue necessità, cibo, abbigliamento, alloggio ed altro, gli era stato concesso senza bisogno di lavorare. 
C'era solo un problema: doveva continuare a celebrare matrimoni e mettere in pratica le idee che aveva predicato durante la sua esistenza terrena. Se non lo avesse fatto, gli fu detto al suo arrivo, sarebbe stato gettato nell' oscurità, in altro parole, spedito all' Inferno per subirvi una punizione eterna, ma tutto ciò gli andava benissimo e, dati i suoi precedenti ecclesiastici,  gli era stato affidato un certo numero di fedeli ed una chiesa dove continuare a predicare e prendersi cura del suo gregge.

Tutto era andato bene finché un giorno, una coppia di suoi parrocchiani rifiutò di sposarsi. Secondo le credenze che aveva insegnato, un uomo ed una donna devono essere sposati per vivere insieme, ma appellandosi ad  una palese incongruenza della dottrina, la coppia gli aveva fatto notare che Gesù ha detto nel Vangelo che nessuno è preso o dato in matrimonio nel Regno dei Cieli.  Basandosi su questa affermazione, avevano fermamente rifiutato sia il matrimonio che la fine della loro relazione.
Una domenica mattina, il Pastore tentò di sottomettere i due "peccatori" di fronte all' intera congregazione, minacciando di gettarli nel più profondo Inferno, se avessero rifiutato la cerimonia nuziale.  La coppia affrontò a viso aperto il giudizio dei suoi confratelli ed entrambi  dissero che, dovendo scegliere fra andar contro le parole di Gesù o rinunciare al loro reciproco Amore , preferivano  esser piuttosto mandati all' Inferno. Rimasto senza altre scelte, il Pastore compì il rituale per cacciarli via e la coppia si smaterializzò nell'aria,  sotto gli occhi atterriti degli astanti.
Più tardi, ancora agitato  per ciò che aveva appena fatto e soprattutto ancora profondamente scosso dall'incongruenza dottrinale segnalatagli dalla coppia, il Pastore cominciò a pregare perché gli fosse inviata una Guida. 
Subito Gesù apparve innanzi a lui, e quanto gli disse causò una frattura profonda nel suo modo di pensare che lo aveva tenuto legato a quel Paradiso Vuoto. Alla fine, anche il Pastore fu buttato fuori da quel Paradiso -che ormai gli stava stretto- da un altro prelato fatto chiamare dai parrocchiani che non accettavano più il suo nuovo modo di pensare. Mandato all'Inferno però  scoprì, per sua somma sorpresa, che non era quella la sua destinazione finale . Quando Bruce lo incontrò viveva, ormai libero da ogni pregiudizio, nel Focus 27 dove lavorava come Guida, aiutando altri poveretti ad uscir fuori dai loro falsi paradisi.
Scappare via da un'isola dei Paradisi Vuoti del Focus 25 richiede il riconoscimento delle discordanze fra quel che si crede personalmente e ciò che credono gli abitanti di quel particolare Focus e lasciare questi luoghi di solito ha come conseguenza l'entrata nel Focus 27, non nell'Inferno!"

 (Tradotto e adattato dal Webmaster. )

COME SI ESPLORA L'ALDILA' COL METODO DI BRUCE
Bruce ed alcunbi suoi allievi(18-06-07)

Questo è il resoconto di un contatto verificato da  un Ingegnere Danese che ha  partecipato al corso che Bruce ha tenuto in Polonia nel 2001.
In un primo "workshop" in Irlanda, Gunther (l'autore di questo "post"  sul MB di Moen), non aveva ottenuto risultati di sorta ma, pur essendo fortemente scettico, dopo la lettura di tutti i libri dedicati all'esplorazione delle realtà superiori, aveva deciso di recarsi in Polonia con la fidanzata, anch'ella fortemente interessata alla tematica, per provarci di nuovo. Bruce, per prima cosa, invita tutti  i suoi allievi a rinforzare il proprio "io", recitando questo "Mantra":
 >Fiducia in me stesso, innanzitutto!<
Nelle prove "pratiche" i partecipanti scrivono il nome di un caro Defunto su un bigliettino, che viene poi mescolato insieme agli altri per esser poi tirati a sorte, sicchè nessuno sa in anticipo chi dovrà "contattare".  Successivamente si chiede la massima concentrazione per "visualizzare" le immagini mentali che sorgono spontaneamente in questa sorta di "oscurità tridimensionale" e di prendere appunti.
 Anche noi che, seguendo queste semplici istruzioni abbiamo ottenuto notevoli successi (Vedi la sezione dedicata appunto a tali contatti), concordiano sul fatto che tali "flash"  sono molto veloci, più una sorta di "pool" di sensazioni visive, emotive, ecc.  molto dissimili da  quelle oniriche. Vanno raccolte immediatamente  in modo acritico, senza cioè far intervenire il "Super-io" Freudiano, o il "Censore" come lo chiama Moen che le paragona ai cartelli indicatori posti sulle autostrade che "memorizziamo" man mano che ci passiamo davanti, senza certo fermarci e scendere per leggerli, sicchè seguendoli, possiamo giungere a destinazione.
 Passiamo ora a sentire cosa ci racconta Gunther.

Dopo  le solite frustrazioni di non riuscire a vedere come avrei voluto, finalmente ebbi la mia prima vera visione durante il secondo giorno del corso: il contatto con la vecchia madre di una di una delle partecipanti al corso, morta recentemente. Mi era stato dato solo un foglietto col suo nome, annotato dalla figlia che non avevo conosciuto prima dell'inizio della sessione.
La "vidi" comodamente seduta su una sedia a dondolo, lavorare a maglia, in una vecchia cucina con un stufa ed un focolare. Indossava un vestito nero con molte piccole margherite bianche e gialle dipinte sulla stoffa. Mi fece sapere che stava benissimo e che i suoi figli non si dovevano preoccupare per lei . La mia "visione" è durata alcuni milli-secondi, inframmezzata da silenzio ed oscurità mentre ricevevo quel flusso d'informazioni.
 Avevo creduto fin dall'inizio che avrei avuto una visione tridimensionale,  "a tutto schermo", ma non è stato così, credo però che essa migliorerà man mano che farò pratica lavorando sui sensi non-fisici. Il vecchio detto corrisponde a verità:
Devi imparare a strisciare prima d'imparare a camminare!
Ho parlato con molti chiaroveggenti dopo le mie esperienze, e loro tutti sono d'accordo sul fatto che questo tipo di percezione è simile al loro modo di contattare i Defunti.
E' importante afferrare le prime impressioni e non tentare d' interpretarle, di scartarle a priori.

Quando ho ripetuto alla figlia quello che avevo visto, lei riconobbe a malapena sua madre dalle mie descrizioni, ma non erano abbastanza precise da convincerla totalmente.
 Non poteva riconoscerla, nè ricordava quel vestito. Comunque, il giorno dopo é arrivata una sorpresa: recatasi da sua sorella maggiore, che aveva conservato tutte le cose appartenute alla loro madre, le raccontò della mia "visione" e lei le disse subito:
"Ma quello era un vestito molto prezioso per nostra mamma"!
La condusse in camera da letto e  tirò fuori dall'armadio proprio quel vestito che io le avevo descritto!
Immaginate la mia gioia e la mia sorpresa quando ho ricevuto quella preziosa verifica!
 Bruce si è congratulato con me per avere finalmente avuto un contatto verificabile e mi ha ricordato le mie frustrazioni precedenti nel seminario condotto in Irlanda. Ho così imparato a non sottovalutare mai il valore dei dettagli nell' esplorazione della vita ultraterrena.

Qui finisce il racconto, spero che vorrete provarci anche voi:
è più semplice di quanto possiate pensare!

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IL PARERE DI BRUCE SU  "Ghost Whispers" (29-06-07)

Caro Claudio.
 Ghost Whispers è uno dei nostri serial preferiti.
Un altro è Medium che illustra la vita reale di una sensitiva che vive a Phoenix, in Arizona. Molte storie di similari "retrievals" (recupero degli spiriti bloccati -NdR) vengono raccontate in queste fictions  e sono basate su effettivi contatti di Allison Dubois.  E' magnifico vedere questi programmi alla TV perchè stanno educando larghe fette della popolazione mondiale [alla conoscenza dell'Aldilà -NdR].  La storia cui ti riferisci -simile all'episodio del bambino morto al passaggio a livello - è quella di Jamie, un bimbo rimasto bloccato nel letto d'ospedale, perchè sua madre lo implorava di non lasciarla (intentendo dire che non doveva morire). Ho ricopiato la storia per i tuoi Lettori, sebbene ce ne sia un'altra nel libro "Viaggio al di là del dubbio", quella di Benjie, rimasto bloccato su un marciapiedi perchè i suoi genitori gli avevano insegnato a non dar retta agli estranei. Il bimbo era morto negli anni 50' ed era convinto di essersi perso durante una passeggiata. Era rimasto bloccato nel Focus 23 per decenni, convinto che essi sarebbero tornati a prenderlo, ma essi erano vivi e, ovviamente, non sapevano come trovarlo.
Benjie rifiutò i miei tentativi di "retrieval" a causa del forte insegnamento ricevuto in famiglia, cioè di non dare retta agli estranei.  Alla fine fui capace di salvarlo, con la scusa che gli avrei insegnato a volare. Amore  & Luce. Bruce.
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N.B. Ecco l'articolo. Sei libero di tradurlo e pubblicarlo.
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MARY SALVA IL PICCOLO JAMIE
Durante la discussione finale del workshop tenuto a Sidney, una delle mie allieve, Mary, mi confessò che si aspettava che avrebbe percepito solo delle vaghe sensazioni. Quando aveva richiesto l'aiuto di un Helper (Spirito-Guida), invece, rimase stupita nel vedere un clown uscir fuori dall'oscurità e fermarsi accanto a lei. Mary lo descrisse con un enorme naso rosso e coi capelli rosa che uscivano da sotto il suo grande cappello. Calzava dei buffi stivaloni ed era vestito come di solito lo sono i pagliacci del circo. Quando gli chiese di portarla da qualcuno che avesse bisogno di aiuto, Mary avvertì una leggera sensazione di movimento, per poi ritrovarsi in un ospedale:  le parve trattarsi di un reparto di Pediatria dell'Ospedale di Sidney. Poteva vedere perfettamente un bambino giacere sotto una tenda ad ossigeno nel suo lettino: era piccolo, macilento e coi capelli neri e seppe subito che si chiamava Jamie.
Il bimbo le disse che era tanto malato e che percio' non era più andato a scuola nè poteva giocare più coi suoi amici, perciò i suoi genitori lo avevano portato lì.
Mary sentì - sebbene il piccolo non glielo avesse detto esplicitamente - che sua madre era distrutta dal dolore per l'imminente perdita del figlio e che lo implorava continuamente di non andare via.
Jamie le disse che un giorno i medici avevano spento tutti i macchinari e che sua madre non era più nella stanza con lui: non capiva di esser morto ma non andava via di lì perchè la mamma gli aveva ordinato di restare. Mary capì così che Jamie era bloccato nel Focus 23 perchè cercava di obbedire a tutti i costi all'ordine impartitogli dalla madre, sebbene non capisse perchè ella non tornase più accanto a lui.
Poi aggiunse che qualcuno le aveva fatto venire l'idea di invitare Jamie ad una festa. Glielo disse e lui, dopo un po' di tentennamenti, accetto'. Il piccolo scese dal letto e Mary le presentò l'Helper (travestito da Clown), ma il bambino sembrò spaventarsi. Immediatamente il pagliaccio s'inchinò davanti a lui, si tolse il cappello e ne sbucò fuori un pulcino appollaiato sulla sua testa, che si mise subito a pigolare.
La sorpresa fu tale che Jamie sorrise e cessò di essere spaventato, sicchè l'Helper lo prese per mano ed insieme uscirono dalla stanza. Mary li vide entrare nell'ascensore, ma con terrore notò che si dirigevano verso il basso, anzichè in alto, dove lei si aspettava che fosse il Paradiso!
Dopo un attimo però, si rese subito conto che, all'apertura delle porte, i due erano giunti su un fantastico prato verde dove animali d'ogni tipo giocavano con tantissimi bambini.
 Un cagnetto si diresse di corsa verso Jamie: si conoscevano entrambi ed il bimbo schizzo' fuori dall'ascensore per rincorrerlo.
Mary approfittò della presenza del Clown-Helper per chiedergli se fosse comune per i bambini restare bloccati e lui le rispose che non è un'evenienza frequente dato che i bimbi sono abituati a lavorare con la fantasia e non si meravigliano di trovarsi in un luogo così particolare.
 Nel caso di Jamie, era stato il suo desiderio di obbedire al presunto "ordine" impartito dalla madre, a tenerlo bloccato dopo la morte.
Non ho più incontrato Mary per chiederglielo, ma se si è recata all'ospedale Pediatrico di Sidney, avrà di certo avuto informazioni sufficienti per identificare Jamie, recarsi dai suoi genitori e verificare il contatto, grazie a quei particolari apparentemente insignificanti, come il cagnolino.
 In tanti hanno fatto così, ottenendo conferme incredibili a ciò che hanno visto nei livelli superiori.
Se davvero avesse indagato, anche Mary avrebbe di certo ottenuto le sue personali conferme in merito alla realtà del suo contatto.
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Rigraziamo Bruce per questo interessante esempio fornitoci, spero valga a fugare eventuali angosce suscitate in tanti di noi dal telefilm di ierisera, cioè che anche i nostri Figli possano essere rimasti bloccati.
Anche se così fosse, non c'è da preoccuparsi, perchè il tempo per Loro non esiste e prima o poi gli Helpers riescono ad aiutarLi a raggiungere la Luce.  Nè si deve pensare che dopo il Passaggio, i contatti cessino: si capisce abbastanza bene che la Medium non è in grado di vedere più gli Spiriti quando entrano nel Focus 27 (o Paradiso che dir si voglia), dalle parole del Sergente che afferma di voler restare sempre vicino a suo figlio ed al nipotino.

 Vi ricordiamo che i libri di Bruce sono disponibili anche in formato elettronico e possono essere acquistati tramite Internet.  Purtroppo sono solo in Inglese.  Per ordinarli, recatevi sul suo Sito: AFTERLIFE KNOWLEDGE

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"EPPUR NON QUADRA...." (18-04-08)

Possono due esperimenti scientifici paralleli condotti secondo tutti i crismi del Metodo Galileiano dare risultati completamente opposti? Si, se i due sperimentatori sono uno scettico ed un credente. In questo straordinario articolo, Bruce  Moen ci svela questa misconosciuta ricerca, condotta nel 1997 da due eminenti scienziati e che, a rigor di logica, avrebbe dovuto consacrare la telepatia come un fatto scientificamente appurato!
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In tutta la nostra storia, noi umani abbiamo cercato di conoscere la verità sulla nostra esistenza dopo la morte.
Siamo destinati a cessare di esistere totalmente e

 completamente? Possiamo continuare ad esistere all'interno di un sistema basato su premi e punizioni meritati a seguito delle azioni buone o cattive commesse nel corso della nostra vita fisica? Com'è possibile che la ricerca della risposta da parte dell'umanità, fin dall'inizio dei tempi intrapresa da culture e civiltà che sono apparse e scomparse, non ci ha portati fino ad oggi a raggiungere la verità? Come esseri umani abbiamo la tendenza a credere che la risposta alle domande sulla nostra esistenza dopo la morte sarà un sì o un no. Ci aspettiamo che una di queste risposte corrisponda alla Verità. Forse il grande mistero che circonda la vita dopo la morte, ha qualcosa a che fare con la nostra incapacità di comprendere la natura stessa della Verità. Molti credono che la risposta a tali domande possa esserci svelata dai capi spirituali e dalle nostre religioni, eppure, nonostante tutti coloro che sono andati e venuti durante tutto l'arco della nostra storia e quelli attualmente viventi, oggi non esiste un consenso tra loro su tale Verità.
Al contrario, se ci affidiamo al nostro leader spirituale ed alle religioni per conoscere la Verità, ci accorgiamo che la risposta dipende dai singoli leaders o dalle diverse religioni.
Cristiani, Musulmani, Ebrei, Induisti, Scintoisti, Buddisti, Atei, solo per citarne pochissimi, hanno versioni totalmente diverse della Verità relativa alla nostra esistenza nell'oltretomba.
In mancanza di un consenso tra di loro, la Verità diventa un processo di scelta personale tra le varie risposte. Quel che si crede sulla vita dopo la morte è con ogni probabilità una questione di religione insegnata nella famiglia in cui siete nati, o di una scelta individuale, spesso dovuta all'insoddisfazione che un certo credo religioso ha causato in noi con la sua versione della Verità.
Come ingegnere devo affidarmi alla scienza ed al metodo scientifico, i migliori strumenti per trovare la Verità. Uno scienziato competente dovrebbero essere in grado di progettare ed eseguire un esperimento, raccogliere ed analizzare i dati per giungere ad una risposta soddisfacente.
I risultati di questo esperimento, se opportunamente progettato, dovrebbe eliminare tutte le altre possibili conclusioni e portare ad una risposta definitiva.
Altri scienziati, poi, dovrebbero essere in grado di eseguire autonomamente lo stesso identico esperimento, nelle stesse condizioni di laboratorio, ed infine l'analisi dei dati dovrebbe portare ad un'unica, identica conclusione.
Quando un numero sufficiente di esperimenti porta tutti gli scienziati alla stessa, unica conclusione, la scienza l'accetta come Verità.
C'è stato un momento in cui ho creduto che il metodo scientifico sarebbe stato il miglior strumento per trovare la Verità in merito a qualsivoglia questione, ma ciò accadeva prima che verificassi le conseguenze di un esperimento eseguito da due scienziati in cerca di una risposta ad una semplice domanda.
Se io guardo intensamente una persona che non conosco senza che lei se ne accorge, ("Remote Staring") è possibile che si renda conto di essere osservata?
Sembra una domanda semplice e il metodo scientifico dovrebbe essere in grado di fornire una risposta univoca:
sì o no. Questo esperimento è stato realmente effettuato, con risultati strabilianti.
Per quelli di voi che fossero interessati ad una descrizione dettagliata, è possibile trovarlo in
The Journal of Parapsychology (V61, N3 Sept, 1997: Page 197-208).
All'interno della realtà fisica siamo in grado di progettare esperimenti che misurano parametri come massa, velocità, carica elettrica, localizzazione, volume, etc.., e la replica di queste misurazioni fatta da parte di chiunque, dovrebbe portare alla stessa conclusione. Per esempio, se noi ci chiediamo se il Sole ruota intorno alla Terra oppure no, attraverso l'osservazione e la misurazione delle proprietà fisiche del mondo ci aspettiamo di trovare una risposta unica alla domanda, ovvero sì o no.
 Quando un certo numero di esperimenti sono stati eseguiti e tutti portano alla stessa risposta affermativa o negativa che sia ,
dobbiamo accettare questa risposta come la verità, e credo che arrivare ad una Verità in questo modo è oggettivo, inconfutabile ed universalmente applicabile.
Ma nell'esperimento di cui si parlava all'inizio è difficile sapere quali proprietà fisiche sono da misurare per ottenere una risposta valida. Dopo tutto, sembra che non vi sia alcuna spiegazione fisica su come una persona potrebbe sapere o meno di essere osservata. Fortunatamente i due scienziati che hanno eseguito l'esperimento, i Dottori Marilyn Schlitz e Richard Wiseman stavano solo cercando di rispondere alla domanda "è possibile o no ",ma non "com'è possibile".

L'esperimento è cominciato come un tentativo da parte della Schlitz di replicare i risultati di un precedente esperimento, gestito da un altro ricercatore negli anni '30, teso a determinare se fosse vero che una persona possa accorgersi di essere osservata da un'altra.
L'esperimento eseguito nel 1930 ha risposto a questa domanda in modo affermativo, e la dottoressa Schlitz ha confermato un simile risultato mostrando una correlazione statistica tra i due eventi.
Il dottor Wiseman ha tentato di eseguire un esperimento identico per replicare i risultati della Schlitz
ed invece ha scoperto che non esiste alcuna correlazione statistica!  Il suo tentativo, fatto utilizzando lo stesso disegno sperimentale della collega, è arrivato quindi a conclusioni esattamente contrarie.
A questo punto è accaduto qualcosa di interessante. Wiseman e Schlitz hanno deciso di eseguire lo stesso esperimento, nelle stesse condizioni di laboratorio, nello stesso posto, in uno sforzo comune per stabilire la verità. Nel progetto si sono sforzati per eliminare ogni possibile fonte di differenze tra i loro risultati.
Nel loro esperimento i volontari vennero scelti in modo casuale  per eliminare le differenze potenziali esistenti fra i vari strati sociali e culturali. Uno dei test consisteva nello stare seduti in una stanza, davanti ad una videocamera, durante la lettura di un libro al fine di fornire un certo livello di distrazione ai singoli soggetti. Questi ultimi erano collegati ad un computer con appositi sensori elettronici in grado di individuare i cambiamenti della conduttanza (conduzione dell'elettricità) cutanea. Un secondo volontario era seduto in un'altra stanza, in un altro edificio, lontano dal primo, eliminando cosi' ogni possibile contatto fisico ed ogni rischio di eventuale collusione tra i due soggetti, mentre una telecamera permetteva al secondo volontario di osservare casualmente- su indicazione del computer- il primo. Wiseman e Schlitz hanno usato gli stessi computers ed un identico software che procedeva in modo casuale a selezionare i tempi e le condizioni di trentadue sessioni di prove con ogni coppia di soggetti. Nel corso di sedici eventi i cui tempi erano sempre selezionati casualmente, l'osservatore era invitato a guardare l'altra persona sul monitor, mentre nella seconda sessione veniva invitato a non guardare l'immagine. Durante l'esperimento, sia la Dr.ssa  Schlitz che il Dr Wiseman erano seduti in una terza stanza distante da entrambi i soggetti in prova, eliminando così qualsiasi possibilità di interferenze.
I due ricercatori hanno eseguito esattamente la stessa serie di esperimenti, sempre nello stesso modo con diverse coppie in modo che i risultati fossero statisticamente validi.

L'analisi dei dati ottenuti dalla Dr.ssa Schlitz hanno chiaramente dimostrato una correlazione statisticamente verificata tra i momenti in cui veniva osservato ed i cambiamenti nella conduttanza della pelle del primo volontario. Secondo i suoi dati, l'essere osservati a distanza può essere rilevato dalla misurazione della conduttanza elettrica della pelle, mentre l'analisi dei dati del dottor Wiseman hanno chiaramente dimostrato che non vi è correlazione statisticamente verificabile tra i due eventi.
Chi dei due ha ragione?
Ovviamente, vista la rigida adesione al metodo scientifico messa in atto scrupolosamente, i dati provenienti da questi due esperimenti identici dovrebbero portare ad un'unica conclusione:
-vero o falso- e non ad entrambe.
Schlitz e Wiseman hanno ulteriormente perfezionato il loro esperimento, al fine di eliminare ogni possibile differenza in grado d'influenzarne i risultati per giungere ad una conclusione univoca, ma non hanno mai avuto successo. Alla fine, i due ricercatori hanno scoperto che una sola differenza  potevaessere chiamata in causa per spiegare questa assurdità:
Schlitz credeva alla possibilità del "Remote Staring", mentre Wiseman era totalmente scettico.
Questo studio ha dimostrato che lo sperimentatore può influire sui suoi stessi esperimenti e dimostra che alcuni sottili meccanismi, ancora non pienamente compresi, sono in grado di modificare le proprietà del mondo fisico in tutti gli esperimenti, per quanto siano rigorosamente controllati,
fino al punto che i dati ottenuti si uniformano alle credenze dello sperimentatore stesso.
Una diretta conseguenza di tutto ciò é che gli scienziati che cercano di studiare un fenomeno per il quale non vi sono spiegazioni, otterranno esattamente quella Verità in cui personalmente credono.
Se né la religione, né la scienza possono dirci la verità sulla nostra esistenza nell'oltretomba, come possiamo trovare una risposta?
Attraverso i miei libri ed i miei seminari insegno un semplice sistema di concetti, tecniche ed esercizi che chiunque può usare per esplorare al di là della realtà fisica attraverso la propria esperienza diretta.
Una volta capito che le vostre idee influiscono direttamente sulla vostra percezione e sulla vostra esperienza, potrete modificare le vostre credenze. Molti lo hanno già fatto e sono giunti alle loro conclusioni personali, basate sulle loro esperienze personali.
Grazie ad anni di insegnamento ed esplorazioni ritengo che il più importante fattore capace di determinare il successo o il fallimento nel cercare la verità sulla nostra esistenza sta nella comprensione degli effetti delle vostre convinzioni sulle vostre percezioni degli altri livelli di coscienza.

Bruce Moen (Trad. Webmaster)

SONDE  CURIOSE (11-06-09)

Bruce Moen, grazie alle sue esplorazioni, é giunto ad una sconcertante conclusione che l'articolo di alcuni giorni fa vi ha in parte anticipato, pur provenendo da altre fonti. In sostanza, Bruce é convinto che la  missione affidataci da Dio é quella  di esplorare la materia, poiché Egli non può averne esperienza diretta, essendo ad essa trascendente.
Ne consegue che noi -sue "scintille"- veniamo su questo piano d'esistenza "rivestiti" da una sorta di tuta spaziale, che é il nostro corpo, ma dotati di una serie di limitazioni che, da spiriti, non avremmo.
 Non sarebbe altrimenti possibile interagire con questa realtà, se per esempio, fossimo tutti telepatici, perché  conosceremmo in anticipo le intenzioni benevole o malevole del nostro prossimo, né dovremmo inventarci la tecnologia aerospaziale per volare, se potessimo spostarci con la sola forza del pensiero, né tantomeno lavorare per procacciarci di che vivere potendo creare di tutto, e così via. Con queste limitazioni, compresa la possibilità di far del male al prossimo, il grande gioco può essere condotto fino in fondo, in modo da poter condividere col nostro Creatore ogni possibile interazione con la sua Creazione. Per far ciò Lui ci ha dotato di tre strumenti efficacissimi:
 
IL LIBERO ARBITRIO, LA CURIOSITA' E L'Amore .
Per chiarire meglio il concetto, permettetemi di farvi un esempio che suona un pò come un raccontino di fantascienza.....
Credo che tutti voi avrete seguito, anche superficialmente, le tantissime missioni spaziali effettuate con sonde automatiche che si sono succedute fin dal lontano 1957. Da quel primitivo Sputnik in grado di trasmettere solo un flebile segnale radio durante le sue orbite terrestri, siamo oggi giunti ad una perfezione tale da essere in grado di "atterrare" addirittura su una piccolissima cometa e riceverne dati e foto, per non parlare delle missioni verso Marte, Saturno, Giove, ecc..
 Bene, immaginiamo che una tecnologia sempre più avanzata ci consentirà in futuro di dotare queste
"scintille" della nostra intelligenza di una sorta di rudimentale coscienza artificiale e di spingerle oltre i confini del nostro sistema solare,  dove le comunicazioni da e verso la base sarebbero troppo lente (
le onde radio impiegano un secondo per giungere dalla nostra vicinissima Luna, figuratevi da milioni di kilometri di distanza!) per cui, una volta raggiunto l'obiettivo, sarebbe impossibile far "reagire" il robot in tempi utili per evitare pericoli (una buca, un ostacolo)  durante le sue esplorazioni.
Solo un sofisticatissimo computer, in grado di prendere da solo certe decisioni, potrebbe evitare alla sonda di auto-distruggersi. Mi pare evidente che questa capacità decisionale,  sarebbe già una sorta
di
"Libero arbitrio", un primo passo verso la creazione di una rudimentale "coscienza".
 Aggirare una roccia o tentare di scalarla, senza che nessun essere umano interferisca, sarebbe già un grosso passo avanti....ma noi vorremmo andare oltre, ipotizzando che questo super-robot sia in grado di decidere anche QUALI ESPERIMENTI condurre su quel lontanissimo corpo celeste, in base ai risultati delle prime analisi.....
Per esempio, se vi fosse acqua, dovrebbe cercare segni di vita, modificando il suo programma iniziale . Per poter esplorare un nuovo mondo in modo totalmente autonomo quindi, il nostro androide dovrebbe esser stato dotato anche di una particolare istruzione in grado di gratificarlo durante la sua ricerca per spingerlo a proseguire, quell'istinto che noi chiamiamo
CURIOSITA'.
Senza di essa, non ci sarebbe alcun motivo di studiare la geomorfologia del pianeta, la composizione chimica del suolo, dell'atmosfera, etc, perché vi ricordo che la sonda non può essere "comandata" dalla curiosità di noi umani. Ammettiamo che anche un'altra "sonda" si trovi in un altro punto dello stesso pianeta (succede già su Marte) e che volessimo instaurare uno scambio d'informazioni o che collaborassero fra loro, magari in caso di imprevisti. Perdute su un vasto territorio, le due sonde dovrebbero sentire l'esigenza di stare in contatto ed aiutarsi, anziché andare avanti ognuna per la propria strada, perché non interessate a svolgere tale compito .
In poche parole, avrebbero bisogno di un "collante", di un'istruzione nascosta nei recessi delle loro memorie elettroniche che potremmo chiamare "simpatia", capace di stimolarle a collaborare.
Così, i due "esseri" accrescerebbero le loro conoscenze paragonando i risultati ottenuti in zone anche totalmente diverse del pianeta. Magari avrebbero pure una sorta di battibecco sull'esistenza di vita vegetale o animale solo perché l'una é atterrata in un deserto e l'altra in una verde prateria e decidere di verificare le loro affermazioni con un  esame "incrociato" dei territori.  Pian piano, per caso o per scelta, si avvicinerebbero sempre più l'una all'altra, fino a capire che quel mondo non é tutto uguale, che la sua ecologia varia da zona a zona, finché un giorno  i due robot s'incontrerebbero per la prima volta dopo aver "parlato" da migliaia di kilometri di distanza per anni.
Improvvisamente, nel vedere un proprio "simile" provano un sovraccarico di dati sconosciuto nei loro cervelli al silicio, si scambiano miliardi di bytes in pochi istanti come mai era successo prima quando la distanza rallentava le loro comunicazioni, focalizzano meglio i loro sensori e poi avvertono il bisogno di un contatto sempre più veloce.. Uno dei due allunga un cavetto USB...l'altro non si ritrae e ne permette l'inserimento nella sua presa.... finalmente possono condividere appieno le loro conoscenze....come non chiamarlo
Amore ?
Capiscono di essere giunti alla fine della loro missione, e così  accendono i loro retro-razzi per dirigersi insieme verso la Terra e riferire finalmente delle proprie scoperte al loro creatore.
Nel lungo viaggio di ritorno forse si chiederanno se egli esiste davvero e come giudicherà il loro operato, senza sapere che esso sarà enormemente apprezzato e non gravato da giudizi etici, perché lo scopo della loro missione era quello di imparare,
ma.. non vi pare di aver già sentito questa storia?

Webmaster

i livelli di coscienza dimostrano l' aldilà?
28-05-11                     
 
Di Bruce Moen (Prima Parte)
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In questo lungo articolo, di cui pubblichiamo per ora solo una parte, Bruce ci racconta come ha imparato ad usare il Sesto Senso, ovvero l'IMMAGINAZIONE per viaggiare nei Livelli Superiori di Coscienza, paragonando il suo viaggio a quello di Cristoforo Colombo.
Nella seconda parte, ci spiegherà come sia necessario portarsi dietro altre "navi" ed altri "marinai" per testimoniare in modo inequivocabile al resto del mondo cosa si è scoperto nel "Nuovo".....


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UNA NAVE CHIAMATA CURIOSITà
La morte, per me, era una volta una grande incognita. Guardando verso il mare, un giorno mi sono chiesto: C'è un altro punto oltre l'orizzonte della vita fisica?
Per secoli, le religioni hanno predicato la beatitudine o la dannazione eterna e la scienza ne ha parlato come d'un confine che ci porta alla non-esistenza. Una volta credevo che chiunque pretende di sapere cosa c'è su quella riva lontana dovesse avere qualche dono speciale, forse aver vissuto un'esperienza di pre-morte o che fosse fornito di qualche altro bitorzolo cosmico sulla testa, per spiegare le loro capacità.  Eppure, nessuna di queste cose si applica a me. Sono solo un ragazzo normale la cui curiosità sull'esistenza umana al di là del mondo fisico lo ha portato alla straordinaria esperienza del conoscere. Ed ho scoperto che l'unica cosa che  ci distingue dalla gente comune è la nostra volontà di accettare che la curiosità ci spinga ad esplorare .

INFANZIA
Spesso si tratta di uno schizzo o d' una mappa che ci fa partire per un viaggio durante l'infanzia ma che imposta in seguito il nostro desiderio per l'esplorazione dell'Aldilà.
Cresciuto nei boschi dell'Alaska, avevo un sogno ricorrente, che si è ripetuto almeno una volta alla settimana per mesi e mesi, a partire nel 1953, all'età di cinque anni...
Giocando fuori, come fanno i bambini, fui improvvisamente trasportato in un luogo diverso in cui il cielo era limpido in una notte piena di stelle. Dopo esser salito per una scala in legno scricchiolante, ho aperto una porta e sono entrato in una stanza al secondo piano di una piccola casa decorata in stucco bianco. Una tenda bianca sventolava leggermente davanti ad una finestra situata sulla parete opposta. Tra la tenda e dove mi trovavo, c'era una donna stesa su un grande letto di ottone che mi faceva cenno, sorridendo. Sono entrato nel letto, non sapendo a cinque anni, ciò che tutti conoscono come gioia e piacere sessuale. Poi mi afferrò il terrore quando udii dei passi pesanti che salivano lungo quelle scale scricchiolanti. La porta si spalancò e un uomo, la cui mole riempì la porta, stava lì a ribollire di collera. Sapevo che se mi avesse preso sarei morto, o peggio. Rotolai giù dal letto, corsi nudo verso la finestra e mi gettai a capofitto sulla tenda bianca e poi dalla finestra. Nella morsa di puro, terrore assoluto, l'ultima cosa che sentii fu la punta delle dita che stavano toccando quella tenda ...
Poi, finito il sogno, tornai alla luce del giorno, a giocare fuori, col cuore che batteva ancora per quella paura da capogiro. Da bambino di cinque anni, non capivo perché l'uomo volesse uccidermi, ma poi, da ventenne che guardava oltre ad una vecchia mappa, mi chiedevo dove il sogno fosse ambientato.
Come avrei potuto, da bambino, conoscere letti in ottone dove far sesso, o la gelosia che così fortemente avevo sentito, tanto forte da portare ad un omicidio? E i sentimenti che accompagnavano l'esperienza? Da dove erano venuti la gioia, il piacere sessuale che avevo provato con quella donna ed il terrore che mi stringeva la gola?
Era chiaro che nessuna persona ragionevole, raziocinante, logica potrebbe spiegare quel viaggio infantile a cui puntava questa mappa. I genitori non portavano i loro bambini a vedere film erotici nel 1953. Ho visto il mio primo programma televisivo almeno un anno dopo quel sogno ad occhi aperti e quel tipo di storia non è stato mai trasmesso dalla televisione degli anni '50.
Ci sono voluti anni di lettura, mettendo in discussione vecchie convinzioni ed esplorando tutte le possibilità, prima che accettassi l'unica spiegazione possibile:
avevo vissuto gli ultimi attimi una vita precedente consumata in un altro luogo e tempo.
Andando oltre, mi sono reso conto che la mia mappa conteneva la memoria dei minuti finali di quella vita. La curiosità mi ha portato all' accettazione della reincarnazione.

UN PERCORSO DI CONOSCENZA
L'eventuale scoperta di terre oltre l'orizzonte mi ha indotto a percorrere itinerari - percorsi- delineati attraverso l'oceano della coscienza. Nel 1992 la mia curiosità trovò una via alla conoscenza della vita dopo la morte, tracciata e mappata da Robert A. Monroe durante i suoi viaggi fuori dal corpo. Utilizzava un itinerario denominato "recupero", il programma Lifeline presso il suo Istituto in Virginia dove ha insegnato un metodo di esplorazione dell'Aldilà. Monroe ha sempre sostenuto che, dopo la morte, alcune persone rimaste bloccate sono in realtà isolate da loro stesse. Aveva intrapreso dei viaggi di recupero, contattando e assistendo queste persone ed ha dato queste mappe ad altri per poterlo seguire. Viaggi verso l'ignoto e Viaggi al di là del dubbio, i primi due libri della mia esplorazione della serie Afterlife, raccontano i miei primi anni spesi ad esplorare la nostra esistenza nell'Aldilà.  Quegli anni sono stati pieni di dubbi e scetticismo da parte mia. Non ho potuto scuotermi di dosso la fastidiosa sensazione che stavo facendo tutto con la mia fantasia, convinto che ad un certo punto mi sarebbe piaciuto scoprire che era tutta una illusione.

COMPONENTI DELLA COSCIENZA

Nei miei primi viaggi ho scoperto una chiave per l'interazione con il mondo non-fisico.
Mi aspettavo di vedere, sentire, toccare, gustare, più o meno come avviene nel mondo fisico, ma ogni tentativo di trovare qualcosa o qualcuno per comunicare oltre l'orizzonte mi ha lasciato a galleggiare nel nero vuoto. Poi qualcuno mi ha suggerito che forse i sensi del mondo fisico erano incapaci di percepire quello che stavo cercando . Fu la chiave che aprì la porta alla comprensione di due componenti importanti per la mia coscienza: l'interprete e il percipiente

L' Interprete
Ho capito che quando cominciavo a 'vedere' qualcosa nella mia mente, improvvisamente scompariva a causa della distrazione dovuta ad una serie di pensieri apparentemente casuali. Ho iniziato ad osservare con attenzione questo modello, ed ho scoperto che non appena qualcosa, diciamo una immagine della mente, entrava nella mia coscienza, iniziava una specie di dialogo interno automatico.
Questa, ho scoperto, è la voce dell'Interprete. Essa porta alla consapevolezza qualunque cosa conservata nella memoria, che possieda una sia pur minima somiglianza con l'immagine visualizzata.
Lasciata incontrollata, la voce dell'interprete continua portando con sè ulteriori immagini alla mente, con una costante cacofonìa che soverchia l'immagine originale, traendola fuori della portata della coscienza. Si scopre così che l'interprete è una funzione vitale della coscienza. Associando le memorie esistenti con la nuova immagine, si costruiscono legami all'interno del ricordo di tale immagine.
Ecco come si impara a non ricordare nulla. Ma se lasciamo l'interprete lavorare troppo a lungo, la percezione di qualcosa di più che singole immagini fugaci è bloccata. In pratica, imparai a vigilare attentamente per fermare questo lavorìo interiore e così scoprii:

Il percipiente
Il percipiente è proprio questo: pura percezione, solo pura percezione. Non ha assolutamente nessuna funzione associativa o la capacità di ritenere ciò che percepisce dalla memoria. Quando sono diventato molto bravo a spegnere l'interprete al primo accenno della sua voce borbottante, imparai ad ignorarla ed è una cosa molto strana. Ritrovando poi la coscienza, si rimane con la netta sensazione che tre secondi o 3.000 anni potrebbero essere trascorsi senza rendersene conto. È possibile che io fossi in grado di percepire di più che singole immagini fugaci nel corso di questi esercizi, ma non avevo alcun ricordo di questa esperienza.

Trovare l'equilibrio
Capii che avrei dovuto trovare un percorso che passasse attraverso questa grande barriera corallina fatta di coscienza,. Non è un viaggio facile, e più di una volta ho dovuto navigare indietro lungo percorsi che non mi hanno portato a nulla. L'equilibrio, è venuto quando ho imparato a spostare la mia consapevolezza rapidamente tra il percipiente e l'interprete. Aprendo la mia percezione, ho permesso per prima al percipiente di portare le informazioni del mondo non-fisico nella mia coscienza, e quindi consentire all'interprete di commentare per il tempo necessario a tenerle a memoria. E' come viaggiare lungo una strada e memorizzare i cartelli che segnalano una città, un luogo d'interesse, senza per questo aver bisogno ovviamente di fermarsi, scendere e prenderne nota. A poco a poco, ho imparato a passare abbastanza velocemente tra le due condizioni fino a che la percezione del mondo non-fisico è diventata un tutt'uno col ricordo dell' esperienza.

Immaginazione: il nostro sesto senso

All'inizio, ho scoperto che i miei viaggi al Lifeline richiedevano che immaginassi attivamente i primi istanti di un recupero come l'unico modo per ottenere qualsiasi accadimento. Senza questa finzione, sarei andato alla deriva senza meta nel buio vuoto di una notte nuvolosa sul mare.
Perché mi preoccupavo di auto-ingannarmi.
Ma permettendo a me stesso di far finta, per esempio, d'iniziare una conversazione immaginaria con una persona morta, qualcosa di interessante cominciava a succedere: le persone morte hanno cominciato a dirmi cose che sapevo di non avere inventato io.
Ad esempio, c'era una donna anziana che chiamava, "Maggie, Maggie! Che ci fai qui?" mentre guardavo un'altra donna sconosciuta che si avvicinava a lei. Non avevo avuto modo di capire se l'altra donna fosse la sua mamma da lungo tempo defunta, cosa che poi fu confermata dalla pronipote di Maggie.
Durante i miei primi a tre anni e mezzo di esplorazione dell'Aldilà, questo genere di cose è accaduta spesso. Nel corso del tempo, ho scoperto che la simulazione d'un dialogo è un mezzo per stimolare l'immaginazione, un senso capace di percepire gli accadimenti della vita ultraterrena e che esso è tanto reale quanto lo sono i sensi fisici come la vista e l'udito nel mondo materiale.
Quando c'è bonaccia, la simulazione ha portato il primo segnale del vento che sarebbe venuto a riempire le mie vele.  Una volta attivata, l'immaginazione (il nostro sesto senso),essa ha riempito il mio diario di bordo con i dettagli del mio viaggio.....

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ESPLORAZIONI CONDIVISE
Colombo non veleggiò con una sola caravella verso l'orizzonte del suo viaggio. Altri navigavano con lui, a testimonianza della scoperta del Nuovo Mondo. Avevo esplorato da solo per un bel pò prima che incontrassi Rebecca. Esploratrice esperta del mondo non-fisico, si offrì di aiutarmi ad imparare il metodo più potente e verificabile che avevo scoperto.
In una "partnership exploration", due o più persone decidono di incontrarsi non fisicamente per effettuare "salvataggi" o altre attività nei Livelli Superiori di coscienza. Una tale esplorazione può essere breve -pochi minuti- o durare anche un'ora o più. Dopo ogni sessione, i partecipanti registrano sui loro diari tutto ciò che ricordano del loro viaggio non-fisico. Rebecca ed io abitavamo a circa 2.500 Km di distanza al tempo di questi primi esperimenti. Confrontando poi le nostre note per telefono, ho sempre trovato nei suoi appunti degli esatti riscontri ai miei ricordi, e lei nei miei. Non importava se avevamo programmato l'escursione in anticipo o solo navigato spontaneamente in reciproche esperienze non fisiche. Le nostre note erano sempre identiche!  Diversi anni dopo ho collaborato con gruppi formati da due a cinque persone, onde raccogliere materiale per il quarto libro della serie 'Afterlife Explorations'.

CREDENZE E IDENTITÀ
Durante questi primi anni di esplorazione, il diario di bordo della mia nave era talmente pieno di informazioni da poter affermare che l'esistenza di un Aldilà oltre l'orizzonte della morte fosse ormai una cosa certa. Eppure il dubbio continuava a tormentarmi, convinto com'ero che ci dovesse essere qualche altra spiegazione razionale per spiegare l'esattezza delle informazioni ottenute.
Poi, durante il viaggio di recupero di Joe, il padre recentemente scomparso di un mio amico, ho sconfitto ogni dubbio. Gli aspetti di questa esperienza furono così innegabilmente verificati che mi vidi costretto ad accettare la vita dopo la morte come un fatto concreto. Per diversi giorni ho vagato completamente disorientato, nella convinzione che in ogni momento il mondo intorno a me si sarebbe potuto dissolvere, come quando finisce un film, e che, quando fosse successo, sarei andato alla deriva in un'oscurità senza forma e vuota da cui non c'è scampo.
Non avevo riconosciuto la persona che inviava quei pensieri sconosciuto nella mia mente, ma ero certo che stavo per morire. Uno strizzacervelli probabilmente avrebbe descritto la mia esperienza come una crisi di identità: non direi che avrebbe avuto torto.
A poco a poco, cominciai a sentire che dopo il buio, una nuova e diversa dissolvenza mi avrebbe circondato per tornare a vivere in un Nuovo Mondo sconosciuto. Durante questo processo, ho imparato qualcosa sulle credenze fideistiche e sulla mia identità.  Il mio mondo è costruito, come tutti, utilizzando le convinzioni personali come 'mattoni' fondamentali. Fin dalla nascita, ho visto tutte le esperienze attraverso il telescopio di un insieme crescente di credenze per poi costruire la mia visione del mondo in cui esisto. Gli obiettivi aggiungono sempre più distorsioni (le mie convinzioni) alla realtà che li attraversa, e accettare la realtà della vita dopo la morte era in conflitto con le mie più profonde convinzioni personali. Accettare la vita dopo la morte come un fatto reale, fece sì che la mia visione del mondo si sbriciolasse e scomparisse, non lasciando più nessun posto per sopravvivere a quell'Io che vi aveva dimorato fino ad allora. Le mie antiche credenze avevano creato una realtà in cui avevo sperimentato tutto, ma in questo modo avevano anche creato l'identità di quell' Io che vi aveva vissuto: Io ero le mie convinzioni. Qualsiasi cosa entra nella mia consapevolezza per sfidare le mie convinzioni, sfida la mia stessa esistenza. La sopravvivenza della mia identità richiede che la consapevolezza di tali cose debba essere prevenuta o razionalizzata dalla distorsione causata dalle lenti dei miei convincimenti personali. Accettare concetti in conflitto con le mie convinzioni innescò una lotta mortale in cui veniva minacciata l'esistenza del mio Io. Accettando la realtà della nostra vita dopo la morte, avevo perso questa battaglia e letteralmente morii. Questa era la fonte del disorientamento che avevo provato, la ragione per cui sentivo la morte come imminente. Ma da quella stessa lotta, un nuovo me stesso era nato, fresco come un bambino appena uscito dal grembo materno, che stava guardando attraverso un nuovo telescopio il nuovo mondo intorno a lui. Con la mia vecchia identità morta e sepolta, ero libero di aprire la mia percezione su di un mondo che ora si estendeva ben oltre la realtà fisica.

IL NUOVO MONDO DELLA COSCIENZA
La mappa di questo nuovo mondo si chiama "Coscienza: umana ed altre". Esso può essere pensato estendersi dalla realtà fisica verso l'esterno attraverso il nostro Aldilà e al di là ancora di esso.
Nelle sue esplorazioni, Robert Monroe aveva assegnato diverse etichette ai suoi approdi, scelte in base al livello di coscienza degli abitanti che ci vivono. Senza dubbio si vedrà qualche somiglianza tra le etichette delle mappe di Monroe ed i luoghi di cui avete sentito parlare o letto da altre fonti. Trovo le sue etichette utili in quanto consentono di localizzare i Livelli di coscienza secondo una nuova prospettiva, senza portarsi dietro durante i viaggi di esplorazione, troppi stereotipi precedenti .

DESCRIZIONE DEI FOCUSES

Focus 22
Veleggiando lontano dalla realtà fisica, ebbi i primi avvistamenti di altre navi che sembrava avere dei 'pazzi' al timone. Il Focus 22 è un mare aperto che non può essere considerato parte integrante della vita dopo la morte, in quanto quelli che vi si trovano sono ancora fisicamente vivi. Alcuni sono drogati o ubriachi, in coma, o persi nel delirio dei loro sogni e follie. La paura è spesso un compagno di bordo comune per quelli che senza scopo veleggiano in queste acque.
Marty, un uomo che aveva subito un ictus invalidante, è uno degli sbandati che ho trovato lì.
La paura aveva travolto la sua coscienza e gli impediva la morte - qualcosa che avrebbe potuto porre una fine misericordiosa alle sue terribili sofferenze fisiche. Dal momento in cui Marty andava a dormire e fino a quando si svegliava al mattino, le sue urla e grida di terrore tenevano svegli tutti i suoi familiari.
La sua paura aveva creato un demone alato (Banshee -vedi foto)) che sarebbe venuto a prenderlo per gettarlo nell'inferno, come punizione per i suoi peccati. Quella paura era diventata l'immagine reale di una  orribile, ripugnante creatura, perseguitandolo nel terrore senza fine nel paesaggio deserto dei suoi sogni. Ma non c'era alcun demone nel Focus22: era solo la paura di Marty, proiettata all'esterno che prendeva la forma di ciò che egli temeva.

La legge dell'Amore  e della paura

L'esistenza di Marty nel Focus 22 mi ha portato a scoprire un fatto importante riguardante la paura ed il potere dell'Amore  e voglio condividerlo con voi. Il mondo non-fisico è un luogo dove i pensieri possono diventare cose concrete. Le nostre convinzioni possono assumere forme che appaiono ed agiscono come se fossero reali, del tutto simili a quelle del mondo fisico.
Nella mia esperienza con Marty ed il suo demonio, ho imparato una delle leggi fondamentali della nostra esistenza. Non è equiparabile ad una legge imposta da un governo a cui siamo tutti tenuti ad obbedire, semmai è simile alla legge di gravità: è sempre lì, ed è sempre al lavoro. Amore  e paura non possono coesistere e sono certo che questa legge si applica a qualsiasi realtà in cui potremmo trovarci.
Ho incontrato Marty durante una sessione di esplorazione con Rebecca, su richiesta dalla figlia insonne di Marty. Eravamo in piedi sulla sabbia di un deserto di notte, guardando il demone di Marty che piombava su di lui. Lo abbiamo visto correre fino all'esaurimento delle forze e quindi tentare di nascondersi, solo per essere ritrovato e perseguitato di nuovo. Rebecca allora gli si avvicinò, chiedendogli di guardarla. Come giunse il demone, lei gli fece sentire il suo Amore  che estese verso il mostro. Con sua grande sorpresa, Marty vide la bestia orrenda evaporare e scomparire. Rebecca gli mostrò come fare, gli disse di ricordare di sentire e di proiettare il suo Amore  ad ogni apparizione dell'incarnazione della sua paura, sino a farla sparire. Quel demone a forma di drago (Banshee) era stato fabbricato dalla sua paura, e in presenza dell'energia dell'Amore non poteva esistere.
Amore  e paura non possono coesistere: ricordatevene durante un viaggio, quando ne avrete più bisogno.

Focus 23

Navigando ulteriormente verso l'esterno della coscienza umana, si trovano delle isolette in cui le persone decedute di recente si sono intrappolate da sole in strane realtà.
Questo è il Focus 23, e "appena defunto" è un termine relativo.
Alcuni che ho recuperato sono stati lì per settimane o mesi, altri per migliaia di anni. Esistono in un livello di coscienza che ha creato una realtà commisurata alle loro credenze, rimanendo così completamente isolati dagli altri che vivono nel restante mondo non-fisico. Alcuni sono mémori del mondo fisico con cui provano a restare collegati. Noi li chiamiamo "fantasmi".
Molto spesso queste persone [anime- NdR] non si rendono conto che sono morte e, credendo di essere ancora fisicamente vive, continuano a concentrare la loro coscienza verso la realtà del mondo fisico.
Ad esempio, Sylvia, credendo d'essere ancora viva, era perplessa per il fatto che il marito, che viveva ancora nel mondo fisico, sembrava completamente all'oscuro della sua presenza.
George, un uomo che aveva perso la sua lotta contro la malattia che lo stava uccidendo, aveva adottato uno stato d'animo in cui era sempre in attesa di morire. George era morto nel sonno e, ignaro di ciò, aveva continuato ad attendere la morte per un bel pò di tempo nel Focus 23.
Benjie, un bambino di quattro o cinque anni, era morto nei primi anni '50 e credeva che, mentre era a passeggio con i suoi genitori, si fosse perso. Era stato bloccato nel Focus 23 dalla morte, credendo che sarebbero venuti a cercarlo, ma i suoi genitori erano ancora vivi fisicamente e non sapevano come aiutarlo. Benjie rifiutò il mio tentativo di recuperarlo perché i suoi genitori gli avevano insegnato a non andare mai da nessuna parte con uno sconosciuto.
 
(Tempo fa chiedemmo a Bruce se avesse recuperato il povero bimbo smarrito e ci confermò che, dopo diversi tentativi, gli Helpers -camuffati da genitori- erano riusciti a liberarlo -NdR).
I Recuperi dal Focus 23 impongono che si ottenga l'attenzione della persona bloccata per portarla a bordo della 'nave' per fare compiere loro un breve viaggio fuori dalla realtà auto-generata in cui essi sono rimasti bloccati. A volte questo è facile, a volte è quasi impossibile.

Focus 25
Ancora più lontano dal nostro mondo fisico c'è il Focus 25, chiamato anche Territorio dei sistemi fideistici. Qui le persone sono tratte in un'esistenza nell'Aldilà a causa d'una rigida struttura fideistica che hanno costruito quando fisicamente in vita.
Ogni area del Focus 25 è come una lontana e sperduta isola abitata solo da coloro che hanno condiviso lo stesso tipo di convinzioni. Essi non hanno quasi nessun contatto con gli altri che vivono in altre parti del Nuovo Mondo. L'ambiente circostante appare loro reale come la Terra fisica lo è per noi, e si basa su qualunque credenza strutturata che tutti condividono. Fino a non molti anni fa, le colonie penali erano collocate proprio su isole remote allo scopo d'isolare i criminali dal resto del mondo.
Durante un'altra esplorazione con Rebecca, siamo andati alla ricerca di un certo Max e siamo sbarcati sull'isola riservato solo a gente come lui. Max era stato uno psichiatra con un lato oscuro nella sua vita più recente. Dopo la morte, fu attratto da uno degli inferni del Focus 25 - quello per i sadici emotivi.
(La storia completa è  su questa stessa pagina: CLIC)
Durante la sua vita fisica, Max aveva sondato le paure più buie e profonde, non importa se fossero state d'un suo paziente o di un amico: era sempre speranzoso di trovare qualcosa che avrebbe in seguito potuto utilizzare per infliggere dolore emotivo agli altri. Ad esempio, un Sindaco gay aveva paura che gli elettori potessero scoprire il suo segreto. Max conosceva un giornalista che odiava gli omosessuali perchè convinto che avrebbero condotto il paese alla dannazione e così Max fece in modo che i due si incontrassero per spiare le loro emozioni. Dapprima aveva fatto in modo che il Sindaco temesse l'incontro e poi una volta avvenuto, provò grande piacere nel guardare le conseguenze di un incontro apparentemente fortuito ma che, in realtà, era stato ben combinato dallo stesso Max.
Al momento della morte, il suo modo di vita lo aveva attirato verso un inferno-isola nel Focus 25.
Per lui questo luogo era reale, con case, alberi, automobili e strade, sì da formare una realtà indistinguibile dalla Terra. Ci trovò altre persone anche lì, ma solo coloro che avevano condiviso la sua stessa natura emotivamente sadica.  Durante il nostro fallito tentativo di recuperare Max, ho assistito a scene della sua vita. In una, era seduto al tavolo di un ristorante appartato e guardava con gioia come due uomini fossero venuti alle mani per qualcosa che lui stesso aveva organizzato.
 Nella scena successiva, qualcun'altro seduto allo stesso tavolo provava un immenso piacere nel vedere due uomini, Max era uno di loro, soffrire per un' altrettanto dolorosa esperienza emotiva.
Durante questa esplorazione ho scoperto come certe persone sono attratte da questi inferni del Focus 25, e come possono fuggire in un posto migliore.

Hollow Heavens (I Falsi Paradisi)
Ci sono altre remote isole solitarie nel Focus 25 chiamate Falsi Paradisi e, durante uno dei miei viaggi, ho incontrato un uomo che era scappato da uno di essi. Lui li chiamava "falsi" perché non erano dei veri paradisi, e mi ha descritto la sua esistenza lì. Era stato Ministro di culto in una piccola setta fondamentalista cristiana durante la sua più recente vita fisica, e quando morì entrò nel Cielo di cui aveva tanto predicato. Tutti i suoi bisogni, cibo, vestiario, alloggio e altro ancora, gli erano forniti senza la necessità di lavorare. C'era solo un problema: doveva continuare ad abbracciare e praticare la fede che aveva predicato durante la sua vita fisica. Se non l'avesse fatto, gli era stato detto dopo l'arrivo, sarebbe stato gettato nelle tenebre - in altre parole, mandato all'inferno per patire la pena eterna. Ciò gli andava bene e, dacché era stato un Ministro di culto durante la sua vita fisica gli furono assegnate una congregazione ed una chiesa dove avrebbe potuto continuare a predicare e curare il suo gregge. Tutto andò bene fino a quando una coppia di conviventi more uxorio della sua congregazione rifiutò di sposarsi. Secondo quel che aveva insegnato, un uomo ed una donna dovevano essere sposati per vivere insieme. Ma i due gli fecero notare un'incongruenza nelle sue convinzioni, dato che Gesù nei Vangeli dice che nessuno è preso o dato in matrimonio nel Regno dei Cieli.
Su tale base i due si rifiutavano di essere uniti in matrimonio nè però volevano separarsi.
Una Domenica mattina, di fronte alla sua congregazione, il ministro tentò di umiliarli con la minaccia di gettarli nell'inferno se avessero rifiutato di celebrare il matrimonio.
 La coppia, davanti a tutta la congregazione disse che, dovendo scegliere fra andare contro la parola di Gesù o rinunciare al loro Amore, preferivano essere mandati all'inferno, ma insieme. Senza più scelte, il ministro eseguì il rituale di espulsione e la coppia scomparve nel nulla.
Più tardi, turbato da quello che aveva fatto e riflettendo sull'incongruenza rilevata dalla coppia, il ministro pregò chiedendo aiuto. Gesù apparve a lui, e ciò che gli disse causò una spaccatura sempre più forte nelle convinzioni che tenevano il ministro bloccato nel suo paradiso vuoto.
Alla fine anche il ministro venne espulso dai suoi "superiori", ma rimase sorpreso scoprendo che l'inferno non era la sua destinazione finale.  Scappare da un paradiso-vuoto del Focus 25 implica il pieno riconoscimento delle incongruenze esistenti nelle convinzioni fideistiche dei suoi abitanti e di solito si traduce in un ingresso nel Focus 27.

Focus 27
Al di là delle isole del F25 si trova il primo vero continente dell' Aldilà: il Focus 27.
Qui, gli abitanti possono vivere liberamente con tutti gli altri e con la consapevolezza degli altri livelli più elevati. L'unica regola che ho trovato qui è che nessuno può imporre le proprie convinzioni sugli altri. In realtà non è una vera e propria regola, almeno secondo la descrizione fornitami da coloro che vi abitano. Il Focus 27 è un luogo dove i pensieri sono concreti e l'unica cosa che non si può avere è ciò che non si riesce ad immaginare. 
Ci sono luoghi nel Focus 27 abitati da Helpers,  esseri umani che hanno vissuto nell'Aldilà abbastanza a lungo per conoscere molto bene quel mondo e che hanno un forte desiderio di mettersi al servizio degli altri.  Per espandere la propria consapevolezza di ciò che è possibile fare nel Focus 27, ci sono posti dove imparare ad aprire la propria immaginazione oltre i suoi vecchi limiti. C'è un luogo che contiene tutto ciò che è stato pensato o conosciuto da qualsiasi essere umano. Questo Centro di educazione è aperto a tutti coloro che desiderano studiarvi e l'accesso a queste informazioni è limitato solo dall'entità del proprio desiderio di conoscenza e dalla personale disponibilità ad esplorare.
C'è un Centro di Accoglienza, una porta di ingresso nell'Aldilà, dove gli Helpers possono incontrare i neo defunti e li assistono nella programmazione della loro nuova esistenza.
Aree all'interno di questo Centro, come il Parco, sono create per fornire un ambiente familiare sì da attenuare lo shock che a volte accompagna la morte.
Il Parco racchiude le migliori caratteristiche dei più grandi giardini esistenti sulla Terra.
Distese di erba, prati senza erbacce, letti di fiori che sembrano emettere i loro colori di luce.
Ho visto enormi, maestosi alberi lungo candidi viali e grandi panchine decorate dove la gente può riposare dopo il Passaggio ed incontrarsi con gli altri abitanti del Focus.
Un centro di cure e ringiovanimento è una sorta di Ospedale  dove alcuni dei defunti si recano per riprendersi dagli effetti della loro morte o dalle convinzioni che interferiscono con la gioia di quel luogo. Ad esempio, nel reparto dei comatosi si possono trovare persone che credevano che la morte significava l'ingresso in un sonno eterno. Lì gli Helpers (Ausiliari) stanno loro accanto per aiutarli a riprendere conoscenza, ma anche se sono sempre gentili ed amabile, alcuni dei loro metodi non sarebbero visti di buon occhio dai medici Terrestri.
Nel Centro di Revisione, coloro che desiderano informazioni sulle vite precedenti sono assistiti nel processo del ricordo da parte degli Ausiliari, anche in preparazione di una futura reincarnazione nel mondo fisico, o per aiutarli a raggiungere una migliore comprensione di sé stessi, per altri motivi.
C'è un posto nel Focus 27 chiamato Centro di Pianificazione, dove la 'gestione del tempo' assume un significato del tutto nuovo.
C'è anche un Centro di Riabilitazione gestito da Ausiliari che si sono 'laureati' negli inferni del Focus 25. Questi aiutanti sono una razza speciale e posseggono le conoscenze acquisite durante la loro vita nell'inferno. Nel loro lavoro usano la conoscenza personale dei giochi perversi che gli abitanti di quei luoghi conducono e per liberarli, offrono loro una sorta d'uscita d'emergenza dall'inferno.
Gli Aiutanti della Casa di Dio sono spesso ex membri del clero; lavorano più di quanto facciano gli altri, soprattutto per liberare coloro che hanno iniziato a mettere in discussione le proprie convinzioni errate che li tengono bloccati in un Falso Paradiso.

La Terra degli Angeli
Il ministro di cui parlavo prima era un Assistente della Casa di Dio. E' stato grazie a lui che ho potuto visitare la Terra degli Angeli dove cominciai a scoprire uno scopo più grande della nostra vita fisica e della nostra esistenza nei vari Livelli di Coscienza.
Quello che gli era apparso in risposta alla sua preghiera, era in realtà un Helper della Casa di Dio e non Gesù, e si era recato nel suo Falso Paradiso per aiutarlo a fuggire. Più tardi, i due tornarono a lavorare lì con altre persone che stavano cominciando a mettere in discussione le proprie convinzioni errate, usando alcune acrobazie piuttosto elaborato per giocare sulle incongruenze degli abitanti .
Ci fu un tempo in cui l'Helper del ministro di culto stava lasciando la Casa di Dio.
Prima di partire, mi ha spiegato che la sua partenza era una specie di esame di laurea.
Alla mia domanda su dove avesse 'studiato' si offrì di accompagnarmi ad esplorare quel luogo.
In quel Livello deve essersi originato il nostro concetto di Angeli.
Nella Terra degli Angeli vivono quegli ex-esseri umani per cui ogni atto è solo Amore Puro ed Incondizionato.  Lì Essi esistono solo per inviare l'energia di questo Amore verso ogni situazione che possa trarne vantaggio. E' tutto quello che sono capaci di fare. La preghiera di una madre per il suo bambino malato trova risposta in questi Esseri. La preghiera a Dio per dar forza nel superare le avversità riceve in cambio il potere del loro Amore. Nell' esplorare ciò che una laurea ottenuta in questo luogo significa, ho cominciato a capire lo scopo finale di ogni essere umano.

SCOPO DELL'UMANITA'
In ogni realtà in cui ognuno di quegli ex-umani fosse vissuto,  stava costantemente, e di solito inconsapevolmente, imparando a sperimentare ed esprimere Amore  puro ed incondizionato, in misura sempre maggiore. Ogni volta che avevano agito per Amore, si sono trovati più vicini alla 'laurea' e quando non lo hanno fatto, se ne sono allontanati.
Durante la vita fisica, atti casuali di gentilezza e disponibilità ad aiutare gli altri avevano insegnato loro ad esprimere e provare al meglio l'Amore. Hanno imparato pure quando erano intrappolati in un Focus 23, sperimentando la premurosa assistenza degli altri che li hanno liberati.
Quando hanno lavorato presso il Centro di Accoglienza, per facilitare ad altri il Passaggio nel nuovo modo di vivere nell'Aldilà, anche allora stavano imparando. Quando sono rientrato negli inferni del Focus 25, posti in cui loro stessi avevano vissuto, stavano imparando. Ad ogni cambiamento di livello stavano imparando ad esprimere Amore  puro ed incondizionato.
Nella mia esplorazione della vita dopo la morte ed oltre, mi sono convinto che il percorso tracciato da questi 'laureati',da questi Angeli, è anche il nostro percorso ed il nostro destino, lo scopo finale dell'esistenza del genere umano e della Coscienza Universale.

Oltre l'orizzonte dell'esistenza umana

Sono arrivato a capire che il continente del Focus 27 è l'ultimo livello della coscienza umana, e che andare al di là di esso è possibile, ma una nave spaziale sembra più appropriata dei velieri come veicolo con cui avventurarcisi.  I Focuses 34 e 35,sono una regione dello spazio che va ben oltre l'orizzonte umano e sono descritti da Robert Monroe come "Il Raduno" nel suo secondo libro, Far Journeys.
Lì si trovano intelligenze non-umane provenienti da altre zone del nostro mondo fisico, da altri universi e dimensioni diverse e la comunicazione con loro è possibile. 
Così le mie scoperte mi hanno portato a credere che lo scopo dell'esistenza del genere umano è stato offerto come un dono per altri esseri, ovunque essi vivano. Ma questa è un'altra storia.....
 

Bruce Moen - Trad. WM 

SEMPLICI TECNICHE DI VISUALIZZAZIONE
(Ristampa del 06-04-12)

(DI GIULIA DE VIVO)

Ecco alcune idee spicciole su tecniche di visualizzazione. Le idee vengono da più fonti, fra cui:
Sanaya Roman
www.orindaben.com SNU (Spiritualists National Union);
Kevin Williams
www.near-death.com
 Carol Rios
www.spiritual-endeavors.org/abilities/livingNDE.htm
Bruce Moen
www.afterlife-knowledge.com
Robert Moss
www.mossdreams.com
Premetto che le tecniche qui proposte si riferiscono ad un tipo di visualizzazione messo in atto deliberatamente, possibilmente in uno stato di meditazione, o calma interiore, dopo aver fatto temporaneamente tacere gli stimoli esterni, e possibilmente quando siamo ben svegli e riposati, ovvero quando non c'è il rischio di addormentarsi.

E' molto facile, infatti, quando si interrompe deliberatamente il flusso dei propri pensieri con tecniche meditative, che in condizioni di stanchezza ci si addormenti, oppure che si inneschino quelle immagini spontanee che si hanno nella fase ipnagogica, cioè nella fase dell'addormentamento. Sebbene in questa fase sia ben possibile ricevere contatti da identità diverse dalla nostra, le immagini che partono nella fase ipnagogica (specie se siamo molto stanchi) sono spesso un qualcosa di disordinato che emerge dal nostro subconscio.

Robert Moss insegna a mettere le briglia alle immagini ipnagogiche per farsi condurre in un sogno lucido, o in una OBE, ma è necessarrio allenarsi quando non si è troppo stanchi o preoccupati.

Questi esercizi invece vengono proposti per la mente sveglia e riposata.

Una delle cose più importanti che ho appreso negli anni circa la modalità in cui si verificano i contatti cosiddetti medianici è che l’IMMAGINAZIONE è lo strumento più pratico fra quelli a nostra disposizione che i nostri cari hanno a portata di mano nell’Aldilà per comunicare con noi.

L’immaginazione è una cosa con cui abbiamo familiarità, perché la usiamo tutti i giorni, ed ha l’effetto di aprire la nostra mente alla percezione di dimensioni non fisiche, consentendo anche un‘effettiva comunicazione con i trapassati.

Altro ingrediente importante è una sorta di fiduciosa calma che (se necessario, tramite la pratica della meditazione) ci permette di scollegarci temporaneamente dagli stimoli del mondo materiale e di sintonizzarci sull’oggetto del nostro desiderio.

Per la visualizzazione, ovvero per l’uso del senso non-fisico della vista, Moen suggerisce un esercizio preliminare che ha lo scopo di definire il tipo di visualizzazione cui nella nostra unicità abbiamo accesso: non tutti visualizzano le immagini allo stesso modo. L’esercizio preliminare consiste nel visualizzare mentalmente un oggetto qualsiasi

"un’immagine del numero 12, una banana, qualsiasi cosa. Una volta che vedo quell’immagine, che sia a tre dimensioni, olografica, tutta a colori, oppure fugace, indistinta, appena appena percepibile, o in bianco e nero, ne deduco che il mio senso non-fisico della vista sia sufficientemente stimolato per essere usato, e parto da lì”. (Bruce Moen)


Naturalmente la percezione non-fisica può coinvolgere anche l’udito (dalla chiaroveggenza o vista non fisica, si passa quindi alla chiarudienza), oppure una sensazione interiore più generalizzata (la clarosensanzione).

A quanto ho potuto constatare, è sufficiente stimolare uno dei sensi non fisici, per attivare anche gli altri, anche se tra i medium professionisti può predominare un canale piuttosto che un altro.

Se l’esercizio di visualizzazione riguarderà una persona cara, saranno coinvolte emozioni molto forti. Queste emozioni sono un alleato importante. Laddove infatti le emozioni che insorgono a seguito della perdita di un proprio caro possono essere come un tumultuoso uragano che sradica ogni certezza circa l'esistenza di un qualsiasi Aldilà, se con pazienza e perseveranza riusciamo ad approdare ad uno stato d'animo di fiducia e di calma (e possono volerci mesi o anni, questo è più che naturale), le emozioni evocate dal ricordo di momenti trascorsi insieme diventano preziose per permetterci di sintonizzarci sul nuovo canale che riguarda la percezione del Mondo dello Spirito.

In primo luogo è utile tener presente che non esiste una reale separazione a livello sensoriale fra noi e loro. Siamo entrambi Spirito, anche se noi siamo uno spirito incarnato che, da sveglio, abita un tempo ed uno spazio particolare, mentre i nostri cari sono spirito disincarnato, liberi dai nostri parametri di spazio e tempo. Per il resto, i nostri cari ci sono ancora più vicini di prima, liberi da malattie, bisogni materiali, preoccupazioni quotidiane e preconcetti di qualsiasi natura: solo desiderosi di esserci vicini e di rassicurarci del fatto che stanno bene. Pertanto, rievocare le sensazioni che provavamo quando eravamo fisicamente ancora insieme è un utile strumento per cominciare.

Moen suggerisce di far finta di conversare con la persona che desideriamo contattare, far finta di vederla, far finta di domandare qualcosa e far finta di ricevere una risposta.

Se le immagini/sensazioni risultano fugaci e indistinte, Moen suggerisce LA TECNICA DELL'AUTOSTRADA, che mi piacerebbe oggi ribattezzare
 LA TECNICA DELLA SALERNO-REGGIO CALABRIA.
 

“Immaginate di guidare lungo l’autostrada a 100 km all’ora, e di vedere un segnale sulla destra, che magari dice "Uscita A3 a 5 km". Vedete l’indicazione solo per qualche secondo, perché andate veloce, ma vi fornisce un’informazione su qualcosa che sta per arrivare. Certo non fermereste la macchina per tornare in retromarcia a cercare quel cartello per visionarlo meglio, vero? No, continuereste a guidare sapendo che fra un po’ ci sarà l’uscita per l’A3.

Lo stesso accade con queste immagini fugaci ed indistinte: sono come cartelli stradali che vi forniscono informazioni su dove si dirige la strada che state percorrendo a gran velocità.

Per continuare con la metafora dell’autostrada:

Una volta visto il cartello
"Uscita A3 a 5 km", potreste focalizzare l’attenzione su quel cartello, limitandovi a ricordare quello che diceva senza tentare di rivederlo. Così facendo, potreste percepire un’altra immagine fugace, un altro cartello stradale che dice "Bar da Luigi a 4 km". Ripensare di nuovo a quello che avete appena visto (senza cercare di tornare indietro a rivederlo, ma solo ricordando questa nuova immagine), vi condurrà probabilmente ad un’altra immagine ancora. Continuando con questo sistema, scoprirete che, insieme ad ogni segnale, riceverete pensieri, idee, sensazioni, emozioni ecc. Se a questo punto vi sarà ancora necessario fare attivamente finta, potreste inventare una storia che raccolga tutte le informazioni provenienti dai vari segnali in modo da costruire un insieme coerente. Per esempio, la storia potrebbe essere: l’uscita per l’A3 Salerno-Reggio Calabria si trova a 5 km da me, e probabilmente vicino all’uscita c’è il Bar da Luigi. Così facendo, vi si riveleranno altri elementi della storia, come immagini, pensieri, sensazioni, ecc. Ad un certo punto la storia comincerà a prendere vita in modo indipendente dal vostro pensare e, anche se l’informazione che vi arriva è del tutto inattesa, state al gioco.

Magari vi sembrerà che vi stiate inventando tutto, ma continuate a seguire le vicende che vi si presentano, e continuate a porre domande riguardo alle persone o cose che percepite. Se seguite questo sistema, verrà il momento che, come molti molti altri che l’hanno seguito, riceverete delle prove a testimonianza del fatto che almeno parte di quello che state sperimentando è assolutamente reale.

Quando ciò accade, siete a buon punto nel processo di rimozione di eventuali convinzioni che prima potevano bloccarvi e questo vi porterà a nuove percezioni e a ricevere ulteriori prove.” (Bruce Moen - Traduzione libera)


Le due cose più importanti che ho appreso da Bruce sono:

1) Non tutti visualizzano le immagini allo stesso modo. E' utile scoprire in che modo visualizziamo le immagini prima di cominciare.
2) Se le immagini (e aggiungerei anche voci o sensazioni) sono fugaci ed indistinte, non mi soffermo su di esse per cercare di vederle meglio, ma vado avanti con fiduciosa calma e me ne aspetto delle altre.

A seguito delle osservazioni di persone che hanno difficoltà a registrare percezioni di tipo VISIVO, vorrei precisare che questa tipologia di percezione é solo una di quattro tipi diversi. A seconda della nostra personalità o inclinazioni personali, possiamo registrare percezioni di tipo:

- VISIVO (immagini, colori, ecc.)
- UDITIVO (parole, frasi, nomi, musica, ecc.)
- EMOZIONALE (tristezza, gioia, ecc.)
- COGNITIVO (informazioni, insegnamenti,conosenze ricevuti a livello intuitivo)

In genere conviene tenere presente quali siano i nostri due canali dominanti. Un semplice esercizio per scoprirlo é rispondere alla domanda:

Ritornando da una vacanza, cosa mi viene più spontaneo raccontare:
- cose che ho visto
- cose che ho udito
- sensazioni che ho avuto
- cose che ho appreso?

http://piddia.forumcommunity.net/?t=34669648 del 15-01-2010

UNA DETTAGLIATA DESCRIZIONE DELL'Aldilà SECONDO BRUCE MOEN
(22-08-12)

Una volta che la nostra transizione da questo mondo a quello Superiore è completata, si può scegliere di andare nei vari livelli, appena pronti. Quando moriamo ci è data la possibilità di scelta fra rimanere su questa terra fin quando i nostri corpi sono sepolti, o di passare al livello adatto alla  crescita spirituale raggiunta da incarnati. Se i nostri legami con la terra non vengono recisi, si rischia di diventare uno "spirito inquieto" e ci sarebbe permesso di tornare qui. Nell'Aldilà, invece, troveremo molti livelli ed andremo a vivere sempre su quello in cui ci sentiamo più a nostro agio. Visto che i nostri pensieri non saranno più privati, ma palesi a tutti, anime con la stessa mentalità saranno attratte l'una dall'altra, perché sarebbe troppo rischioso vivere con persone con cui non andremmo d'accordo, essendo le nostre menti praticamente trasparenti. La comunicazione nel mondo degli spiriti avviene infatti attraverso il pensiero: è diretta, da mente a mente, sicchè i nostri pensieri e sentimenti non possono essere nascosti agli altri. Questa realtà può essere un paradiso per alcuni, ma un inferno per  altri, a seconda dei loro pensieri e dei loro sentimenti.
Nell'Aldilà, le persone con pensieri molto negativi abitano in un piano di vibrazione più bassa, dove il loro modo di pensare può essere accettato, perchè se fossero entrati nei regni superiori, la "Vibrazione" di Dio li avrebbe annientati.
Questa "
Vibrazione" è spesso definita come "lo Spirito Santo".
Dopo la morte, le anime gravitano in gruppi omogenei in base al loro livello individuale di vibrazioni solo se la percentuale di discordanza è minima, perchè la residua negatività può essere eliminata da Dio, sicchè quanto resta di buono può continuare a vivere lì. Tuttavia, se vi è troppa negatività all'interno delle vibrazioni di un'anima, questa purificazione non può avvenire, perciò l'anima deve necessariamente gravitare ad un livello più basso e vivere con le persone del suo stesso genere. Nell'Aldilà, ogni persona vive in una specie di paradiso o inferno che ha preparato per se stesso mentre era ancora sulla terra, visto che nessuno ci manda da nessuna parte: sono le vibrazioni alte o basse della nostra anima che stabiliscono dove vivremo.
Ognuno va nel luogo a lui/lei più adatto e nessuno vien fatto sentire a disagio per essere costretto a fare o accettare cose per le quali non è preparato; tutto è determinato dal livello di sviluppo spirituale che abbiamo raggiunto mentre eravamo sulla terra.
Quando moriamo, la nostra capacità di accettare la verità e di vivere secondo questo principio governa il nostro progresso spirituale che determina il grado di luce che possediamo.
Nessuno ci forza ad accettare la Luce e la Verità e nessuno ce le porta via, a meno che non si abbandonino volontariamente.
Tutti si auto-governano e si auto-giudicano nel regno spirituale e tutti possiedono il libero arbitrio. Nell'Aldilà, ognuno è libero di vivere in dimensioni diverse e nulla è limitato, essendo tutto governato dalla mente cosciente così le convinzioni più radicate sono palesemente visibili. Non tutti fanno le stesse esperienze perché ognuno ne crea una sua personale. Colà le energie sottili aprono lentamente le menti più chiuse perchè accettino una maggiore capacità d'intendere.
Ogni anima brilla della luce dell'Amore con gradi diversi, e così la luce delle anime che amano poco é scarsa, dato che l'Amore (Puro ed Incondizionato) può essere paragonato alla ricchezza sulla terra.
Nulla vale di più dell'Amore nella vita ultraterrena: più si dà Amore, più si è grandi.
Sulla terra abbiamo una natura interiore (il nostro inconscio) e una natura esteriore (la nostra personalità). Al momento della morte, il nostro uomo esteriore muore e la nostra natura interiore diventa la nostra nuova natura esteriore nella vita ultraterrena. Il nostro Sé Superiore (il nostro superconscio) continua ad essere uno con Dio, tuttavia, questo livello di coscienza deve essere "risvegliato", mentre si è ancora sulla terra.
Nell'Aldilà nessuno è mai perduto o abbandonato,
tutti sono di pari importanza per Dio e nessuno di noi può cessare di esistere.  La nostra esperienza terrena determina il nostro destino celeste, ma nessuno resta bloccato per sempre nello stesso posto, dato che ognuno può progredire a livelli sempre più alti di esistenza. Le nostre idee terrene cambiano poco nella vita ultraterrena e se una persona ha la convinzione che dormirà fino alla risurrezione del corpo, può farlo anche per un tempo molto lungo.
 Se invece si possiede una mente aperta, saremo liberi di adattarci al nuovo ambiente ed al nostro posto senza particolari difficoltà.
Questo è il motivo per cui le fedi molto restrittive limitano molto l'apertura mentale.
Il tempo passa lì come qui, cioè, un evento segue un altro, ma guardandolo in altro modo, il tempo non passa affatto, perché non ci sono grossi cambiamenti a rendere evidente lo scorrere del tempo che, nella vita ultraterrena, si ferma perché siste solo un eterno presente. Il passato e il futuro sono di uguale lunghezza,
perché non essendoci mai stato un inizio, non può esserci nemmeno una fine.
Nella corsa al successo terreno gli eventi si susseguono così rapidamente che ci danno l'illusione che il tempo voli mentre, per esempio, in carcere i nostri giorni essendo tutti uguali,si estenderebbero in un'eternità apparente.
Come si fa carriera nella vita dopo la morte?
Non è possibile, non c'è posto in Cielo per il malcontento o l'ambizione personale.

Alcune anime non sono in grado di cambiare affatto dopo il loro arrivo nella vita ultraterrena, perchè è sulla terra che possiamo cambiare  abbastanza facilmente il nostro modo di agire e pensare, invece
dovremmo usare questa vita per fare di noi il tipo di persona che vogliamo essere nell'Aldilà. 
Colà non smetteremo di imparare per progredire nella conoscenza, poichè la morte è solo la porta sul livello successivo di crescita e di evoluzione dell'anima.
La morte del corpo è Colà considerata come una laurea che conseguono effettivamente
solo coloro che credono di poter raggiungere ulteriori progressi dopo la morte fisica,  pertanto
esistono diverse "Biblioteche" dove basta pensare ad un argomento per ritrovarsi in possesso di tutte le conoscenze ad esso correlate, inoltre si può creare qualsiasi cosa coi propri poteri mentali. Una volta adattati al nuovo ambiente e capito come lavorare con la nostra mente, sapremo automaticamente che cosa ci è più necessario, non appena in noi nascesse un qualsiasi bisogno.
Per valutare la condizione spirituale di una persona nell'Aldilà si guarda alle loro aure:
quanto più luminoso e brillante è il colore, tanto più quello Spirito è evoluto.
L'aura è anche utile per determinare quanto bisogna lavorare sul proprio sviluppo spirituale. Con gli occhi dello spirito si possono vedere più dimensioni che con quelli del corpo ed abbiamo una visione a 360 gradi: è come avere occhi tutto intorno alla nostra testa e vedere tutto da ogni angolo, quasi come in un quadro cubista di Picasso.
Nell'Aldilà, la nostra Anima è la nostra coscienza, mentre il nostro Spirito è un corpo radioso e trasparente,
sicchè vediamo gli altri per come vedono sè stessi, sebbene alcuni potrebbero apparirci diversamente perché capiscono che abbiamo bisogno che si mostrino con sembianze a noi più familiari.
Si comunica silenziosamente, anche se il suono della voce talvolta viene usato perché è piacevole, mentre per spostarsi da un punto ad un altro basta solo pensarci.
Nell'Aldilà, possiamo ricordare e sentire tutti momenti e gli eventi della nostra vita come se stessero accadendo proprio ora ed anche osservare ciò che accade sulla terra ogni volta che scegliamo di farlo.

Il grande Amore che si prova nella Vita Ultraterrena è paragonabile all'Amore
di tutte le madri dell'universo infuso in noi per l'Eternità.

I nostri Cari Defunti si manifesteranno a noi con l'aspetto fisico che avevano durante la loro vita, ma
nel pieno della loro giovinezza e salute, indossando gli abiti che amavano o che trovano più comodi da portare. Una "stazione ricevente spirituale" accoglie le persone che dopo la morte arrivano lì in una sorta di sonno ipnotico a causa dell'errata convinzione che hanno di dover dormire fino a che Gesù viene a svegliarli, ma saranno sempre aiutati da numerosi volontari per uscirne fuori.
Vi è una dimensione invisibile fra Cielo e Terra dove gli animali e gli spiriti umani vengono preparati per un'ulteriore evoluzione sulla terra.
Dal momento che non è necessario per la riproduzione, i
l sesso gioca un ruolo diverso nell'Aldilà.
Senza più corpi fisici che agiscono da interfaccia, i due sessi possono essere incommensurabilmente più vicini l' uno all'altro, e godere di più intimità; privi di inibizioni,
le coppie possono ricevere ed esprimere il loro amore in modo molto più libero e completo.
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Questo articolo è una "guida rapida", per maggiori dettagli visitate la sezione
COM'é FATTO L'Aldilà?

(BRUCE MOEN - TRAD. WEBMASTER)

la Verità é influenzata dalla fede? (08-03-13)
 ARTICOLO DI BRUCE MOEN

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Nel corso della storia, gli esseri umani hanno sempre cercato di conoscere la verità sull'esistenza dopo la morte chiedendosi se cesseremo completamente di esistere o se continueremo a farlo all'interno di un qualche sistema basato su premi e punizioni per le azioni da noi compiute durante la vita fisica.
Come è possibile che la ricerca a questa risposta formulata da millenni, fino ad oggi non ci ha portato alla verità?  Da esseri umani siamo portati a credere che la risposta alle domande circa la nostra esistenza dopo la morte sarà o un sì o un no, che una di queste risposte sia la Verità.

Forse il grande mistero che circonda la vita dopo la morte ha qualcosa a che fare con la nostra mancanza di comprensione della natura fondamentale della Verità. Molti credono che le risposte a tali domande verranno dai nostri leaders spirituali e dalle religioni, eppure, nonostante tutti coloro che si sono avvicendati nel corso della storia a capo delle tante fedi e quelli che sono con noi oggi, non esiste consenso tra loro sulla Verità.  Al contrario, troviamo che la verità dipende da quale capo o religione si ascolti: Cristiani, Musulmani, Ebrei, Indù, Shintoisti, Buddisti, Atei -solo per citarne alcuni- hanno molte e diverse versioni della verità sull'esistenza dell' Aldilà e così, in mancanza di un accordo tra di loro, la ricerca della Verità dipende da una nostra scelta personale.
Cosa crediamo sulla vita dopo la morte è con tutta probabilità una questione di religione appresa nella famiglia in cui siamo nati, o una scelta personale spesso innescata dall'insoddisfazione che ci causa la versione che quella data religione fornisce della verità.

Come Ingegnere mi baso sulla Scienza e sul metodo scientifico, i migliori strumenti per cercare la verità. Uno scienziato competente dovrebbe essere in grado di progettare ed eseguire adeguatamente un esperimento per poi raccogliere e analizzare i dati, per poi arrivare ad una conclusione significativa che, eliminando tutte le altre conclusioni possibili,deve fornirci una risposta definitiva.
Altri scienziati dovrebbero quindi essere in grado di eseguire autonomamente un esperimento identico, in condizioni identiche, e l'analisi dei loro dati dovrebbe portare ad un'unica, identica conclusione.
Quando un numero sufficiente di esperimenti eseguiti da molti altri scienziati forniscono gli stessi risultati, la scienza accetta questa conclusione come la Verità.
C'è stato un tempo in cui ho creduto che il metodo scientifico fosse lo strumento migliore per trovare la Verità su qualsiasi domanda, ma questo avveniva prima che facessi attenzione alle implicazioni di un esperimento condotto da due scienziati che cercavano una risposta ad una semplice domanda:
se si guarda intensamente una persona che non sa che la si sta fissando,
é possibile che, in qualche modo, si renda conto di essere osservata?

Sembra una domanda semplice e che il metodo scientifico debba essere in  grado di fornire una risposta univoca:
o sì, o no.  E' stato chiamato "Esperimento sugli Effetti causati da uno sperimentatore sulla fissazione dello sguardo a distanza" ed i risultati ci danno una comprensione del tutto nuova di ciò che la Verità è in realtà. [The Journal of Parapsicology (V61, N3 settembre, 1997: Pagina 197-208].
Nel contesto della realtà fisica possiamo progettare esperimenti che misurano varie proprietà fisiche, quali massa, velocità, carica, ubicazione, volume, e simili e la replica di queste misure da parte di chiunque dovrebbe portare alla stessa conclusione. Per esempio, se ci poniamo la domanda, il Sole gira intorno alla Terra? mediante misure e osservazione delle proprietà fisiche del mondo ci aspettiamo di trovare una sola risposta alla domanda, sì o no. Quando un numero sufficiente di esperimenti sono stati eseguiti e tutti portano alla stessa conclusione, noi accettiamo questa risposta come la verità, e credo che una Verità a cui si è arrivati in questo modo
è oggettiva, immutabile e universalmente applicabile.
Ma nell'esperimento parapicologico di cui sopra è difficile sapere quali sono le proprietà del mondo fisico da misurare per ottenere una risposta valida... Dopo tutto, non sembra esserci alcuna spiegazione fisica di come una persona può sapere che la stanno guardando da lontano. Fortunatamente i due scienziati che gestivano l'esperimento, la Dr.ssa Marilyn Schlitz (
Parapsicologa) ed il Dr. Richard Wiseman (Scettico) stavano solo cercando di rispondere alla domanda, "se è possibile" e non "come sia possibile".  Marilyn Schlitz  è direttore della ricerca presso l'Istituto di Scienze Noetica e Senior Scientist presso l'Istituto di Medicina Complementare presso il California Pacific Medical Center. Il professor Richard Wiseman è titolare della cattedra di Public Understanding di Psicologia presso l'Università di Hertfordshire in Inghilterra.
Ha pubblicato oltre 40 articoli su riviste accademiche, e si è guadagnata una reputazione internazionale per la ricerca in aree particolari della Psicologia, tra cui l'inganno, la fortuna ed il paranormale. L'esperimento è iniziato come un tentativo della Schlitz di replicare i risultati di un esperimento precedente gestito da un altro ricercatore, nel 1930. Lo scopo era quello di determinare se era vero che una persona che viene surrettiziamente fissata da un'altra  é in grado di accorgersene. L'esperimento del 1930
aveva risolto tale questione in senso affermativo e quello della Schlitz ha confermato tale risultato,
mostrando una correlazione statistica tra l'atto del guardare e l'esser guardato.

Dopo aver letto dell'esperimento della Dr.ssa Schlitz, il Dr. Wiseman ha tentato di eseguirne uno identico onde replicare i suoi risultati. Ma... i risultati del Dr. Wiseman
indicarono chiaramente che tale correlazione statistica non esisteva e, sebbene avesse utilizzato lo stesso protocollo, egli è arrivato alla conclusione esattamente opposta. 
A questo punto è successo qualcosa di interessante.
La Drs. Schlitz e Wiseman accettarono di eseguire separatamente lo stesso esperimento, sempre nelle stesse condizioni e nello stesso luogo, nel tentativo di determinare la verità e fecero di tutto per eliminare ogni possibile fonte di differenze tra i loro risultati. Nel loro esperimento i soggetti erano stati scelti a caso dallo stesso pool di persone per eliminare le potenziali differenze nelle popolazioni oggetto di prova. Uno di questi soggetti era seduto in una stanza, davanti ad una videocamera, leggendo un libro per avere un certo livello di distrazione. Questo test era monitorato da sensori elettronici in grado di rilevare variazioni di conduttanza elettrica della pelle. Un altro soggetto era seduto in un'altra stanza, in un edificio diverso, lontano dall'altro, eliminando ogni possibile contatto fisico o collusione tra di loro. Un monitor televisivo, posto nella camera del secondo volontario poteva essere acceso per visualizzare l'immagine della videocamera che visualizzava il primo.
La Drs. Schlitz e Wiseman avrebbero usato esattamente lo stesso computer e lo stesso software per selezionare in modo casuale i tempi e le condizioni di trentadue sessioni di test con ogni coppia di volontari. Durante sedici di queste sessioni scelte a caso il secondo soggetto era stato istruito a fissare l'immagine del primo volontario sul monitor, mentre nelle  altre sedici selezionate a caso,invece, il secondo volontario era stato invitato a non fissare l'immagine sul video. Sia la Dr. Schlitz che il Dr. Wiseman erano seduti in una terza stanza, lontano da entrambi i soggetti di prova, in modo da eliminare ogni possibilità di contatto fisico o di collusione tra loro ed i volontari.
I ricercatori hanno eseguito esattamente lo stesso numero di esperimenti sempre nello stesso modo con coppie sufficienti di soggetti, affinchè i risultati fossero statisticamente validi.
L'analisi dei dati sperimentali ha chiaramente dimostrato una correlazione statisticamente verificata tra l'atto del fissare il soggetto e le variazioni di conduttanza elettrica della pelle del soggetto osservato. Secondo tali dati, l'atto di fissare una persona a distanza può essere rilevato misurando una proprietà fisica,cioè la conduttanza elettrica della pelle.
Per la Dr. Schlitz,quindi,esiste comunicazione fra i due soggetti.

Per il Dr. Wiseman, inveca, la comunicazione fra i due soggetti NON esiste, perchè l'analisi dei suoi dati  gli aveva chiaramente dimostrato che non vi era alcuna correlazione statisticamente verificabile tra il guardare a distanza una persona ed il rilevamento di questa azione.
Ovviamente con la rigida aderenza al metodo scientifico i dati di questi esperimenti dovrebbero supportare una conclusione o l'altra, mai entrambe. Schlitz e Wiseman hanno perciò affinato il loro disegno sperimentale per eliminare eventuali altre differenze tali da compromettere l'esperimento e ripeterlo più di una volta nel tentativo di avere risultati tali da giungere ad una sola conclusione.
Non ci sono mai riusciti ed alla fine i ricercatori hanno trovato solo una differenza che avrebbe potuto fornire un'indizio, nel tentativo di spiegare questo risultato impossibile: lo sperimentatore.
Il loro esperimento è diventato noto per essere una dimostrazione pratica dell'effetto della presenza dello sperimentatore al momento dell'esperimento, dimostra cioè che un sottile meccanismo, non ancora capito, può effettivamente alterare le proprietà del mondo fisico, sia pure rigorosamente misurate sì che i dati risultanti
si conformino alle convinzioni dello sperimentatore.
Un'implicazione diretta di questi risultati è che gli scienziati che tentano di esplorare un fenomeno per il quale non ci sono spiegazioni avranno una risposta che si adatta perfettamente a quanto credono (o non credono) che sia la Verità, proprio come nel caso della ricerca della verità sull'esistenza dell'Aldilà. In mancanza di un consenso tra gli scienziati, la ricerca della verità diventa un processo di scelta tra le varie tesi religiose. Se né la religione né la scienza ci possono fornire la verità sull'Aldilà, come possiamo trovarla? Attraverso i miei libri ed i miei workshop insegno un semplice sistema di concetti, tecniche ed esercizi che chiunque può utilizzare per esplorare al di là della realtà fisica solo con la sua diretta esperienza, basta solo capire che le vostre convinzioni influiscono direttamente sulle vostre percezioni ed esperienze. Molti lo hanno già fatto e stanno arrivando alle loro personali conclusioni sulla base dell'esperienza personale. Fin dai primi anni di esplorazione e di insegnamento mi sono fatto l'opinione che il solo, più importante fattore chiave che determinerà il successo o il fallimento nella ricerca della vostra verità sull'Aldilà, è capire e affrontare gli effetti delle vostre convinzioni sulle vostre percezioni.

L'articolo è stato scritto da Bruce Moen per una rivista in lingua polacca

 I GRANDI DELLA PARAPSICOLOGIA:
Bruce Moen (16-04-15)
 Bruce Moen é una persona dolce, che mostra la sicurezza che viene da un grande equilibrio interiore, é pacato e profondamente convinto che la sua esperienza sia di grande importanza per ogni essere umano. Vive e lavora in Colorado, a Denver, dove svolge l'attività  primaria di consulente ingegnere ma certo é diventato famoso per ben altre ragioni che non il suo lavoro. Fin da piccolo Bruce ha sempre avuto una grande curiosità  verso la metafisica e soprattutto verso il mistero dell'Aldilà  e questo lo ha condotto, dopo molte ricerche ed una lunga esperienza personale presso l'istituto fondato da Robert Monroe, a mettere a punto un metodo vero e proprio per 'esplorare l'Aldilà ', un metodo, egli sostiene, alla portata di tutti, visto che esso non richiede qualità  o abilità  particolari, non bisogna imparare ad avere esperienze fuori dal corpo e nemmeno bisogna aver vissuto un'esperienza di premorte.
Tutti gli incontri avuti nelle sue 'avventure' nell'Aldilà  hanno man mano formato il materiale per ben 5 libri che, in America, sono stati dei veri e propri best-sellers: Voyages into the Unknown (Viaggi nell'ignoto), Voyages beyond Doubt (Viaggi oltre il dubbio), Voyages into the Afterlife (Viaggio nell'Aldilà ), Voyages to Curiosity's Father (Viaggi verso il padre della curiosità ) e l'ultimo, Afterlife Knowledge (La conoscenza dell'Aldilà ), un manuale molto esauriente sul metodo per imparare ad esplorare l'altra dimensione.
Fin dal 1999 Moen tiene continuamente corsi per insegnare il suo metodo a partecipanti che giungono da tutto il mondo ed il suo sito www.afterlife-knowledge.com  é una vera e propria miniera di informazioni e contiene un forum dove i lettori possono condividere le proprie esperienze nell'Aldilà  con gli altri.
Bruce Moen esordisce chiarendo subito che chiunque può imparare a visitare l'Aldilà , che non occorrono doni particolari, basta essere convinti di poterlo fare e, soprattutto, usare la propria immaginazione utilizzando delle tecniche particolari. Ma la missione di Bruce non si limita ad una visita pura e semplice nell'Aldilà : nel corso del tempo egli si é reso conto che alcuni spiriti, dopo la morte, rimangono bloccati sul piano immediatamente vicino alla Terra e non riescono a 'passare oltre' e questi poveri spiriti, talvolta terrorizzati , hanno bisogno di aiuto per riconquistare il proprio libero arbitrio di scegliersi il proprio destino e così Bruce, aiutato da molti assistenti che egli chiama helpers (aiutanti), porta loro conforto e li aiuta a muoversi verso il loro posto nell'Aldilà .
Bruce ha impiegato molti anni a perfezionare le capacità  necessarie, ma oggi egli spera che, grazie al suo aiuto, altri potranno imparare più velocemente a viaggiare nell'Aldilà . '
La cosa più importante che ho scoperto' dice Bruce, 'é che gli esseri umani che hanno curiosità  possono imparare ad esplorare l'Aldilà  e trovare la verità  da soli'.
Nel messaggio che accompagna il suo ultimo libro Moen dice:
 '
Le mie stesse esplorazion mi hanno provato, oltre ogni dubbio, che noi esistiamo prima della nostra nascita e dopo la morte. Da quando ho capito che grazie a questo tipo di conoscenza la mia vita é completamente cambiata, il mio desiderio é stato quello di condividerla con quante più persone é possibile … Non devi più prendere le testimonianze degli altri come la verità  sull'Aldilà . Tu stesso puoi imparare ad usare il mio metodo per trovare da solo la verità  attraverso te stesso, per esperienza diretta'.  Comunque, per chiarezza, voglio spiegare cos'é l'Aldilà  per Bruce Moen. Egli dice che l'Aldilà  é un'area della coscienza umana dove tutti entreremo dopo la morte fisica, ed é anche l'area dove noi accediamo quando siamo inconsapevoli, durante il sonno. Ci sono aree specifiche del mondo non fisico che sono abitate da esseri umani che non sono più vivi fisicamente e proprio queste aree sono conosciute come 'Aldilà '. Ma per riuscire a comprendere meglio  le rivoluzionarie e sconvolgenti affermazioni di Bruce, voglio qui riportare le sue risposte ad alcune domande frequenti che sono riportate sul suo sito: credo che attraverso la voce diretta di Bruce Moen sia più semplice capire come egli sia arrivato a mettere a punto il suo metodo e come egli possa avere la certezza che la meta delle sue esplorazioni sia proprio l'Aldilà.

- Come hai imparato ad esplorare l'Aldilà ?
Fin da piccolo sono stato curioso circa il luogo dove sarei andato dopo la morte. Ho imparato ad esplorare seguendo la mia curiosità . Essa mi ha portato a frequentare il programma Lifeline presso l'Istituto Monroe a Faber, in Virginia. Quelli fra voi che hanno letto il libro di Robert Monroe, L'ultimo viaggio, sanno che in esso si parla della nascita del programma Lifeline. Per ragioni personali
Monroe usò la sua abilità  di viaggiare fuori dal corpo per trovare i posti dove la gente andava dopo la morte. Quando fu convinto di averli trovati, sviluppò una serie di schemi sonori chiamati Hemi-Sync che aiutavano a spostare il punto di attenzione verso quei livelli di coscienza. Nel linguaggio dell'istituto Monroe questi si trovano dal focus 22 al focus 27. Centinaia di persone hanno frequentato il programma Lifeline ed hanno imparato ad esplorare l'Aldilà  come anche io faccio. Dopo aver frequentato Lifeline per una seconda volta, il mio metodo di insegnamento cambiò. Apparve un tutor che volontariamente volle insegnarmi.
Lui é l'essere umano verso il quale io avrà sempre una costante gratitudine. Il mio insegnante ed io iniziammo ad esplorare in coppia.
Noi incontravamo entità  non fisiche e facevamo i nostri salvataggi di anime bloccate ed altre attività . Dopo, quando ritornavamo sul piano fisico, noi registravamo le nostre esperienze sul nostro diario e dopo comparavamo le note il giorno seguente.
 I nostri appunti descrivevano sempre esattamente la stessa esperienza. L'esplorazione in coppia é una tecnica molto potente, che aiuta a costruire una certa confidenza. In quel tempo le mie esplorazioni iniziarono ad espandersi oltre i salvataggi occasionali. Il mio corso di studio prese un'altra direzione dopo la morte di Robert Monroe. Non molto tempo dopo egli e sua moglie Nancy mi contattarono durante uno dei miei viaggi non fisici e mi offrirono assistenza per aumentare le mie capacità  percettive, io accettai di continuare coi loro suggerimenti e la mia vita cambiò per sempre. Come risultato di alcuni aggiustamenti che Robert e Nancy fecero, non solo la mia percezione aumentò, ma anche il resto della mia vita migliorò. Le esplorazioni, dopo questi progressi, mi hanno fatto accedere a livelli di coscienza e contatti oltre ogni possibilità  mai immaginate. Mi hanno portato a comprendere il potere ed il significato dell'amore puro ed incondizionato e la conoscenza dello scopo della nostra esistenza.

- Tutti vediamo le stesse cose nell'Aldilà ?
Immagina che l'Aldilà  sia un po' come il nuovo mondo scoperto da Colombo nel 1492. Ora, immagina che una persona arrivi sola, dieci anni prima di Colombo. Questo nuovo mondo apparirà  differentemente, a seconda di dove la persona arrivi. Se la persona arriva nel mezzo di un deserto sterile ed inabitato, la sua esperienza sarà  abbastanza differente da quella persona che, invece, arriva
nel villaggio di una tribù indigena. Così l'esperienza di una persona dipenderà  da dove ella arriverà . Il motivo per cui le persone arrivano in luoghi differenti dell'Aldilà  e vedono cose differenti, dipende da molti fattori, quali le credenze che avevano prima della morte, le circostanze della morte, schemi abituali di pensiero, malattie che alterano il processo di pensiero (come l'Alzheimer), ed altri.
- Quando le persone stanno per morire spesso sembrano conversare con qualcuno che solo loro possono vedere o sentire.
Cosa sta succedendo loro? 

Come noi ci avviciniamo alla morte, la gente che già  vive nell'Aldilà  tenta di contattarci per facilitarci il passaggio nell'Aldilà .
Spesso sono parenti o amici del morente, o persone che comunque egli é in grado di riconoscere. Io chiamo queste persone 'helpers' (aiutanti). Pare che gli helpers scortino la persona oltre il Focus 23 ed i Territori dei Sistemi delle Credenze, portandoli verso il Focus 27, riducendo così la possibilità  che il morente rimanga bloccato in quei livelli di coscienza.

- Devo credere di avere un'anima per esplorare l'Aldilà ?
Ciò che credi riguardo all'anima ha il potere di influenzare grandemente la tua esperienza nell'Aldilà . Noi siamo liberi di scegliere quello in cui credere. Ogni scelta che facciamo ha delle conseguenze. Per conto mio, l'Aldilà  é una realtà  che
esisterà  comunque, sia che io scelga di crederci sia no. Il trucco sembra essere quello che il cavaliere disse ad
Indiana Jones in uno dei suoi film: 'Scegli saggiamente'.

- Cos'é equivalente al Focus 27 nelle altre culture?
Non essendo molto esperto delle credenze di altre culture, cercherò di descrivere la mia esperienza nel Focus 27 e lascerò che facciate le vostre comparazioni. Immaginate un posto dove il solo 'lavoro' richiesto per  ottenere qualcosa che si desidera é immaginarla.
Nel Focus 27, se desideri una casa con 12 stanze da letto, in montagna o al lago, devi solo immaginarla ed essa si materializzerà . La casa apparirà  reale quanto nel mondo fisico. Il prato sarà  reale sotto i tuoi piedi e sarà  di ogni colore, lunghezza o varietà  tu desideri.
La temperatura del lago sarà  a qualunque livello tu voglia. E se decidi che vuoi un'altra casa in un altro posto, sarai libero di cambiarla ogni volta che vorrai. Hai sempre desiderato un guardaroba con abiti su misura per te? Devi solo desiderarlo. I cibi più prelibati, la macchina dei sogni? Devi solo immaginarli, volerli, ed essi appariranno. Vuoi cambiare la tua età ? Immaginati a qualunque
età  o in qualunque forma ed apparirai esattamente così. Vuoi incontrare Gesù Cristo, Buddha, Maometto o qualunque altra figura religiosa? Esprimi il desiderio e loro ti appariranno prima che tu possa formulare la domanda. Ti piacerebbe conoscere ogni dettaglio su una qualche vicenda storica? Vai al Centro di educazione e gli helpers ti spiegheranno come accedere alle informazioni. Vuoi sapere qualcosa sulle tue vite passate, chi eri, perché hai scelto quella vita e cosa hai portato a termine? Fermati al Centro di rassegna della vita ed un helper ti assisterà . Vuoi comprendere cos'é il tempo e come gli eventi delle vite delle persone sono coordinate in esso? Visita il Centro di pianificazione e programmazione e chiedi ad un helper di mostrartelo. Qualunque cosa vuoi capire, sapere, imparare a fare; qualunque cosa che un essere umano sia in grado di immaginare é disponibile per te. Man mano che impari ad accedere alle capacità  del Focus 27, scoprirai molto di più di quanto tu abbia ritenuto possibile. Se tu permetti alla tua curiosità  di aiutarti a sapere, non ci sono limiti imposti dall'esterno, solo i limiti imposti da te stesso. Con un così facile accesso ad ogni cosa che tu desideri, il significato del tuo nuovo giocattolo inizierà  a perdere interesse. E cosa succederà  poi? Potresti scoprire che il Focus 27 é una scuola, proprio come lo é l'esistenza fisica sulla Terra. Potresti iniziare ad esplorare la ragione dell'esistenza umana o di qualsiasi altro mondo nel Focus 27. Potresti diventare un helper assistendo gli altri ad imparare cose sulla loro nuova vita appena essi arrivano lì dopo la morte.
Potresti scoprire che l'amore puro ed incondizionato é la forza direttrice che sta dietro assolutamente ad ogni cosa che si può concepire nel mondo. Potresti scoprire che alcune persone che vivono nel Focus 27 si sono laureate a questa scuola e che un giorno potresti farlo anche tu. Come fare progressi nella scuola del focus 27? Proprio come qui. Impara dall'esperienza ed esprimi amore puro ed incondizionato ad un grado perfino più alto. Potresti chiedere qual é il prezzo da pagare per essere accolti nel Focus 27?
Devi essere abbastanza consapevole, dopo la tua morte, di voler andare proprio lì da solo o con l'aiuto di un helper. E quale comportamento devi tenere per farti accettare? La cosa migliore che posso dire, il solo comportamento é quello che hai già  probabilmente sentito prima: 'Fai agli altri solo quello che vorresti che gli altri facessero a te'. C'é molto di più sul Focus 27.
Io continuo ad imparare di più ogni volta che lo visito e nei miei libri si può leggere molto di più di quel che ho detto.

- Bob Monroe parlava del fatto che abbiamo un numero di possibilità  di scelta dopo che siamo passati di là .
Hai idea di quali siano?
Nel Focus 27 ogni cosa che si può immaginare può essere materializzata. A parte queste opzioni, noi siamo anche liberi di esplorare su ogni cosa che vorremmo imparare. Siamo liberi di frequentare ogni corso che potrebbe portarci ad apprenderla. Potremmo lavorare volontariamente come helper. Potremmo decidere di rinascere nel mondo fisico per qualunque ragione
riteniamo importante o desiderabile. Con totale libertà , ci sono molte scelte.

- La morte é permanente? Vai in un posto e stai lì per sempre?
Secondo la mia esperienza, no. Comunque se tu, prima di morire, credevi che la morte é permanente, potresti restare bloccato nel Focus 23, completamente solo, per un tempo molto lungo. Recenti esplorazioni hanno scoperto una sorta di morte permanente.
E' estremamente rara, forse uno su parecchi miliardi di persone fa la scelta che conduce a questo stato.

- Dopo la morte ricorderà cosa ho fatto e chi ero nel mondo fisico?
Generalmente, la mia esperienza suggerisce che la risposta é si. Una delle caratteristiche della nostra esistenza nell'Aldilà  sembra essere quella di permettere un più grande accesso alla memoria della nostra esperienza.
Questa memoria non include solo la vita appena trascorsa, ma anche quelle precedenti.

- Mi piacerà  vivere nell'Aldilà ?
Ti piace vivere in questa vita? Trai una grande gioia dalla tua esistenza qui? Dai il benvenuto ad ogni giorno come
se fosse un'opportunità  di vivere il tempo della vita per imparare di più su chi e che cosa sei realmente?
La nostra esperienza nell'Aldilà  é , in molti modi, il riflesso della nostra vita di ora.

- Come é possibile comunicare con una persona che vive sul piano fisico se io sono nell'Aldilà ?
Se la persona che vive fisicamente é capace di focalizzare la sua attenzione sul livello di coscienza dove ti trovi tu, allora potete comunicare. Questo succede molto spesso durante gli stati del sonno. I sogni accadono in una realtà  non fisica. Le cose che accadono nei sogni non accadono fisicamente, appaiono in modo non fisico. I livelli di coscienza nei quali accadono i sogni includono gli stessi livelli nei quali vivono le persone dell'Aldilà . Così il modo più facile per te di comunicare dall'Aldilà  con una persone fisicamente vivente é farlo durante i suoi sogni. Se poi la persona ricorda o meno la comunicazione, é un'altra faccenda. Ci sono molti modi tramite i quali una persona fisica può ricevere una comunicazione dall'Aldilà . Uno stato mentale libero da distrazioni, quieto, come durante la preghiera o la meditazione, é un esempio ben conosciuto. Uno stato che assottiglia i confini tra i due mondi come un grande stress fisico o emotivo, può rendere possibile la comunicazione. Anche solo l'intenzione di provare a comunicare può bastare.

- Cosa succede nell'Aldilà  alle persone che, durante questa vita, hanno commesso atti orrendi senza rimorsi?
Con la mia limitata esperienza risponderò: 'Qualsiasi cosa crederanno che debba accader loro, accadrà '. Visto che hai specificato 'senza rimorso', la mia congettura é che essi vorranno andare in un posto dell'Aldilà  dove potranno continuare a commettere i loro atti orrendi. Nessuno costringe nessuno all'inferno per punire i suoi atti orrendi. Esso é parte del risultato delle scelte dovute al libero arbitrio della persona. Sono liberi di fare una nuova scelta e lasciare il loro inferno in ogni momento.

Il metodo di Bruce Moen si basa su una serie di tecniche capaci di indurre uno stato alterato di coscienza che, attraverso l'uso dell'immaginazione guidata, ci aiuta ad accedere ai livelli di coscienza dove si estendono i territori dell'Aldilà . Focalizzare l'attenzione, imparare a rilassarsi, svuotare la propria mente, mettere a tacere il proprio narratore interiore: sono queste le basi di partenza per un'avventura capace di cambiare il senso stesso della nostra vita.
***** DAL LIBRO DI FRANCESCA SCARRICA *****
http://www.metafonicamente.it

SENTIAMO COSA HA DA DIRE CHI CI HA PROVATO
Secondo Bruce ci sono alcuni “posti” interessanti da esplorare, e uno dei più interessanti in cui si è spontaneamente imbattuto è un’area della coscienza che ha chiamato Oscurità Tridimensionale.
Se chiudete gli occhi (ed è meglio esercitarsi in una stanza buia) e concentrate l’attenzione al fine di “guardare” quello che gli occhi chiusi vedono, direste probabilmente di vedere una sorta di nero, di oscurità piatta e bidimensionale. Un po’ come guardare un’immagine piatta e nera che si trova davanti a i vostri occhi. Non so ben descrivere come spostare la vostra attenzione da questa immagine piatta all’Oscurità Tridimensionale, se non con un impegno volontario, tuttavia, quando spostate la vostra attenzione e riuscita a catturare l’Oscurità Tridimensionale non avrete dubbi sul fatto di esserci riusciti.
C’è un preciso cambiamento nella qualità percettiva di ciò che sperimenterete: invece di trovarvi davanti un nero piatto e bidimensionale, vi ritroverete a scrutare un tipo di nero, di oscurità che ha profondità. È come se aveste acquisito la capacità di cambiare il grado di profondità di ciò che vedete: un po’ come quando state guardando una scena a occhi aperti e spostate l’attenzione da qualcosa che è vicino a voi a qualcosa che è più lontano. C’è una chiara sensazione di poter guardare in profondità nell’Oscurità Tridimensionale, o di guardarlo più superficialmente, o di guardare un qualsiasi punto intermedio.
Inoltre, l’Oscurità Tridimensionale ha un che di “vellutato”, come se fosse liscio e granuloso al tempo stesso. Muovendo gli occhi da un lato all’altro, potete notate questa vellutata granulosità passarvi davanti. Quest’Oscurità Tridimensionale è, a parer mio, una specifica e individuale area della coscienza, ed è particolarmente utile per esplorare altre realtà.
All’inizio, riuscivo a spostare la mia attenzione sull’Oscurità Tridimensionale, ma non riuscivo a rimanere a lungo in quello stato. Mi diceva “Caspita! Ci sono riuscito!” e un attimo dopo mi ritrovavo davanti il mio schermo piatto di oscurità bidimensionale. Ho dovuto imparare a rilassarmi quando ci arrivavo, e a permettere a me stesso di assaporare con calma quel luogo. In quel modo, non ne venivo risucchiato via. Un giorno stavo pensando di contattare una persona scomparsa.
Mentre scrutavo l’Oscurità Tridimensionale, la vedevo tutta molto uniforme, nella stessa tonalità di nero, per così dire. Poi, come ho cominciato a muovere gli occhi da un lato all’altro e su e giù, ho notato che c’era un piccola area più scura del nero che la circondava. Questo catturò la mia attenzione, e mi chiesi perché questo punto fosse più scuro. Fissai l’attenzione su quel punto e mi parve una sorta di spirale, di mulinello nero nell’oscurità. Stavo cercando di comprendere che forma avesse e come si muovesse. Forse se avessi zoomato su quel punto, se l’avessi visto più da vicino, l’avrei visto meglio. Pensai di spostarmi verso di esso e cominciai a sentirmi muovere. Poi … mi ritrovai all’improvviso in un altro posto. Guardandomi attorno, mi resi conto di trovarmi vicino alla persona defunta cui avevo originariamente desiderato di far visita. Che sorpresa!
In un primo momento non vidi una relazione precisa fra questi due eventi. Ma successivamente mi capitò ancora. Mi ritrovavo a scrutare l’Oscurità Tridimensionale, a scrutare molto intensamente le sue profondità, e poi notavo una piccola zona diversa dal resto dell’oscurità. A volte si trattava di un piccolo vortice, di un nero più scuro, a volte invece era più chiaro; a volte invece era solo un punto che sembrava avere una sua spiccata attività, come se tremolasse rispetto all’area circostante. Concentravo l’attenzione su quel punto, pensavo all’idea di avvicinarmici e … all’improvviso mi trovavo proprio nel posto che in origine avevo voluto visitare.
Con il tempo, mi sono reso conto che quest’Oscurità Tridimensionale era una specie di fulcro, un punto centrale di “portali” e “ingressi”. Immaginai che fosse un posto dal quale si diramavano una serie di passaggi verso tutte le altre aree di coscienza che esistevano. Non so se sia stato più importante lavorare sul processo per visualizzare l’Oscurità Tridimensionale o esercitarmi a raggiungere persone o luoghi diversi cui desideravo far visita, ma comunque, col tempo, divenne molto facile per me, ogni volta che volevo appunto raggiungere qualcuno o qualche luogo, farlo tramite la procedura qui descritta. Mi concentravo su dove volevo andare, e poi cercavo nell’Oscurità Tridimensionale uno di quei punti di “discontinuità”. Appena ne trovavo uno, fissavo la mia attenzione su di esso, e dopo un attimo
ERO LÌ.
Per chi volesse provare, raccomando di farlo in una stanza buia, in modo che la luce non vada a stimolare la retina. Questo rende la cosa più semplice. Inoltre è importante usare il respiro per rilassarsi, ad occhi chiusi. Tornate con la memoria ad un momento in cui eravate profondamente rilassati. Il tempo speso per cercare questo stato di rilassamento prima di cominciare, è ben speso. Quindi, sempre con gli occhi chiusi, guardate con attenzione l’oscurità che si presenta davanti ai vostri occhi: esaminatela, descrivetela, sentitela. Sarà probabilmente piatta e bidimensionale. Continuate a guardare in questo nero piatto e muovete un po’ gli occhi, come se stesse guardando delle “cose” che si trovano immerse nell’oscurità. Ad un certo punto avvertirete un cambiamento nella sensazione con cui percepite quell’oscurità. Per me, la sensazione è come quella di essere risucchiato dentro la scena che sto guardando. Sapete, vero, la differenza fra guardare semplicemente una scena e guardarci “dentro” per esaminarne i dettagli? La sensazione è simile.
Vorrei potermi spiegare meglio.
Se stabilite di VOLER esplorare l’Oscurità Tridimensionale e scrutate l’oscurità piatta che si presenta davanti agli occhi chiusi, verrà il momento che sentirete un cambiamento, e all’improvviso vi troverete a scrutare un diverso tipo di oscurità: un’oscurità vellutata che ha profondità. A quel punto, prendete nota della sensazione che quel cambiamento produce in voi. Se riuscite a ricordare quella sensazione al punto di riuscirci di nuovo, scoprirete che potete passare all’Oscurità Tridimensionale in modo pressoché volontario. Poi proseguite come ho detto sopra e non stupitevi se vi trovate all’improvviso in una realtà completamente diversa, quella che avete scelto di visitare.

Libera traduzione da: http://www.astralpulse.com/

L’oscurità tridimensionale (29/11/17)
di Bruce Moen

Traduzione libera della tecnica di Bruce Moen per esplorare quello che lui chiama “3D BLACKNESS”, o oscurità tridimensionale. La tecnica è estrapolata da una chat condotta da Bruce il 12 maggio 2002, che descrive l’Oscurità Tridimensionale, come arrivarci e come usare quello stato al fine di trovarsi ovunque si desideri, istantaneamente.
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Secondo Bruce ci sono alcuni “posti” interessanti da esplorare, e uno dei più interessanti in cui si è spontaneamente imbattuto è un’area della coscienza che ha chiamato Oscurità Tridimensionale.
Se chiudete gli occhi (ed è meglio esercitarsi in una stanza buia) e concentrate l’attenzione al fine di “guardare” quello che gli occhi chiusi vedono, direste probabilmente di vedere una sorta di nero, di oscurità piatta e bidimensionale.
 Un po’ come guardare un’immagine piatta e nera che si trova davanti a i vostri occhi. Non so ben descrivere come spostare la vostra attenzione da questa immagine piatta all’Oscurità Tridimensionale, se non con un impegno volontario, tuttavia, quando spostate la vostra attenzione e riuscita a catturarla non avrete dubbi sul fatto di esserci riusciti.
C’è un preciso cambiamento nella qualità percettiva di ciò che sperimenterete: invece di trovarvi davanti un nero piatto e bidimensionale, vi ritroverete a scrutare un tipo di nero, di oscurità che ha profondità. È come se aveste acquisito la capacità di cambiare il grado di profondità di ciò che vedere: un po’ come quando state guardando una scena a occhi aperti e spostate l’attenzione da qualcosa che è vicino a voi a qualcosa che è più lontano. C’è una chiara sensazione di poter guardare in profondità nell’Oscurità Tridimensionale, o di guardarlo più superficialmente, o di guardare un qualsiasi punto intermedio.
Inoltre, l’Oscurità Tridimensionale ha un che di “vellutato”, come se fosse liscio e granuloso al tempo stesso.
Muovendo gli occhi da un lato all’altro, potete notate questa vellutata granulosità passarvi davanti.
Quest’Oscurità Tridimensionale è, a parer mio, una specifica e individuale area della coscienza, ed è particolarmente utile per esplorare altre realtà. All’inizio, riuscivo a spostare la mia attenzione sull’Oscurità Tridimensionale, ma non riuscivo a rimanere a lungo in quello stato. Mi dicevo: “Caspita! Ci sono riuscito!” e un attimo dopo mi ritrovavo davanti il mio schermo piatto di oscurità bidimensionale. Ho dovuto imparare a rilassarmi quando ci arrivavo, e a permettere a me stesso di assaporare con calma quel luogo. In quel modo, non ne venivo risucchiato via.

Un giorno stavo pensando di contattare una persona scomparsa...
Mentre scrutavo l’Oscurità Tridimensionale, la vedevo tutta molto uniforme, nella stessa tonalità di nero, per così dire.
Poi, come ho cominciato a muovere gli occhi da un lato all’altro e su e giù, ho notato che c’era un piccola area più scura del nero che la circondava. Questo catturò la mia attenzione, e mi chiesi perché questo punto fosse più scuro. Fissai l’attenzione su quel punto e mi parve una sorta di spirale, di mulinello nero nell’oscurità. Stavo cercando di comprendere che forma avesse e come si muovesse. Forse se avessi zoomato su quel punto, se l’avessi visto più da vicino, l’avrei visto meglio. Pensai di spostarmi verso di esso e cominciai a sentirmi muovere. Poi … mi ritrovai all’improvviso in un altro posto. Guardandomi attorno, mi resi conto di trovarmi vicino alla persona defunta cui avevo originariamente desiderato di far visita.

Che sorpresa!
In un primo momento non vidi una relazione precisa fra questi due eventi. Ma successivamente mi capitò ancora. Mi ritrovavo a scrutare l’Oscurità Tridimensionale, a scrutare molto intensamente le sue profondità, e poi notavo una piccola zona diversa dal resto dell’oscurità. A volte si trattava di un piccolo vortice, di un nero più scuro, a volte invece era più chiaro; a volte invece era solo un punto che sembrava avere una sua spiccata attività, come se tremolasse rispetto all’area circostante.
 Concentravo l’attenzione su quel punto, pensavo all’idea di avvicinarmici e … all’improvviso mi trovavo proprio
nel posto che in origine avevo voluto visitare.

Con il tempo, mi sono reso conto che quest’ Oscurità Tridimensionale era una specie di fulcro, a punto centrale di “portali” e “ingressi”. Immaginai che fosse un posto dal quale si diramavano una serie di passaggi verso tutte le altre aree di coscienza che esistevano. Non so se sia stato più importante lavorare sul processo per visualizzare l’Oscurità Tridimensionale o esercitarmi a raggiungere persone o luoghi diversi cui desideravo far visita, ma comunque, col tempo, divenne molto facile per me, ogni volta che volevo appunto raggiungere qualcuno o qualche luogo, farlo tramite la procedura qui descritta. Mi concentravo su dove volevo andare, e poi cercavo nell’Oscurità Tridimensionale uno di quei punti di “discontinuità”.
Appena ne trovavo uno, fissavo la mia attenzione su di esso, e dopo un attimo ERO Lì.
 Per chi volesse provare, raccomando di farlo in una stanza buia, in modo che la luce non vada a stimolare la retina. Questo rende la cosa più semplice. Inoltre è importante usare il respiro per rilassarsi, ad occhi chiusi. Tornate con la memoria ad un momento in cui eravate profondamente rilassati. Il tempo speso per cercare questo stato di rilassamento prima di cominciare, è ben speso.
Quindi, sempre con gli occhi chiusi, guardate con attenzione l’oscurità che si presenta davanti ai vostri occhi: esaminatela, descrivetela, sentitela. Sarà probabilmente piatta e bidimensionale. Continuate a guardare in questo nero piatto e muovete un po’ gli occhi, come se stesse guardando delle “cose” che si trovano immerse nell’oscurità. Ad un certo punto avvertirete un cambiamento nella sensazione con cui percepite quell’oscurità. Per me, la sensazione è come quella di essere risucchiato dentro la scena che sto guardando. Sapete, vero, la differenza fra guardare semplicemente una scena e guardarci “dentro” per esaminarne i dettagli?
La sensazione è simile.

Vorrei potermi spiegare meglio.
Se stabilite di VOLER esplorare l’Oscurità Tridimensionale e scrutate l’oscurità piatta che si presenta davanti agli occhi chiusi, verrà il momento che sentirete un cambiamento, e all’improvviso vi troverete a scrutare un diverso tipo di oscurità: un’oscurità vellutata che ha profondità. A quel punto, prendete nota della sensazione che quel cambiamento produce in voi. Se riuscite a ricordare quella sensazione al punto di riuscirci di nuovo, scoprirete che potete passare all’Oscurità Tridimensionale in modo pressoché volontario. Poi proseguite come ho detto sopra e non stupitevi se vi trovate all’improvviso in una realtà completamente diversa, quella che avete scelto di visitare.

Grazie a Giulia Che Ha Tradotto L'articolo
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Bruce VISITA I FALSI PARADISI (26/11/17)
ARTICOLO DI BRUCE MOEN

Dopo la recente dipartita di Bruce Moen avvenuta il 14 Novembre, vogliamo onorare la sua memoria con questo breve ma interessante articolo tratto da uno dei suoi libri dedicati all'esplorazione dell'Aldilà, in cui Bruce ci illustra come sia possibile uscire dall'Inferno, anzi dagli INFERNI, poichè ne esiste uno per ogni tipologia di comportamento negativo.
Le Guide che ha colà incontrato, li chiamano però "Falsi Paradisi" o meglio "Paradisi Vuoti",  perchè vi manca la cosa essenziale
per definirli tali: l'Amore.

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Non è mia intenzione cambiare le convinzioni di nessuno su niente.
Condivido solo quello che ho trovato durante la mia esplorazione del mondo non fisico per incoraggiare altri che sono interessati a scoprire la verità, ad esplorare da soli. Quello che scrivo è la mia personale esperienza diretta.
Ognuno di noi è libero di esplorare il mondo non fisico e trovare la verità per conto suo.
Esiste una via d'uscita dall'Inferno, non è una mia convinzione, ma è quello che ho osservato e appreso mentre esploravo la nostra esistenza come esseri umani al di là del mondo fisico.
Fu mentre esploravo gli inferni del Focus 25 che una Guida mi ha spiegato come proprio questo era accaduto anche a lui.
Le persone entrano in questi inferni perché le loro credenze e le loro attività durante la vita fisica corrispondono a quelli dell'Inferno da cui sono stati attratti. Max per esempio (Vedi), era un sadico emotivo durante la sua vita. Max's Hell è il titolo di un capitolo nel mio secondo libro ed è disponibile come articolo gratuito in questo sito.
Quando ho trovato Max, stava vivendo in un luogo che sembrava molto simile alla nostra realtà fisica. La differenza principale era che tutti i sadici emotivi erano uguali a lui. Durante la loro vita avevano assunto un comportamento sadico-emotivo, 'magnetizzandosi' di tal fatta. Quando sono morti, sono stati attratti come da un magnete nel Focus 25 ove vivono molti altri 'magnetizzati' allo stesso modo. Ogni uomo, donna e bambino cercava attivamente di infliggere il maggior dolore emotivo possibile a tutti gli altri.
Molte informazioni più dettagliate su questi Focus 25 Inferni saranno nel mio quarto libro. Vedete, ci sono molti Inferni diversi nel Focus 25, ognuno dei quali attrae e trattiene gli individui in un luogo dove tutti condividono lo stesso comportamento.
Ci sono Inferi per ladri, assassini, sadici, avidi... tanti, molti inferni divers
i.
 Alcuni che vivono in questi inferni sono poi in grado di cambiare il loro livello energetico proprio perchè si trovano in un posto orribile.  Questo è ciò che era accaduto alla Guida che mi stava aiutando.
Da molto tempo aveva vissuto in un inferno di ladri ed era stato bloccato in parecchi altri per tutta la sua esistenza.
Colà era diventato gradualmente attratto dallo stile di vita di costanti ruberie per essere però derubato da altri.
Con il tempo aveva deciso di smettere di derubare gli altri, come ebbe capito la futilità di questo comportamento.
Non importa quanto rubasse, era a sua volta derubato da altri ladri.

Qualcuno, un Helper (Guida-Assistente), che stava guardando le sue attività dall'esterno del suo Inferno, aspettava il momento giusto per entrare ed offrirgli una via d'uscita.
L'Assistente, che conosceva tutti i giochi e le truffe perpetrate dai suoi abitanti, entrò e cominciò a proporre una truffa ben nota alla attuale Guida, quella del ladro inesperto e ingenuo che sarebbe stato un facile bersaglio per qualcuno più esperto.
La mia Guida aveva riconosciuto immediatamente la truffa, rendendosi conto che questo non era un ladro ingenuo, ma una persona molto qualificata che stava fingendo di derubarlo.
Per non essere da meno, la mia Guida era tornata ai suoi vecchi modi ed aveva cominciato a trovare la maniera per approfittare di questo gioco e mettere KO il nuovo arrivato. Avrebbe giocato insieme a lui al "ladro ingenuo" abbastanza a lungo per decidere cosa rubargli e poi portarlo via.  Ma quando giunse l'opportunità, la mia attuale Guida si ricordò della futilità di una vita fatta di furti e così non potè andare avanti con il suo piano.
Rinunciando a rubare come modo di vivere, aveva cambiato il suo stato energetico. In quel momento venne espulso dall'Inferno dei ladri, sputato via come un cibo disgustoso che quell'Inferno non poteva più tenere in bocca.
L'Assistente, che era entrato per aiutarlo, era in attesa del ladro pentito al di fuori dell'Inferno dei Ladri e gli spiegò chi era, perché era entrato lì, perché aveva fatto il gioco del "ladro ingenuo" e perché l'Inferno lo aveva sputato via.
Poi gli illustrò alcune delle opzioni possibili.
Poteva tornare nell'Inferno dei ladri per continuare lo stile di vita precedente,incarnarsi di nuovo nella realtà fisica, poteva andare a lavorare con lui nel Centro di Riabilitazione del Focus 27, insomma c'erano diverse opzioni. La mia Guida optò per fare l'Helper, e decise di imparare ad aiutare gli altri ad uscir fuori dai loro inferni.
Quindi la guida turistica che mi aveva condotto durante l'esplorazione degli Inferni del Focus 25 era ora un Helper che lavora per liberare gli altri e, temporaneamente,si offre ai visitatori come me per un tour  di questi inferni con lo scopo di passare queste informazioni alla realtà fisica.

Questo è quello che ho osservato e appreso durante le mie esplorazioni in queste regioni che sono chiamate "Hollow Heavens" (Paradisi vuoti) del Focus 25. Forse "Fake Heavens" (falsi Paradisi) sarebbe un nome migliore per descrivere questi luoghi, ma quelli che ho incontrato lì lo chiamarono Cielo Vuoto, quindi vi propongo questa denominazione.

Trad. WEBMASTER Da:
http://www.afterlife-knowledge.com/chris.html

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FALSI PARADISI: 2/a PARTE  (26-05-18)

Rileggendo i vecchi post del nostro compianto Amico Bruce Moen, ho trovato la continuazione della storia pubblicata anni fa, Hollow Heavens, ovvero I Paradisi Vuoti ,dove ci veniva spiegato come, nel rispetto del Libero Arbitrio, nell'Aldilà esistono dei "Falsi Paradisi" dove coloro che avevano in terra delle idee fondamentaliste e sbagliate, si ritrovano a vivere in modo totalmente aderente ai loro credi fideistici.
Alla lunga, però, tali poveretti si accorgono delle incongruenze dei loro credi e così vengono finalmente liberati ed accolti nel vero Paradiso che Bruce chiama Focus 27.

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La Guida (ex Pastore) aveva cercato il parere di altri predicatori nel suo paradiso vuoto, tentando di capire come Gesù potesse sostenere di infrangere le regole.
 I suoi confratelli gli dissero che non avrebbe potuto essere Gesù che era apparso nel suo ufficio, doveva essere Satana, travestito da Gesù, gli dissero. Lo ammonirono a non seguire la parola di Satana per non esserne ingannato ed ingannare la sua congregazione, ma secondo la dottrina della Chiesa della sua piccola setta cristiana, Satana entrando in Paradiso aveva anche lui rotto le regole.
 Una volta in Paradiso ognuno doveva essere al sicuro dalla portata di Satana come non c'era modo, secondo la dottrina della Chiesa, che Satana potesse entrare in Cielo.  Ma che Satana fosse entrato lì per ingannarlo era l'unica spiegazione possibile che venerati predicatori e fondatori della sua religione potevano offrirgli. Era l'unico modo per poter spiegare come la loro dottrina,basata sull'interpretazione biblica, potesse essere corretta.
 Dopo molte ricerche e più visite da parte di Gesù, che gli aveva sempre dette esattamente le stesse parole, la mia Guida (ex predicatore) iniziò a divulgare il messaggio di amore di Gesù alla sua congregazione. Nei suoi sermoni spesso faceva riferimento alla coppia scacciata dal Paradiso come un esempio di quelli meritevoli del perdono e dell'amore di Cristo. Anche questa affermazione, però, rompeva le regole, dato che quelli scacciati non potevano più essere nominati da parte di chiunque in quel (falso) Paradiso.
 
 La congregazione cresceva ed i sermoni del nostro amico erano diventati popolari ed apprezzati, ma lui sapeva che era solo questione di tempo fino a quando la forza delle sue idee non sarebbe stata contestata. Poi, una Domenica, due venerati, predicatori vennero in chiesa per partecipare ad un servizio. Durante la sua omelia, dopo aver fatto menzione alla coppia scacciata, i due vecchi predicatori si alzarono e interruppero il suo sermone.
 Di fronte all'intera congregazione gli chiesero di malo modo di smettere di predicare la parola del grande ingannatore, Satana.
 L'ormai ex predicatore trovò il loro sforzo per umiliarlo alla sottomissione piuttosto ironico.Per tutta risposta, egli affermò che, se avesse dovuto negare la parola di Gesù Cristo solo per rimanere in quel luogo, avrebbe preferito essere gettato fuori di lì e subito.
 Senza più alcuna alternativa, i due predicatori eseguirono il rito per gettarlo fuori davanti a tutta la sua Congregazione.
Tutti furono testimoni della sua scomparsa dal pulpito.
 Dagli sguardi sui loro volti, si capiva che i due vecchi predicatori sapevano che avevano inculcato il timore di Dio in tutti gli adepti della congregazione inclini a seguire la apostasìa del loro -ormai- ex confratello.
 Aspettandosi di trovarsi all'Inferno, però, il nostro amico rimase sorpreso quando Gesù gli apparve nel buio. Dopo un tour del vero Paradiso, Gesù gli spiegò che era stato in un Paradiso-Vuoto, qualsiasi cosa volesse dire, e alcune delle sue opzioni per il futuro.
 Nel vero Paradiso tutti erano liberi di esplorare tutto ciò che desideravano.
 L'ex predicatore decise così di passare alla Casa di Dio nel Focus 27 e lavorare per liberare gli altri.
 Questo Centro è un luogo in cui molti di coloro che erano stati predicatori, o sacerdoti, o rabbini e molti altri lavorano insieme per aiutare coloro che sono intrappolati nei Paradisi vuoti del Focus 25.  Nell'ambito di tale opera, Gesù e l'ex Predicatore erano rientrati molte volte in quei falsi paradisi, apparendo insieme ai membri dei suoi ex fedeli che sapeva avevano dei dubbi legittimi sulle regole e sulle credenze. Apparivano in privato a diverse persone nelle loro case e nelle lunghe passeggiate lungo la strada ed ogni volta che  rispondevano alle loro domande, davano il messaggio di Gesù fatto di Amore e Perdono.
 Questo, naturalmente, rompeva ugualmente le regole. Una volta che qualcuno era stato scacciato da questo paradiso vuoto non avrebbe mai più dovuto essere in grado di tornare indietro dalla loro sentenza di Inferno eterno. La mia Guida mi spiegò che le cose erano diventate davvero interessanti quando lui e Gesù avevano cominciato a comparire davanti alla congregazione durante le funzioni religiose domenicali. Amavano proporre una scenetta in cui la guida (ex predicatore) appariva sopra l'altare, circondato da una nuvola di luce angelica. Allora anche Gesù appariva accanto a lui e rivolgendosi alla congregazione diceva:
 "Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto" (Matteo 3, 17)..

La storia ebbe fine quando i predicatori vecchio-stile tornarono una Domenica ed ordinarono a tutti di uscire da quella 'Casa di Satana', come la chiamavano loro. Di fronte a tutta la comunità, buttarono giù l'intero edificio, facendolo scomparire.
 Da allora, la mia Guida ha continuato ad agire come un Helper nella Casa di Dio nel Focus 27 per liberare 
 altri spiriti bloccati, dai falsi paradisi del Focus 25.
 
 Spesso mi vien chiesto come ciò che ho trovato nelle mie esplorazioni si armonizzi con quanto viene detto nella Bibbia e nei Vangeli.
 Tale domanda mi ricorda quello che è successo a Galileo che aveva utilizzato il telescopio per cercare in cielo la verità sui moti planetari, per poi capire che era la terra che girava intorno al sole e non il contrario, in contrasto con la dottrina di una certa chiesa cristiana, sulla base della sua interpretazione dei Sacri Testi.  Secondo la loro interpretazione la Terra era al centro dell'universo di Dio e tutto, compreso il Sole, ruotava intorno alla Terra ..  Quella chiesa cristiana costrinse Galileo a ritrattare la verità che aveva scoperto con la minaccia di ucciderlo come punizione per la sua bestemmia. A loro credito un po 'più di 300 anni più tardi, nel 1990, la Chiesa cattolica ha finalmente perdonato Galileo per il suo peccato.
 
[La domanda nasce spontanea: se il Papa é infallibile -oggi come allora-, dopo 300 anni all'Inferno,
Galileo è stato traslocato d'ufficio in Paradiso? NdR]

 
 Ora, forse non sei un membro di quella specifica Chiesa cristiana, ma nella mia esperienza tutte le chiese tentano
 di interpretare per i loro seguaci i significati dei loro libri e quali sono le regole che ne derivano.
 Se tutte le interpretazioni della tua chiesa sono corrette, perché quelle di ogni Chiesa cristiana vanno così tanto in conflitto con quelle di altrettante Chiese Cristiane?  Non sta tale conflitto ad indicare che qualcuno dà una
interpretazione non corretta ?
 
La questione allora diventa: quale Chiesa Cristiana è nel giusto?
Qualcuno conosce la risposta a questa domanda?
 
 Così, ancora una volta, quando mi chiedete come i miei risultati combacino con quello che viene detto nella Bibbia vi chiedo a mia volta, quale interpretazione? La tua? La mia? Quella dei Cattolici? Luterani? Battisti? Fondamentalisti Cristiani?
 Tutto quello che ho fatto è stato imparare ad esplorare l'esistenza ultraterrena di noi esseri umani e di riferirvi le mie esperienze.
 Metaforicamente, ho trovato un telescopio che mi permette di scrutare il cielo per scoprire la verità. Non ho la pretesa di averla trovata. Posso solo riferire ciò che vedo attraverso il velo delle mie incomprensioni. Ma questa è la parte migliore dell'utilizzo di questo telescopio: non dovete prendere la mia parola alla lettera.
 
Si può imparare a scoprire com'è l'esistenza umana al di là del mondo fisico e cercare la verità da soli.
 

 Mi chiedete di spiegare come possa la Bibbia affermare con certezza che coloro che non vengono salvati soffrono la punizione eterna dell'inferno. Quale interpretazione dei Sacri Testi fornisce tale affermazione? Quale Chiesa Cristiana lo dice e che interpretazione dei Sacri Testi hanno usato per creare questa regola? Che dire di altre Chiese Cristiane che sostengono una dottrina diversa sulla base di una diversa interpretazione? Come possiamo sapere quale di esse ha l'interpretazione completamente corretta
 per una data domanda, quando tante non sono assolutamente d'accordo ed alcuni si uccidono l'un l'altro?
 Sono nel giusto i Cattolici, o i Protestanti Irlandesi?
 A titolo di esempio, la Chiesa Cristiana in cui sono cresciuto aveva una semplice regola, basata sull'interpretazione dei Sacri Testi fatta dal suo fondatore. Per andare in "Cielo" si doveva essere battezzati, senza battesimo, niente Paradiso.
 In realtà, essi credono che se muori non battezzato vai a finire nel supplizio eterno e nella sofferenza nell'inferno. Ha a che fare, per la loro fede, con qualcosa che chiamano peccato originale. Questa semplice regola porta ad alcuni risultati incredibilmente ridicoli, ma fermamente creduti, ovvero che i neonati che muoiono senza Battesimo vanno all'inferno!
 Da giovane mi venne insegnata questa convinzione....ero sbalordito!
 Che un bambino innocente che viveva un secondo in questo mondo per poi morire dovesse essere punito per l'eternità perché un battesimo non era stato eseguito, era per me un fatto assolutamente senza alcun senso! Quella era una Chiesa Cristiana e quella era la loro interpretazione del significato dei Sacri Testi riguardo al peccato originale ed al battesimo.
 Per questa stessa logica, per me estremamente ridicola, un assassino dovrebbe essere presente alla nascita di ogni bambino e, per assicurarsi che arrivi in cielo, obiettivo di tutti i Cristiani,il bambino dovrebbe nascere, essere battezzato e poi assassinato il più rapidamente possibile per assicurarsi che non potrà mai peccare e quindi andare dritto in Paradiso!
 
Avete mai sentito nulla di più ridicolo?

 Ma se sei un cristiano che crede nel peccato originale, e che raggiungere il Cielo seguendo certe regole è il tuo vero obiettivo, questa assurdità garantirebbe l'immediato passaggio in Cielo ad ogni bambino ucciso. Sicuramente ci deve essere qualcosa di sbagliato con l'interpretazione dei testi sacri, circa la necessità del battesimo per entrare in Paradiso, però questa è l'interpretazione e la fede della Chiesa cristiana in cui sono cresciuto! Nel mio Vangelo, Gesù Cristo ha detto che il suo nuovo comandamento è quello del "ama il prossimo tuo come te stesso". Mi è difficile capire come un Dio amorevole sarebbe in grado di disobbedire al suo comandamento o considerare di punire eternamente chiunque per qualsiasi sciocchezza.

Fonte: Bruce Moen  (Tradotto e adattato dal Webmaster. )

 

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